Friday, December 26, 2014

Unchain my heart

Magica successione di note con un ritmo travolgente
e sempre lui sul palco. Inimitabile, unico da oltre 40 anni, Joe Cocker.
Magica Band. Calorosa, sanguigna, emotiva, sensuale e graffiante.
Nulla lasciato al caso, eppure così fluida da sembrare semplicemente naturale.
Nota dopo nota, in una successione lineare e meravigliosamente spontanea.

"Unchain My Heart"
Unchain my heart
Baby let me be
'Cause you don't care
Let me
Set me free

Unchain my heart
Baby let me go
Unchain my heart
'Cause you don't love me no more
Every time I call you on the phone
Some fella tells me that you're not at home
Unchain my heart
Set me free
Unchain my heart
'Cause you don't care about me
You've got me sowed up like a mellow case
But you let my love go to waste
Unchain my heart
Set me free

I'm under your spell
Like a man in a trance baby
Oh but you're no doubt aware
That I don't stand a chance
Unchain my heart
Let me me go my way


You are in me night and day
Why leave me two a life of misery
When you don't care about the beans for me
Unchain my heart oh please
Set me free
Unchain my heart
Alright
I'm under your spell
Just like a man in a trance oh baby
But you're no doubt aware
That I don't stand a chance

Please unchain my heart
Let me go my way
Unchain my heart
You are in my night and day
Why leave me to a life of misery
When you don't care about the beans for me
Unchain my heart
Please set me free
Oh set me free

Won't you let me go
That you don't love me no more
Like a man in a trance
let me go
You don't care
Oh woman why don't you do that for me
I'm under your spell
Like a man in a trance
And you're no doubt aware
That I don't stand a chance no
Oh You don't care
Please set me free
Baby let me be
Unchain my heart

Joe Cocker - vocals
Nick Milo - keyboards
Jack Bruno - drums
Gene Black - guitar
Oneida James-Rebeccu - bass
Herman Jackson - Hammond B3
Norberto Fimpel - sax, percussion
Nichelle Tillman, Laura Jane Jones - background vocals

Soundtrack: Joe Cocker Live Unchain My Heart
Soundtrack: Joe Cocker: Fire it Up Live (Cologne, 2013)

Thursday, December 25, 2014

La mia strada è la tenerezza ...

Duccio da Boninsegna - Natività
Se dovessi riassumere i principi che il mio percorso mi ha fatto meravigliosamente scoprire, tra questi dovrei considerare "la tenerezza" che, insieme con umiltà, meraviglia, accettazione e stupore e mitezza, fanno da guida in ogni momento dell'esistenza.

Sono sensazioni, queste che in parte risultano guidate dalle letture e dagli esempi e parte emergono spontanee ma forse sempre sotto una vena di educazione. L'educazione in cosa consiste? Nel leggere e poi leggere e poi riflettere e poi pensare e poi confrontarsi e sottoporsi al giudizio che forma l'esperienza.

Giotto di Bondone - Natività
La tenerezza è segno di gradissima forza e fermezza di controllo delle nostre debolezze, del nostro impulsivo reagire. Come quando Gesù fermò Pietro dall'estrarre la spada per difenderlo dai soldati che erano venuti a prenderlo.

"Custodisci la spada. Forse non credi che se io chiedessi a mio Padre, più di dodici legioni di angeli verrebbero per difendermi? Ma la mia strada è un'altra. E' la tenerezza."
Matteo, 26,53


Giovanni Bellini - Madonna degli alberi
Dolcissima guida dell'esistenza. Rifugio e punto di partenza per affrontare il mondo in un modo non istintivo bensì elevato, grandioso e illuminante. Perché, tornando all'educazione, quanto importanti sono gli esempi. E in questo caso, come sono necessarie le persone che ti mostrano come è il loro comportamento nella dimensione spirituale e non terrena.

Oggi è il giorno in cui ci viene donato un atto di amore. Da un Padre che non chiede di essere adorato e temuto. Da un Padre che è amore, dona amore e infonde amore e stimola amore. Tenerezza e mitezza. Mai più conflitti. Mai più logiche di dominatori e di dominati. E anche se questo sembra impossibile, sta ad ognuno di noi cominciare per primi con se stessi.

Gerrit (o Gerard) van Honthorst, detto Gherardo delle Notti - Adorazione del bambino
Agli altri, la possibilità di vedere la differenza che connota chi ha una visione spirituale della propria vita da tutto il resto che è preda dell'istinto e delle reazioni a contingenze e dominio di desiderio di possesso di cose e persone.

Oggi, possiamo solo dire grazie.

Sounndtrack: J.S. Bach - Christmas Oratorio BWV 248

Wednesday, December 24, 2014

In ritardo ... Moog-ology

12 Ottobre 1964, la storia della musica stava cambiando. Al pari della messa a punto del sistema Bohm per le chiavi degli strumenti a fiato come clarinetto, oboe, fagotto, corno inglese e della famiglia dei flauti, al pari dell'invenzione di nuovi strumenti, in quel giorno Robert Moog presentava il suo strumento.
SoundtrackWalter/Wendy Carlos - Switched-On Bach

Un sintetizzatore. Una nuova voce nel panorama degli strumenti. Non un organo, anche se aveva una tastiera, non un pianoforte perché non aveva corde ma solo cavi elettrici, non un theremin anche se per certi versi la voce poteva assomigliare.
Buchla Box - Strumento psichedelico per eccellenza nel pieno degli happening dell'epoca
Il mondo della musica cambiava, dicevamo. Da allora, i termini di oscillatore controllato dal voltaggio (VCO), filtri e onde sinusoidali, quadre e a dente di sega, ecc ... sarebbero entrati nel comune linguaggio musicale e anche le partiture sarebbero evolute.

Soundtrack: Buchla 200 Modular Synth

Si sarebbero fatti tentativi di interpretare i classici della musica in chiave moderna con il sitetizzatore e si sarebbero composti brani del tutto nuovi. Il mondo non sarebbe stato più lo stesso. La domanda è poi diventata se la paternità dovesse o meno essere condivisa con Don Buchla. Certo è che, con Robert Moog, il sintetizzatore è nato ed è diventato di uso comune mentre quello di Don Buchla è rimasto appannaggio di pochi eletti.
Morton Subotnick works the controls for a synthesizer originally designed by Don Buchla in the 1960s
Eppure, Don Buchla aveva fondato la sua compagnia nel 1963. Ma, ancora prima, Morton Subotnick aveva fondato, nel 1962, il San Francisco Tape Music Center che aveva usato un VCO e che aveva anche sperimentato una sorta di Musique concrète. Tutti esperimenti che, insieme anche a Ramon Sender, avrebbero portato alla produzione del Buchla Box, pochi mesi prima della nascita del Moog.
Soundtrack: Morton Subotnick at CTM-Festival 2011

Quindi, diversa è la storia se la si guarda dal punto di vista della scoperta o dal punto di vista del cambiamento. Una scoperta ha valore in sè o solo se trova diffusione pratica? L'inventore è il padre dell'invenzione e chi la diffonde rendendola efficace cos'è? Matteucci e Bell cosa sono? Robert Gallo e Luc Montagnier?
Don Buchla - Ramon Sender
L'intelligenza sta nell'evitare diatribe. Bob Moog inventa il Moog e Don Buchla inventa il Buchla. Il periodo è lo stesso. Ma come è possibile, nel senso di quali premesse devono esserci state perché nello stesso periodo si arrivasse ad una stessa scoperta?
Soundtrack: Oskar Sala - Improvisation Mixtur-Trautonium

Si era nel 1876 quando un ingegnere, Elisha Gray, registrò un oscillatore elettromeccanico. E poi, nel 1897, Thaddeus Cahillmetteva a punto il suo gigantesco Teleharmonium (o Dynamophone), troppo grande per avere un qualche successo. Eppure, la musica aveva iniziato ad essere generata da altro rispetto a corde vibranti, fiato o percussioni.
Suzanne Ciani with the Buchla Modular Synthesizer
Pochi anni dopo, si era nel 1906, la svolta decisiva, cioè l'invenzione delle valvole amplificatrici da parte di Lee De Fores: si chiamavano allora Audion tube e avrebbero aperto alla nascita dei primi strumenti elettronici. Il Theremin di Leo Theremin, nel 1920, le Onde Martenot di Maurice Martenot nel 1928 e il Trautonio di Friedrich Trautwein, l'anno dopo.
Soundtrack: Arseny Avraamov - Symphony Of Factory Sirens (Public Event, Baku 1922)

Musica optoelettronica è il termine che potremmo usare per le successive evoluzioni della musica grafica, cioè per le invenzioni di Arseny Avraamov e di Yevgeny Murzin che avrebbero aperto la strada al sintetizzatore additivo in cui più onde sinusoidali di differente ampiezza e frequenza e con tempo di decadimento diverso, vengono sovrapposte in vario modo per creare suoni e note differenti.

Arseny Avraamov - La Bouscarle - Musica grafica
Loro avrebbero fatto questo attraverso un sistema ottico mentre solo in questi anni si sarebbero stati realizzati i sintetizzatori a sintesi additiva mediante i cricuiti digitali. Quindi, almeno con 40 anni di anticipo, in Russia, ci si era posti il problema e si era ipotizzata la soluzione. Ma solo nel 1958 sarebbe stato possibile realizzare la macchina in grado di farlo.
Soundtrack: Leon Theremin playing his own instrument

Ma, tornando agli anni '30 e '40, possiamo già allora trovare gli oscillatori audio, i filtri audio, e i controller di sviluppo. Warbo Forman Organ è infatti uno strumento polifonico (4 voci in contemporanea) che entra in produzione nel 1937 in Germania, grazie a Harald Bode mentre il Novachord del 1939 era lo strumento elettronico messo a punto da Hammond.
Oskar Sala - Mixtur-Trautonium Salle
In Giappone, nel 1949, Minao Shibata presentava i concetti di "a musical instrument with very high performance" in grado di "synthesize any kind of sound waves" e  che "...operated very easily," anticipando che "...the music scene will be changed drastically."
Soundtrack: Ondes Martenot et Theremin + CV Claude-Samuel Lévine - cslevine 2010

E, passata la II guerra mondiale, in Europa si creano diversi Studi di Musica Elettronica tra i quali quelli di maggiore importanza si trovano a Milano, Parigi, Colonia e Bonn. Proprio a Milano, Maderna e Berio, due compositori, promuovono la realizzazione dello Studio di fonologia musicale di Radio Milano, un punto di riferimento nella storia della musica elettronica.
Studio di fonologia musicale di Radio Milano
Ha sede presso la RAI e si tratta di locali colmi di oscillatori, filtri, registratori a nastro, consolle audio e microfoni. Un tutto che, come insieme, può essere visto al pari di un sintetizzatore analogico in piena regola. L'era della musica elettronica era quindi definitivamente avviata e lo stesso per quanto concerne lo sviluppo delle partiture. Si andava oltre il pentagramma con un nuovo linguaggio.
Soundtrack: "Notturno (Realizzazione del 1956)" di Bruno Maderna

Nel 1951-52 la RCA produce il primo sintetizzatore programmabile. Si chiama RCA Mark II Sound Synthesizer e solo nel 1957 viene installato nel Columbia-Princeton Electronic Music Center.
Krzysztof Penderecki - KOSMOGONIA
Su questo strumento, sempre di ragguardevoli dimensioni ma configurato per la prima volta come unità singola formata da più moduli, lavorano compositori e sperimentatori sonori del calibro di Vladimir Ussachevsky, Otto Luening, Milton Babbitt, Halim El-Dabh, Bülent Arel, Charles Wuorinen, and Mario Davidovsky.
Soundtrack: Milton Babbitt - "Occasional Variations"

Nel 1959–1960, sarà in effetti Harald Bode a sviluppare quello che può essere definito il primo sintetizzatore modulare in grado di produrre suoni in modo analogico e riproducibile. La tecnologia dei transistor consentiva finalmente questo, come descrisse i suoi risultati in uno scritto del 1961.
Harald Bode e il suo Vocoder
E fu proprio su quello scritto e sulle conferenze da lui tenute negli anni successivi, che  avrebbero poi lavorato Robert Mood e Don Buchla. Il loro strumento faceva uso ampiamente dei transistor. Era funzionale ed era maneggevolmente piccolo. Il resto è storia moderna.
Soundtrack: Harald Bode testing his Bode 7702 Vocoder

E allora, potremmo dire che l'inventore è colui che coglie la palla al balzo e mette a frutto il lavoro di altri e che arriva nel momento giusto dal punto di vista dei "tempi maturi".
Brotherhood Of Light- Light sweet liquid
Il movimento Hippy e la Psichedelia e la ricerca spasmodica e su larga scala e la conseguente diffusione di pubblico avrebbero rappresentato quel momento temporale "maturo" per creare le necessarie condizioni affinché un prodotto sperimentale diventasse prodotto di massa. Il gioco del sintetizzatore era fatto. Moog o Buchla.
Soundtrack: Bland Bladen - I Grévens Tid [Sweden 2003]

Monday, December 22, 2014

Un uomo senza testa

Un uomo senza testa che saluta nella notte ... un plaid a quadri rossi e una Fiat 600 che corre nella notte verso il mare. C'è del bello e dell'angosciante se dopo oltre 50 anni ho ancora questo ricordo.

Il ricordo dei genitori che sedevano davanti a me e che, nella notte, parlavano sommessamente (o almeno questo immagino, perché non ricordo). So solo che nel tempo questa atmosfera di intimità familiare, di esperienza vissuta insieme, mi accompagna con il desiderio di ripeterla o di trovare un sorrogato che possa anche solo lontanamente riprodurne le sensazioni.

Mi domando, ora come da tanto tempo, se esista un motivo inconscio nel vestire un ruolo di spettatore presente senza partecipare direttamente. Se questa posizione significhi qualcosa come desiderio di non essere coinvolto, di mantenere un certo stacco e disimpegno dalla realtà, di viverla senza sentirsi impegnati, oppure se possa riallacciarsia quell'esperienza.

Felice Casorati - Pubblicità della Fiat 600
Non so, sto navigando a vista ... nessuno mi ha dato mai una spiegazione logica, razionale. Eppure, amo restare ad ascoltare in disparte la realtà, senza prenderne parte (almeno una realtà non coinvolgente), come quando un tempo, alla radio trasmettervano il sonoro dei film e lo si ascoltava immaginandone le scene.

D'altra parte, sono invece un interventista,. Per carattere non so rimanere passivo di fronte alle provocazioni della realtà che chiama e per la quale posso essere di aiuto. Eppure, amo invece ascoltare senza essere partecipe.

Come quella notte, sdraiato, io piccolo, sotto il calore di un plaid rosso mentre i miei genitori parlavano ed io ascoltavo, addormentandomi e poi invece svegliandomi quando il lampo dei fari illuminava quel manifesto della pubblicità della benzina in cui un uomo, senza la testa ma con il cappello, salutava ...

Grant Haffner - Night time on old montauk highway
Chi siamo e di quante cose siamo composti?

Soundtrack:  Danish String Quartet: NPR Music Tiny Desk Concert

Sunday, December 21, 2014

There's nothing like you and I

The Perishers - Nothing like you and I
Ho guardato la luce tra il fitto degli alberi.
Ho guardato il sole tra l'ondeggiare dei rami.
Ho guardato le nuvole scorrere tra le foglie.
Ho scoperto un nido nascosto.

Soundtrack: Air - Alone In Kyoto

Saturday, December 20, 2014

Dannazione o infinita speranza ?

Giuseppe Ungaretti - 1969
"Chiuso fra cose mortali
(Anche il cielo stellato finirà)
Perché bramo Dio?"

Giuseppe Ungaretti, nel giugno del 1916, scriveva questa dolcissima e struggente poesia e la intitolava "Dannazione" perché fa riferimento a destino dell'uomo di sentire la propria finitezza e incompletezza in uno spasmodico desiderio di infinita perfezione che è l'unione con Dio. 

Il titolo "dannazione" è però bivalente perché non può essere chiuso in un unico significato che è quello più comune di condanna. In questo caso può essere anche sentito come elemento di liberazione e quindi inverso al primo.

Elemento di liberazione perché, come una volta ebbi l'opportunità di leggere in un libro di Emil Cioràn, l'uomo ha l'occasione di crescere, di evolvere solo nella cattiva sorte che avverte come tale.

Così, il sentire i propri limiti e il proprio destino di imperfezione e conclusione, abbiamo la possibilità di anelare alla compiutezza infinita. E, nella domanda esistenziale che ci si affianca ogni istante, cerchiamo e cerchiamo e cerchiamo ancora.


Carter Camp, center, in Wounded Knee, S.D., during a 71-day standoff in 1973. William Kunstler, the radical lawyer, is at left.
Lo scopo, il significato e l'appartenenza. Chi siamo, perché siamo, dove andiamo e da chi veniamo e a chi tendiamo ...

Come definire dannazione quella che invece è trampolino verso la salvezza. Una salvezza intesa non esclusivamente in senso religioso perché è solo riflettendo su chi siamo noi e cosa siamo e cosa rappresentiamo che deriva la percezione del destino a cui dobbiamo tendere ed al quale non dobbiamo abbandonarci.

Il nostro destino, infatti, non deve dipendere dal caso e dalle contingenze ma solo da noi. Dalla nostra capacità di cercare e trovare e non demordere mai. Mai accontentarci ma guardare sempre ai nostri errori per muoverci, per metterci in movimento.

E vale la pena chiudere con una frase di Cioràn: "La dolcezza di prima della nascita, la luce della pura anteriorità." Serve a considerare il concetto di luce prima dell'essere che potrà essere luce dopo l'essere. Questo perché amo stravolgere i suoi pensieri ... e credo sia un bene.

Emil Cioran e Mircea Eliade nella Place Furstenberg a Paris - 1986
Soundtrack: "Indian Reservation" - John D. Loudermilk


Thursday, December 18, 2014

La visione interna e lo sguardo da fuori o dei conflitti tra pari

Zhāng Xiǎogāng - Pittore cinese simbolista-surrealista contemporaneo
"Ebbene, le persone che fanno parte della Santa Razza,
si intendevano così bene fra di loro in altri tempi
Che per imporre loro la pace
dovevano andarsi acercare al di fuori
qualcuno che fosse assolutamente icapace di capirli.
Mai un Polacco è riuscito a venire a capo della Polonia."
Paul Claudel - Il pane duro - Scena III

Capita, nelle riunioni inter pares, che spesso non si riesca a venire a capo di nulla
se non quando "piove dall'esterno" una persona diversa che propone ciò che pare
la cosa più giusta, più opportuna, e tempestiva fra tutte.

D'improvviso si ha la percezione che fosse quanto tutti intendevano dire e fare
salvo il fatto che il discorso lineare del singolo si infrangesse di continuo
contro le postille e i distinguo sollevati dagli altri.

Zhang Huan - Ink Art
E' dunque segno di incapacità di pensiero
o di incapacità di gestione?
Perché deve sempre venire qualcuno da fuori
per indirizzare verso la scelta desiderata da tutti?

Forse perché si accetta più facilmente la superiorità
di visione, giudizio e decisione di un esterno,
verso il quale non esiste giudizio di confronto, piuttosto che
quella di qualcuno che ci è pari e che sentiamo in competizione?

Chennye Randall - Shopped Tattoos
Triste cosa il vedere che si decide per ciò che conviene
e non per ciò che è bene in assoluto.

Soundtrack: Geoffrey Gurrumul Yunupingu - Wiyathul

Friday, December 12, 2014

Il Si e il Sè - Anatomia di una distinzione tra il nulla e l'essere.

Henri Matisse - Armonia in rosso - 1909
E' certo che parlo difficile e forse penso difficile ma di questo non mi meno certo vanto.
Anzi, il pensiero di non essere chiaro abbastanza mi fa pensare che sbaglio.
Ma, in altrettanto modo, non è forse il difficile quello che crea allenamento e fa crescere?
Mi impongo il difficile che poi è il sintetico che presuppone riflessione. A priori. Prima.
Mi impongo ciò che devo cercare di capire perché così mi alleno a comprendere.
Si tratta di un impegno che disdegna in modo affettuoso il piano preferendo la salita.

Sono sempre io, me stesso, sotto esame.
Perché sono convinto che capire se stessi ed ogni propria debolezza, pausa, gioia e inebriante forza
abitua a vedere l'atto superbo ed a distinguere quello umile che ha vero valore.
Forse perché ciò che è umile si ammanta della grandezza del considerare il resto
e noi siamo più grandi quando ci confrontiamo con l'infinita grandezza del resto,
come se, considerarci nulla sia la premessa per crescere.

Oskar Kokoschka
Oggi, in una sfinitezza infinita che è detensione dalla tensione dei giorni scorsi,
mi lascio abbracciare da un concetto che mi rafforza in quanto coerenza,
politica, umana, spirituale e naturale: il concetto del si e dell'io.
Heidegger è un filosofo indubbiamente affascinante per la grandezza e per la miseria.
Forse che si diventa grandi in una logica di profonda contraddizione
quando la grandezza riconosciuta si sposa con la miseria del piccolo uomo materiale?

Viviamo dunque del desiderio di distinguerci o di nasconderci nella massa?
Viviano dell'IO oppure del celarci nel "SI" (si dice, si fa, si usa ...)?
Quando ci conviene, siamo l'uno ... e quando non ci conviene, siamo l'altro.
Indifferentemente.
L'Io vive dell'imporre se stesso mentre il Si esiste nella convenienza quando si è in inferiorità.
Eppure la grandezza vive della coerenza. Sempre e in ogni caso se stessi.

Fiorenzo Tomea - Fiori di campo n. 2 - 1955
E quando siamo soggetti agli altri, quando siamo assoggettati agli altri,
gli altri perdono l'identità che è pericoloso confronto per una propria autostima ...
per divenire un'impersonalità che ci difende, protegge e tutela dal giudizio.
Ci difende dall'avere perso la nostra identità, capace di contrapporsi.
Perché l'anonimato degli altri, in cui immergiamo il nostro anonimato,
è un qualcosa di impersonale protettivo e non accusante.

Così, nel "si dice, si fa, si pensa, ecc ..." non perdiamo la nostra autostima
nonostante il nostro io risulti assoggettato, nel timore di un giudizio di diversità,
e quindi "privo della propria identità".
Secondo Heidegger,  «Il  Chi non è questo o quello, non è sé stesso,
non è qualcuno e non è la  somma di tutti. 
Il "Chi" diventa il neutro, il Si privo di soggettività.

Joaquin Sorolla - Sotto l'ombrellone - 1910
Esiste quindi un mondo pubblico che «dissolve  completamente il singolo Esserci nel modo di essere "degli altri",  sicché gli altri dileguano ancora di più nella loro particolarità e  determinatezza. In questo stato di irrilevanza e di indistinzione il Si  esercita la sua tipica dittatura. Ce la passiamo e ci divertiamo come ci si diverte; leggiamo, vediamo e giudichiamo di letteratura e di arte  come si vede e si giudica. Ci teniamo lontani dalla "gran massa" come ci  si tiene lontani, troviamo "scandaloso" ciò che si trova scandaloso. Il  Si, che non è un Esserci determinato ma tutti (non però come somma),  decreta il modo di essere della quotidianità.»

L'assenza di soggettività per ogni decisione
 sottrae i  singoli da ogni responsabilità.
«in questo sgravamento di essere,
il Si si rende accetto all'Esserci
perché ne soddisfa la tendenza a prendere tutto alla  leggera
e a rendere le cose facili».

Michel Compte
Nel vivere secondo il "Si", tutto diventa "leggero", impersonale e disimpegnato
ma proprio per questo, solo superficialmente "facile" perché il pegno da pagare
è l'impersonalità, il vivere inautentico.
Eppure chi vive nel "Si", sente di vivere la realtà reale,
perché è inconsapevole dell'irrealtà della sua visione della realtà,
perché crede nell'autenticità di ciò che non è autentico.

Proprio perché il sue essere è inautentico
in quanto gli altri si sono sovrapposti al suo "ente" (essente, ciò che è).
Così molti di noi vivono, credendo di scegliere ciò che "si" sceglie,
credendo di desiderare ciò che "si" desidera e
soffrendo per delle cose per le quali "si" soffre.
Non vivendo, eppure pensando di vivere.
Martyna Adela Dziekan - Les fauves (http://indiae.deviantart.com/)
... perché, senza essere se stessi, non è vita.

Soundtrack: Cirque du Soleil - Rumeurs

Wednesday, December 10, 2014

My lucky number is ...

1979. New Wave. Lene Lovich.
Tre cose che riassumono una canzone che divenne molto famosa.
Accattivante la melodia. Particolare l'inizio del testo ma consueto il finale.
Splendida la coreografia di Lene Lovich.

Rimane nella memoria. Poi poche altre cose.
Un lento scadere nell'oblio dei "famosi una volta".
Una vita "normale" dietro una facciata stravagante.
Famiglia, figli e poi un correre dietro alla memoria.

Re-masterizzazione dei suoi brani.
Ma sembra tutto senza impegno.
Sembrano operazioni commerciali.
Per i nostalgici della sua figura.

Sbaglierò, ma la domanda è ...

"Quanto bisogna rimanere legati al nostro passato,
se lo consideriamo remunerativo e glorioso?"
"Quanto conviene restare fermi al nostro essere stati
per non mettersi in gioco e rischiare?"

I never used to cry 'cause I was all alone
For me, myself and I is all I've ever known
I never felt the need to have a hand to hold
In everything I do I take complete control
That's where I'm coming from
My lucky number's one

I've everthing I need to keep me satisfied
There's nothing you can do to make me change my mind
I'm having so much fun
My lucky number's one
Ah! Oh! Ah! Oh!

I now detect an alien vibration here
There's something in the air besides the atmosphere
The object of the action is becoming clear
An imminent attack upon my heart I fear
The evidence is strong
My lucky number's wrong
Ah! Oh! Ah! Oh!

Something tells me my lucky number's gonna be changing soon
Something tells me lucky number's gonna be oweoweoweoweoweowe...

You certainly do have a strange effect on me
I never thought that I could feel the way I feel
There's something in your eyes gives me a wild idea
I never want to be apart from you my dear
I guess it must be true
My lucky number's two

This rearrangement suits me now I must confess
The number one was dull and number two is best
I wanna stay with you
My lucky number's two
Ah! Oh! Ah! Oh!

Number two, number two

Soundtrack: Lene Lovich ~ Lucky Number (Top of the Pops, 1979)


Tuesday, December 9, 2014

Poems of arrivals - Jim Carroll

Oscurità per i più e grandezza per gli altri.
Questo sembra essere il destino per la maggior parte degli uomini.

Una donna stringe tra le proprie braccia il suo uomo.
Egli è grande, possente, stupendo, commovente e dolcissimo.
Egli, in realtà, non appare nulla di tutto questo,
eppure, Lui è così.

Un uomo abbraccia con infinito amore la propria donna.
Lei è piccola, fragile, umile ed ha piccoli pensieri e desideri comuni.
Eppure, gli appare stupendamente maestose, degna di una dea,
lungimirante e piena di entusiasmi creativi.
E Lei è realmente così, anche se non appare.

Lui o Lei sono indifferenti.
Noi, dovremmo dire.
Il popolo che è senza apparire.

Se si fosse incontrato per le strade di una qualsiasi città
una figura come Jim Carroll, quanti gli avrebbero dato credito
di essere un grande poeta, un grande musicista
un grande uomo/personaggio?

Coerente con se stesso, Junkie fino in fondo,
ispiratore ed ispirato eppure in continua autodistruzione.
Così ha vissuto. Più a lungo di quanto si potesse pensare,
per uno, come lui, votato all'autodistruzione.

Ora è nella leggenda ...
ma di pochi/tanti ma certamente non dei più.
Qualcuno ha scritto: ora può entrare nella leggenda
ed essere cibo per gli sciacalli, ma almeno,
i suoi dischi potrebbero essere finalmente ristampati.

POEM OF ARRIVALS
The pope has arrived in N.Y.
one may perceive
sounds not previous
-- or words
like devine scripture projected
unto the walls of the death house.
it is an ash grey tuesday
and arrivals are inevitible
( next week the circus arrives )
a woman jumps 15 floors in the MARTINIQUE
naked
and a cop rushes to cover
--"ad nauseam"
young girls breathing
the incense of their spiritual depravity
-- like a benidiction in France
or a hospital in Chinatown
"last week we went shopping for guilt,
now the master salesman has arrived"
the old testament is better than the new
a grandmother shouts:
-- everyone disagrees on contemporary progressiveness.
-- everyone disagrees on self-joy and generality
-- everyone disagrees . . .!
and the pope
on the third page of the TIMES
smiling
and seeming almost infallible. 
Patti Smith & Jim Carroll
Soundtrack: Jim Carroll Band - Wicked Gravity

Monday, December 8, 2014

E tu pigliatillo ...

Vittore Grubicy de Dragon - Inverno a Miazzina 1898-1917
Una corsa nella poesia, diciamo così, dialettale.
Una lingua che capisco a fatica nei termini più particolari.

Alcuni versi che intendo e trovo piacevolissim,
non per nulla, si tratta di Salvatore Di Giacomo ...

'O core d'a femmena
è comme a na lettera nchiusa.
Chi maie ce pò leggere?
Chi 'o pò scanaglia?

  Mo abbruscia - mo spanteca -
  mo piglie e t'ammena na scusa,
  pe nun te fa nténnere
  ca sta p' avutà ...

      E tu
      pigliatillo
      accussì
      comm'ì

I'll accetto e mm' 'o piglio
Vuo' sèntere?
E siente
nu buono cunziglio.
Cunténtete 'e nun sapé
          niente

La grandezza sta nel cogliere le sfumature
e nel saperle riprodurre con veloci colpi di pennello.

Come in un acquarello
che chiede sguardo, intesa, gesto rapido e conclusivo.

Il resto sta a chi legge e intende nuovamente
la sfumatura.
Giovanni Segantini - Dea di amore 1894-7
Soundtrack: Minoru Inagaki interpreta una "Cavatina" di Stanley Myers

Sunday, December 7, 2014

MC5

Sempre per un caso non del tutto fortuito, bensì guidato da un inconscio interesse, ho acquistato un libro sul movimento Punk. "Please, Kill me", scritto da Legs McNeil e Gillian McCain. Un libro di interviste legate tra loro come da una sequenza cinematografica continua.

Non il solito libero che "racconta" in modo romanzato la vita di una o più persone, rappresentative di una determinata tendenza o di un modo particolare. Le parole in libero flusso che ricostruiscono una "situazione" artistica, musicale, sociale.

A parte le difficoltà legate allo "slang", un libro affascinante perchè mi sta facendo "rivivere" atmosfere della fine anni '60 e inizio anni '70. Personaggi che mi erano sfuggiti o di cui avevo solo superficialmente sentito parlare.

MC5 è un gruppo musicale poco distribuito in Italia a quei tempi. Contrastato, politizzato (come era ed è possibile negli USA), certamente dai toni "duri" e forse più muscolari di certa musica nostra della stessa epoca. Si trattava di un combattere su linee e logiche diverse. Loro avevano il Vietnam, noi, Piazza Fontana.

E da questo, un fiume di musica mai ascoltata o relegata a fare parte di una collezione di dischi, taluni dei quali pressoché mai ascoltati. Un occasione per leggere meglio un periodo che ho vissuto da adolescente, da di fuori, visto che era dominato da persone di diversi anni più grandi e restie a fare partecipare "un bambino".

Chi lo sa cosa sarebbe successo se avessi avuto le porte spalancate ... cosa sarei diventato ... sarei stato lo stesso? "Sliding door" è un film geniale in questo senso ... Questi discorsi valgono per ciascuno di noi. Sottilmente pericolosi, fortemente suggestivi e per questo, azzardatamente affascinanti.
Soundtrack: MC5 - I Want You Right Now
 

Tuesday, December 2, 2014

La borghesia è rivoluzionaria ...

Costruttivismo sovietico
E' un dato di fatto.

La borghesia non può esistere
senza rivoluzionare di continuo
gli strumenti di produzione,
quindi, i rapporti di produzione,
quindi, tutto l'insieme dei rapporti sociali.

La borghesia ha giocato nella storia un ruolo altamente rivoluzionario.

Dove è giunta al potere,
la borghesia ha distrutto tutti i rapporti feudali,
patriarcali, idilliaci.

Essa ha lacerato tutti i variopinti legami feudali
che stringevano l'uomo al suo superiore naturale,
e non ha lasciato tra uomo e uomo
altro legame che il nudo interesse.

Ha annegato nell'acqua gelida del calcolo egoistico
i santi fremiti dell'esaltazione religiosa,
dell'entusiasmo cavalleresco,
della malinconica ristrettezza provinciale.

Ha dissolto la dignità personale nel "valore di scambio.

La borghesia ha strappato il tenero velo sentimentale
ai rapporti familiari,
riducendoli a un semplice
rapporto di denaro.

Rodchenko
Di chi sono queste parole che sembrano inneggiare alla poetica romantica dello stato feudale e della società cavalleresca? Chi poteva avere una visione così nostalgica? Quale romantico filosofo o poeta sensibile? Quale nostalgico visionario?

Nulla di tutto questo.
Sono frasi tratte dal "Manifesto del partito comunista" di Marx e Engels.
Naked Island - Kaneto Shindo (1960)
Soundtrack: Korn - Mr. Rogers