Friday, April 18, 2014

Stile e colore in 20 anni

Dagli anni cinquanta agli anni settanta.
Stile e colore.
Foto e magia.
Simboli e realtà.

Soundtrack: Perny & Kollar - Swinging London 1966

Twiggy - Mary Quant
Twiggy - Mary Quant

Cara Delevigne - Twiggy
William Klein - Chanel

Twiggy
Hubert de Givenchy
Twiggy
Nat Kaplan
Twiggy





Audrey Hepburn
Natalie Wood
Yves Saint Loran - Mondrian Dress
Jane Shrimpton - Mary Quant
Soundtrack: The Crazy World of Arthur Brown - Fire
The Crazy World of Arthur Brown - Fire (1968)
Soundtrack: Brian Auger, Julie Driscoll & The Trinity - Save me


Un cane

Twiggy
"Ahi cane, fermo sul ciglio della via Prenestina
che si guarda di qua e di là prima di attraversare la strada.

Non ha nulla da ridire: accetta tutto.
Non ha dignità da difendere a causa della sua bontà.

Ecco quindi la mia conclusione:
la rassegnazione non ha nulla da invidiare all'eroismo."

Pier Paolo Pasolini

Che
Mi viene in mente il concetto relativo all'eroismo del vivere quotidiano.
Alla fatica di essere uomini.
Al coraggio di affrontare giorno dopo giorno la realtà,
mossi da un senso del dovere o da una rassegnazione senza orizzonti.

E penso alla dignità di essere onestamente fedeli al proprio ruolo.
Di considerare che non esistono altre soluzioni all'accettare quello che viene.
Bello, brutto, buono, grande o minuscolo e insignificante.
Il valore nasce dall'umiltà dell'accettazione.

Lo sguardo di un cane. Perso e in attesa, non forte e attivo.
Lo sguardo di chi sembra accettare, forse anche subire.
E lo sguardo è quello di chi sente di non avere alcun diritto.
Per nascita e per condizione. Escluso dal resto.

E penso all'atteggiamento di nostro figlio.
Per troppi anni a margine della società
Senza diritti. Per nascita e per condizione economica.
Remissivo e isolato. Non invadente o partecipativo.

Anoushka Shankar

Se non si sente accetto, lascia perdere.
Si isola in un modo dove non esiste rifiuto.
In un mondo di solitudine in cui si è sempre accettati.
Un mondo con gli orizzonti chiusi.

Da questo abbiamo avuto il compito di estrarlo.
Con la dolcezza dello sguardo che sorride.
Con la delicatezza dell'attendere la sua espressione.
Senza forzare, senza domande, senza silenzi.

E dopo cinque anni, un fiore sembra sbocciare.
Quello della sua persona e del suo pensiero.
Un vocio della sua anima che si apre delicata.
Una storia che sembra essere iniziata e che ameremmo continuasse.

Non più accettare senza alcun desiderio di avere.
Non più orizzonti limitati o chiusi.
Ma una stupenda armonia di espressioni
Per dire che si è qui e si è presenti. Per essere considerati
Klaus Schulze : Dresden Performance
Soundtrack: Klaus Schulze - WDR Köln 1977

Wednesday, April 16, 2014

Frivolezze ...


Les Élucubrations - Antoine
 Oh, Yeah !
Ma mère m'a dit, Antoine, fais-toi couper les cheveux,
Je lui ai dit, ma mère, dans vingt ans si tu veux,
Je ne les garde pas pour me faire remarquer,
Ni parce que je trouve ça beau,
Mais parce que ça me plaît.

Oh, Yeah !
L'autre jour, j'écoute la radio en me réveillant,
C'était Yvette Horner qui jouait de l'accordéon,
Ton accordéon me fatigue Yvette,
Si tu jouais plutôt de la clarinette.

Oh, Yeah !
Mon meilleur ami, si vous le connaissiez,
Vous ne pourriez plus vous en séparer,
L'autre jour, il n'était pas très malin,
Il a pris un laxatif au lieu de prendre le train.

Oh, Yeah !
Avec mon petit cousin qui a dix ans,
On regardait "Gros Nounours" à la télévision,
A Nounours il a dit "Bonne nuit mon bonhomme",
Il est parti danser le jerk au Paladium.



Oh, Yeah !
Le juge a dit à Jules, vous avez tué,
Oui j'ai tué ma femme, pourtant je l'aimais,
Le juge a dit à Jules "Vous aurez vingt ans",
Jules a dit : "Quand on aime on a toujours vingt ans".

Oh, Yeah !
Tout devrait changer tout le temps,
Le monde serait bien plus amusant,
On verrait des avions dans les couloirs du métro,
Et Johnny Hallyday en cage à Médrano.

Oh, Yeah !
Si je porte des chemises à fleurs,
C'est que je suis en avance de deux ou trois longueurs,
Ce n'est qu'une question de saison,
Les vôtres n'ont encore que des boutons.

Oh, Yeah !
J'ai reçu une lettre de la Présidence
Me demandant, Antoine, vous avez du bon sens,
Comment faire pour enrichir le pays ?
Mettez la pilule en vente dans les Monoprix.

Soundtrack: Antoine - Les Élucubrations

Tuesday, April 15, 2014

'Cos I'm Free

Da una vita mi ossessiona
questo pensiero di libertà.
Così conforme al mio spirito.
Così innato in me.

Spirito di libertà
che non sa rinunciare a null'altro.
Che sa rinunciare a tutto
fuorché ad essere liberi.

Da anni ed anni
mi ripeto l'immagine che ho vista
Lei, atleta australiana,
il suo braccio e la sua scritta.

" 'Cos I'm Free "
Null'altro che un inno
alla adorata libertà,
obiettivo e coerenza di tutta una vita.

Di questo vorrei potere
dire al termine della vita.
Spirito libero
ha saputo rifiutare e rinunciare a tutto
tranne che a lei, la libertà.

Mai servo di alcuno.
Cathy Freeman
Soundtrack: Cesaria Evora - Live d'Amour

Hapax Legomenon

Brent Stirton
La sintesi dell'unicità. Il termine fa riferimento ad una parola che appare una sola volta in un testo. Infatti, la traduzione dal greco significa proprio "qualcosa detto una sola volta". Questo può essere riferito anche ad un intero corpo letterario di un singolo autore.

In tutti i casi si parla di unicità. E questo può - a maggiore ragione - essere riferito ad un essere vivente. Siamo tutti unici ed irripetibili. Nel bene e nel male. Unici e basta. E questa unicità ci deve fare riflettere su quanto invece diamo per scontato di quello che ci accade intorno. Come se le persone non avessero nulla da dirci che valga la pena di essere ascoltato.

Forse perché si parte dal presupposto che ogni cosa detta o fatta debba in primis passare il vaglio di un filtro di giudizio. Peccato che questo filtro divenga di fatto più un pre-giudizio che un giudizio. Nel senso che i nostri filtri sono in linea generale espressi da criteri standard di tipo oggettivo (valore economico, letterario, spirituale, sociale, ecc ...) o soggettivo (opportunità, simpatia, pathos, condivisione, ecc ...) che lavorano ben prima della fase di ascolto oppure nel corso della stessa ma ben prima della fine del discorso.

Fatoumata Diawa
Soundtrack: Have you ever seen the rain - John Fogerty

Quindi, pre-giudizio. Una cosa che impoverisce il rapporto con l'altro già prima che lo stesso abbia inizio. Una cosa che impedisce a chi potrebbe ascoltare di imparare qualcosa (... anche dal discorso più "inutile" deriva un giudizio che può fare crescere).

Quando pensiamo di non avere avuto alcun beneficio, insegnamento, stimolo da una relazione con una altro essere unico come noi dovremmo considerare che forse noi non eravamo aperti all'ascolto e non - viceversa - che l'altro non aveva nulla da dirci.

Forse, pensando alla nostra (in senso generale) unicità potremo metterci nella condizione aperta di sapere recepire tutto da chiunque e quindi di imparare. Anzi, di potere dire a noi stessi che non passa giorno che non si sia imparato qualcosa. Da chi? Da un altro, atrettanto unico come noi.

E non parlo solo degli uomini. Ma anche degli animali, degli insetti, delle piante, del cielo, del sole, della luna, dell'acqua che scorre e di quella che ristagna, delle nuvole, dei profumo, dei ricordi, dei sapori, dei suoni, del tatto, della luce e delle ombre ...

Rokia Traoré
Soundtrack: Where have all the flowers gone - Kingston Trio

Sunday, April 13, 2014

Il pianeta a tavola ...

Certo, al prossimo expo 2015 sarà possibile assaggiare di tutto ... ma il problema è che nel mondo:

- quasi 870 milioni di persone (uno su 8) hanno sofferto di denutrizione cronica tra il 2010 e il 2012
-  di questi, 852 milioni vivono nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo, e 18 milioni risiedono nei paesi industrializzati.
- sono più di 100 milioni i bambini gravemente denutriti sotto i cinque anni
- la malnutrizione è la principale causa di morte per 2,5 milioni di bambini ogni anno.

Cosa diavolo significa "Feeding the Planet" o, peggio, "The planet is hungry of Ideas" se nulla viene fatto per consentire ai popoli che hanno fame di riuscire a coltivare a casa propria semi di piante che potranno germogliare senza bisogno di fertilizzanti venduti dalle multinazionali e che potranno dare frutti da cui derivare le sementi per nuove piante da seminare. Basta ibridi prodotti dalle multinazionali, che non possono dare frutti da cui derivare nuove sementi.

Basta privilegiare le proteine animali su quelle vegetali. 1 chilogrmmo delle prime richiedono 20 chilogrammi delle seconde. Come si riesce a sfamare il mondo in questo modo? Meno, molto meno carne e molti più vegetai. Nel segno della differenza biologica, contro la standirdazzazione dell'agricoltura. 

Basta con il Land Grabbing. La terra ai popoli che la vivono di diritto. Il lavoro da sviluppare nella propria terra di origine. La dignità da assicurare alle persone di tutto il mondo. Il rispetto da assicurare all'infanzia, alle donne, a tutti gli uomini. Nella loro terra. Nel luogo in cui sono nati. Questo è - da sempre - il desiderio di tutti. Dignità, vita e lavoro.

Margaret Bourke-White -1946 - Gandhi e l'arcolaio
Soundtrack: Sphongle - Museum od Consciousness

In Italy :

Nel Ciad:

Saturday, April 12, 2014

Il pensiero concreto, il pensiero affettivo, il pensiero simbolico ... e noi?


Tre sono i tipi di pensiero: pensiero concreto; pensiero affettivo; pensiero simbolico. Quanto noi viviamo con l’uno e quanto con l’altro? E l’altro ancora? Cosa serve di pi? Esistono priorità” Esistono sequenze di sviluppo e di utilizzo. E quale si associa maggiormente al “pensiero comune”. Quale parte del cervello è impegnato e quanto lo è?

Il Pensiero concreto è legato alla percezione. Può essere sovrapponibile al flusso percettivo stesso e quindi, strettamente ancorato all’affetto o alla realtà esterna. Il pensiero concreto, tipico delle prime fasi della vita in cui domina il sé è contraddistinto da un arcaico principio solipsico di accentramento, onnipotenza, dominio e “falsa verità”. Infatti, il concetto di verità si sviluppa solo nel confronto con l’altro e quindi inizia con la vita affettiva reale. Se rimanesse tale, il pensiero concreto evolve nell’isolamento egocentrico che tende a cancellare qualsiasi forma di angoscia derivante dalle diverse verità del percepito. Inoltre, limita l’evoluzione creativa e quella che porta alla lettura del mondo mediante il confronto-comprensione.

Nel pensiero affettivo si rende evidente il concetto di relazione. Non solo gli oggetti acquistano valore e verità, ma anche il pensiero proprio perché tensioni e distensioni, coscienza, cose, sguardi e presenze, si intrecciano e diventano un linguaggio. La mente riconosce la sensazione di perdita e di riconquista, legati a situazioni contingenti ma anche immaginarie.



L’arricchimento semantico è connotato da valenze emotivo-affettive, attraverso le quali il soggetto vive, partecipa e si proietta nel mondo in generale delle persone, degli oggetti e delle cose. Il desiderio è complesso ed articolato verso persone e cose con introiezioni e proiezioni del sé nella realtà che porta, conseguentemente a gratificazioni ma anche a frustrazioni. Identificazione è l’elemento che porta a queste bivalenze di sentimento ma anche struttura fenomeni di piacere, partecipazione o isolamento, comunione o distacco. Il pensiero affettivo è quello che guida anche i comportamenti emulativi e quelli utilitaristici, cioè calcolati in modo lucido e razionale. Identificazione nei modelli crea i presupposti allo sviluppo dei modelli di vita che si seguono.



Il pensiero simbolico viene guidato dal significato metafisico delle cose che perdono la loro identità comune per acquisirne un’altra che segue logiche alternative e complesse. La cosa non ha significato in sé ma in quanto  rappresentazione di un qualcosa.  Il livello di metafora genera al soggetto sensazione di appartenenza ad un qualcosa di esclusivo e quindi di serenità, di piacere esclusivo, di potenza collettiva ed anche di esaltazione.



Il simbolismo è innegabilmente l’essenza dell’umanità. L’uomo sembra distinguersi da tutte le altre forme di vita, attuali o estinte, grazie alla capacità di pensiero simbolico ma questo non può essere corretto se si considerano le capacità di gioco degli animali, in cui la realtà si trasfigura nella immaginazione di ruoli realistici ma non reali nell’atto contingente del giocare. Tipicamente il linguaggio simbolico è la base del rituale in cui tutto è irrealmente reale, nel senso che non significa nel modo più assoluto ciò che visibilmente appare. In questo cosa, non si tratta di finzione ludica bensì di traslazione di significato e di valore.



Il pensiero simbolico o metaforico trova il fondamento nell’immaginazione e nella creatività: la capacità, unicamente umana, di creare un mondo nella propria mente, e di ricrearlo in quello reale che si trova all’esterno.



Ora guardiamo al nostro comportamento. Quanto siamo pensanti concreti, quanto affettivi e quanto simbolici? Seguiamo certamente rituali anche complessi e ci comportiamo con egoismo e rapacità e proviamo soddisfazione ed angoscia confrontandoci con il reale esterno e con i nostri miti.



Quindi siamo un misto continuo. Un caleidoscopio di sfaccettature che non definiscono però il nostro essere perché questo sembra in genere cambiare di occasione in frangente. Come dire che non siamo coerenti. Eppure questo non è corretto se consideriamo quanto difficilmente possiamo essere adeguatamente inquadrati, stante la caleidoscopica complessa mutabilità che si compone delle miriadi di sfaccettature di cui siamo composti.


Sarebbe sufficiente seguire la regola della “misura”, del non eccedere e di seguire invece il piacere di essere sempre giusti, trasparenti e positivi. Guardando al prossimo ed al mondo con gli stessi occhi con i quali guardiamo noi stessi. Considerando il simbolo presente in ogni nostro gesto. 
Foto da Boom Festival - Ozora Festival

Soundtrack: Highlight Tribe - Live in India

Thursday, April 10, 2014

Io vagabondo (non poteva mancare)


Io un giorno crescerò,
e nel cielo della vita volerò,
ma un bimbo che ne sa,
sempre azzurra non può essere l’età,
poi una notte di settembre mi svegliai
il vento sulla pelle,
sul mio corpo il chiarore delle stelle
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile:

Io vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho
ma lassù mi è  rimasto Dio.

Si la strada è ancora là,
un deserto mi sembrava la città,
ma un bimbo che ne sa,
sempre azzurra non può essere l’età,
poi una notte di settembre me ne andai,
il fuoco di un camino
non è caldo come il sole del mattino
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che giocava in un cortile...

Io vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho
ma lassù mi è  rimasto Dio,

Io vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro,
soldi in tasca non ne ho
ma lassù mi è rimasto Dio.

Soundtrack: Nomadi - Io Vagabondo Live
Soundtrack: Nomadi - Io Vagabondo Live 2

Tutto è contro la fantasia

VERNIS À LÈVRES. FROM LIPS TO LOVE #YSL

Cosa si intende per fantasia? Non certo solo la creatività, come spesso si confonte.
La fantasia è il dono della curiosità di cercare ovunque una risposta.
Senza però seguire le regole della risposta logica.
D'altra parte, la logica spesso uccide la fantasia.
Guardarsi intorno, recepire, cercare e poi fare sedimentare.
Al fine, verranno le idee, smosse da non so cosa.
Allora, fantasia è intuizione?
In parte si e in parte no.
Fantasia è un fenomeno a sè.
Avulso da qualunque cosa e, per questo, preziosissima.
E' figlia della libertà di pensare e di amare il proprio pensiero.
E' amore per noi stessi.
E' un giocare con se stessi.
Nasce da noi, per noi e solo dopo per gli altri.
E' divertente ma anche ossessiva.
E' fragilissima e fortissima al punto da fare perdere.
E' figlia di un attimo e di una sensazione.
Ma può anche esere coltivata.
E' atto d'amore per il mondo perchè lo restituisce.
Restituisce tutto quello che abbiamo saputo osservare dal mondo.
Non è legata obbligatoriamente all'intelligenza.
Richiede però una forte sensibilità.
Chiede spasmodicamente di avere spazio.
Anche interrompendo quello che si sta facendo.
Chiede di non uniformarsi al comune pensiero.
Vuole nuovi sentieri da esplorare.
Ha bisogno della libertà.

Maison Chanel 2014
Soundtrack: Colosseum live - Reunion 1994

Perché queste riflessioni? Perché ci stiamo evolvendo sempre più verso la standardizzazione non solo dei costumi ma anche del pensiero. Ormai, il pensiero comune prense sempre più soazio. dettato dai media che selezionano le notizie, i commenti, le analisi secondo criteri di opportunità, per obiettivi. Conquistare pubblico e informare secondo modelli definiti. Ecco che domina il pensiero comune. Che è comodo, offre la possibilità di essere grandemente condiviso e di creare accordi tra le persone. Non richiede sforzi per raggiungerlo o per ricordarlo. Fa tutto da solo. Riempie le pagine, gli schermi e si ripete per essere ben compreso e memorizzato. Il pensiero comune. Uniforma, condiziona, regola.
from Google Knowledge Graph

Google sta evolvendosi da motore di ricerca basato sulle informazioni a motore di ricerca basato sulle conoscenze. Si chiama Knowledge Graph. La ricerca verrà resa sempre più semplice. Richiederà sempre meno sforzi. Basterà digitare un nome, un argomento e compariranno anche le risposte correlate all'argomento. Una sorta di guida alle associazioni di pensiero finalizzato, alle associazioni correlate e tematiche. Sembra bello, interessante e utile ma purtroppo potrà ricreare l'effetto wikipedia, cioè quello della standardizzazione delle ricerche. Quanto succede a scuola è evidente: tutti utilizzano le stesse fonti e le ricerche sono molto, molto simili. Dov'è la personalizzazione dell'operà?

Maison Chanel 2014
Ancora una volta, quanto sembra ampliare le possibilità, di fatto le restringe. Anche quando si parla di personalizzare, si rimane entro possibilità ristrette e quindi la libertà di scelta si trasforma in un condizionamento delle scelte. Cioè, nell'opposto.

La fantasia ha bisogno di libertà e non di opzioni di scelta pre-codificate. E noi, lo stesso.
Soundtrack: Rahsaan Roland Kirk and John Cage - 1967

Monday, April 7, 2014

Karl Jaspers nel 1964 ...

Christina Perri
In questi ultimi giorni, con piacere ho letto un breve saggio di Karl Jaspers e mi sono stupito. Nel 1964! Come è possibile che giudizi così chiari e proiettati nel futuro dell'evoluzione del mondo non siano stati ascoltati? E' certamente una domanda retorica. L'interesse economico ha fatto il tutto, come anche riuscire ad annullare la sana coscienza di classe.

"La sostanza storica della tradizione è erosa nell'universale assetto tecnico che inquadra la vita. L'ambiente circostante si riduce alla dimensione delle macchine. L'età della tecnica produce condizioni nelle quali nulla di quanto sia sorto in passato può più sussitere.

Nel mondo che si richiama alla libertà politica le effettive azioni degli uomini tendono all'annichilamento di questa libertà. La dissoluzione della durata del mondo materiale fa sì che anche l'ambiente umano sparisca. 

L'esistenza si vien trasformando in un processo di produzione e di consumo nel quale si ende ad un sempre più rapido scambio di beni. Tutto perde durata e consistenza. Si viene costretti a vivere l'attimo transitorio.

Quale libertà e schietta dignità si osserva oggi in singoli uomini che, rigettando ogni falsa consolazione e impegnati incondizionatamente alla verità, attendono onestamente alla loro quotidiana attività forti della fede che viene dal non sapere e chiudono fiduciosi la vita! 

Quale luce si irradia dagli uomini che sono se stessi!"
Karl Jaspers - Storia e presente - 1964

Fat Freddy's Drop
Soundtrack: Fat Freddy's Drop - Bohannon

Maybe we will come back some days

Magia di una canzone,
magia di parole portate dalle note.

Magia di un sogno che si ricorda ancora,
di senzazioni che riaffiorano con identica energia.

Trascorre il tempo,
passano gli anni,
eppure siamo sempre noi stessi.
identici nell'umore, nel vedere e nel sentire le cose.

Per questo, così sinceri, schietti e vivi
mai sopiti per i giorni che pesano sulle ossa.

Felici di continuare ad essere sempre così,
felici di potere ricordare tutto in modo così vero.

Mai sopiti, mai domi, mai a terra,
per nessun motivo,
per nessuna ragione.
Sempre noi, sempre veri.

Soundtrack: Patti Smith - Frederick