Wednesday, May 28, 2014

Compagni dai campi e dalle officine

Si era al teatro Officina. In Viale Monza.
Era un appuntamento rigorosamente figlio dell'impegno
sociale e politico. Oggi, è molto, molto diverso.

Si era in anni foschi ma vivi.
Intensi e impegnati.
Colmi di rabbia e di speranza.

Nell'aria risuonavano spari e urla,
bidoni percossi con chiavi inglesi
per un ritmo incessante di lotta.

Gli occhi piangevano
per il fumo dei lacriomogeni
e le orecchie erano dolenti.

Il tascapane colmo di volantini,
l'eskimo sporco e lacero ma caldo.
La sigaretta era francese, d'obbligo.

Il basco, gli slogan,
la fantasia guidata dal partito
e lo sguardo rivolto al nemico.

Ceh poi era fatto di poveri
come quelli che volevamo difendere.
Il potere ci metteva gli uni contro gli altri.

Pasolini era stato magnifico in questo.
Io sto dalla parte dei poliziotti
perché i veri proletari erano là.

E tra le tante canzoni che si cantavano
c'era anche "contessa" di Pietrangeli
compagno e poi regista di finivest.

Forse ancora compagno,
come forse ancora noi,
confusi in questo mondo senza

senza spirito di classe
e senza lotta.
Divisi dal consumismo e dall'opportunismo.

Contessa - Paolo Pietrangeli - 1966

"Che roba contessa, all'industria di Aldo
han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti;
volevano avere i salari aumentati,
gridavano, pensi, di esser sfruttati.

E quando è arrivata la polizia
quei pazzi straccioni han gridato più forte,
di sangue han sporcato il cortile e le porte,
chissa quanto tempo ci vorrà per pulire...".

Compagni, dai campi e dalle officine
prendete la falce, portate il martello,
scendete giù in piazza, picchiate con quello,
scendete giù in piazza, affossate il sistema.

Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per far quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finir sotto terra,
ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato.

"Sapesse, mia cara che cosa mi ha detto
un caro parente, dell'occupazione
che quella gentaglia rinchiusa lì dentro
di libero amore facea professione...

Del resto, mia cara, di che si stupisce?
anche l'operaio vuole il figlio dottore
e pensi che ambiente che può venir fuori:
non c'è più morale, contessa..."

Se il vento fischiava ora fischia più forte
le idee di rivolta non sono mai morte;
se c'è chi lo afferma non state a sentire,
è uno che vuole soltanto tradire;
se c'è chi lo afferma sputategli addosso,
la bandiera rossa ha gettato in un fosso.

Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per far quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finir sotto terra,
ma se questo è il prezzo lo abbiamo pagato,
nessuno più al mondo dev'essere sfruttato.
Soundtrack: Paolo Pietrangeli - Contessa
Video: Pagherete caro, pagherete tutto

Tuesday, May 27, 2014

Elisabetta parla ancora ...

A volte si inciampa in qualcosa che ti colpisce così profondamente da lasciare un segno indelebile e quindi duraturo che ti si affaccia anche spesso giorno dopo giorno. A volte è una persona, altre una frase ascoltata, altre ancora un libro o un'immagine o una musica.

Oggi riporto due frasi attribuite ad una Beata. La Beata Elisabetta della Trinità (1880-1906), monaca carmelitana scalza.


"L'humilitè, c'est la vérité"

Soundtrack: Giuni Russo - Nada Te Turbe (Santa Teresa di Avila)

e poi ancora,

"La loi de mourir à soi qui parait austere,
est une suavité délicieuse,
lorsque l'on regarde le terme de cette mort qui est la vie de Dieu
mise à la place de notre vie de péché et de misére."

Soundtrack: Giuni Russo - "Il Carmelo di Echt" 

La logica che ispira è quella della totale dedizione all'amore che è Dio. La negazione della propria esistenza che viene considerata nulla di fronte alla esistenza di Dio, in una soavità deliziosa. Questo è quanto mi colpisce. E non è vero che la negazione è un atto subìto, o che è l'umiliazione del proprio scegliere di uomo. La negazione, in questo caso, è una scelta di procedere su una strada di spiritualità contrapposta a quella del materialismo. Una scelta di "morire" alla materia che è temporaneità e vanità per indirizzarsi allo spirito di Dio che è gloria e eternità.

Soundtrack: Giuni Russo - Io nulla

Primizia del mio tempo
Orlo del velo che copre la presenza
Dal vivo occhio mi penetra
Un raggio di pura luce
Fai cantare alla mia lingua
Melodie sconosciute
Dell'amore che buca l'opacità del mondo e crea
Io nulla, io nulla, io nulla, io nulla
Sciamano pensieri di pura luce
La via dell'assoluto rischiara
Primizia del mio tempo alla presenza
Io nulla, io nulla, io nulla, io nulla, io nulla
Oso fiorir
Sciamano pensieri di pura luce
La via dell'assoluto rischiara
Primizia del mio tempo
Alla tua presenza
Io nulla, io nulla, io nulla
Fai cantare alla mia lingua
Melodie sconosciute
Che nascono nel cuore
La notte se ne va
Primizia del mio tempo
Alla tua presenza
Io nulla, io nulla, io nulla
Davanti a te
Io nulla

Tutto si può dire in senso favorevole e tutto in senso contrario. Dipende dal punto di partenza. Eppure, in questo abbandono del sè e del mondo umano, la scelta di amore di Dio appare stupendamente dolce e affascinante. Vivere in una condizione di totale libertà dal desiderare cose e persone, amando tutto e tutti. Non più schiavi del desiderio umano ma solo in una leggiadra condizione di umile e disponibile amore e perdono e accettazione e obbedienza. Mi appare stupendo. E al tempo stesso lascia perplessi. Cosa sta succedendo? Cosa significa?

Soundtrack: Giuni Russo "O Vos Omnes

Quante volte ci si trova a dubitare di quanto ci troviamo a "sentire" dentro di noi e di quanto ci si trova a pensare? Una posizione dubitativa in senso positivo. Perché questo? Dove porta? E cosa vuole dire? Il limite tra rapimento ed esaltazione può sempre spaventare e rimanere al tempo assai indefinito o sfumato. Dove finisce l'una e dove inizia l'altro?

E cos'è il Carmelo?

Il Carmelo "Janua Coeli"

Oggi sono nato ed oggi rinasco.

Soundtrack: Giuni Russo e le Carmelitane Scalze - La Sposa

Sunday, May 25, 2014

Cinismo

Sarebbe la filosofia dei cinici per i quali la virtù è intesa come autosufficienza fino all'autarchia nella liberazione da tutti i bisogni che ci limitano e ci fanno schiavi delle cose.

Il nome cinico deriverebbe forse dal concetto che il cane randagio è libero dalla schiavitù delle cose e il randagio in greco si dice "Kynes". Ma è anche vero che la scuola dei cinici si teneva a cinosarge e forse questa è la vera origine del nome.

La virtù come autarchia rende l'uomo privo di inflluenze e quindi dotato di una visione disincantata e totalmente libera nei confronti del mondo. Nulla di questo può illuderlo oltre la sua essenza reale. Ogni cosa viene spogliata degli orpelli e dei veli e analizzata nuda per se stessa. Nulla è fonte di desiderio.


Lo scopo della vita è raggiungere una felicità che è totalmente essente e puramente naturale, cioè nuda. La felicità è figlia della lucidità di osservazione, analisi e giudizio che libera il soggetto dall'ignorare la realtà (ignoranza) e dalla follia (interpretazione errata della realtà).

Da notare che il tutto deve essere visto secondo il concetto di saggezza. Infatti, autosufficienza e autarchia del saggio. E autarchia significa totale controllo di se stesso. L'obiettivo è la felicità nella sua essenza totalmente priva di oggetto del desiderio o appagante. L'autarchia si esprimeva, nell'antichità, anche nella eccentricità di costumi e comportamento e in un atteggiamento di disobbedienza nei confronti delle leggi sociali.

Soundtrack: Leonardo Vinci - Artaserse (Philippe Jaroussky)

Nulla ha valore in sè al di fuori del valore intrinseco che gli viene attribuito dalla  persona stessa che valuta. Il cinico giudica il presente e fa del proprio giudizio una morale. In questo, cinici e stoici si differenziano. Lo stoico giudica ma si comporta di conseguenza, il cinico giudica e moraleggia.

Questo deriva dal distacco. E questo realismo alfin esasperato ha indotto ad atteggiamenti "colpevoli" da cui poi deriva il senso dispregiativo del termine "cinico" che vira verso il disprezzo nei confronti delle cose e delle persone ed anche verso un atteggiamento di sprezzante superiorità.

Questa visione iper-cruda della realtà, disillusa, disincantata, espressione di un'ssenza di debolezza verso le passioni dell'uomo si trasla però anche verso analoghi sentimenti/giudizi nei confronti del principi e dei valori umani e quindi si traduce in indifferenza. Un'indifferenza che è impassibilità di fronte alle contingenze della vita.

Ma, a questo punto, i moderni eroi negativi dell'attuale generazione, possono essere chiamati semplicemente "cinici" o sono solo degli anaffettivi? O sono affetti da anedonia, da incapacità di provare piacere. Penso che "cinico" richieda cultura e rappresenti un punto di arrivo mentre  le altre due realtà possano essere un punto addirittura di partenza e del tutto "naturali".

Mentre un giorno Diogene stava prendendo il sole nel Craneo,
sopraggiunse Alessandro e gli disse: “Chiedimi quello che vuoi”.
E Diogene gli rispose: “Non farmi ombra e ridammi il mio sole”

Soundtrack:  Artaserse - Musiche Leonardo Vinci (Libretto di Metastasio): Franco Fagioli - Vo solcando un mar crudel

Saturday, May 24, 2014

World of Oz-ora

Ma anche Boom festival o Psychedelic Circus Tshitraka and Indian Spirit.
Ma anche Satya Festival 2013 e poi Aurora Festival
e quindi, Khan Altay Total Solar Eclipse Festival
e poi, e poi, e poi ...
Psytrance

Soundtrack:  Khan Altay Total Solar Eclipse Festival, 2008 (Siberia)


La psychedelic trance (più frequentemente chiamata psy-trance) deriva dalla musica trance ed è caratterizzata da suoni che tessono armonie su basi ritmiche ripetitive e ossessive con sonorità anche etniche. Il ritmo è un 4/4 con la batteria che scandisce ogni quarto e il basso in genere moltiplica la battuta. L'effetto è di una locomotiva ...



Il concetto generale deriva dalla musica ipnotica che induce lo stato di trance e prende spunto da alcuni mantra che si reiterano all’infinito, stimolando l’abbandono psicofisico. Il corpo ruota su se stesso come i dervisci ruotanti, ondeggiando sul ritmo incessante. Fino allo sfinimento che si traduce in abbandono. Sperimentalmente si trovano esempi nella musica elettronica che negli anni sessanta ha trovato percorsi comuni con la musica psichedelica. Sequencer com base della musica. Moog ma sopra ogni cosa il Buchla ... costruito appositamente per le live performance di Morton Subotnick e Ramon Sender del San Francisco Tape Music Center.



Analogamente, la musica elettronica (Krautrock, Cosmic Rock, Cosmic Jokers, Klaus Schulze) ha trovato agganci sperimentali anche con la musica classica nel tentativo di dare una voce interpretativa diversa a melodie antiche. Rispetto a quelle esperienze, la psytrance prende liberamente ispirazione dall’uso continuativo di sequencer (inizialmente) e poi di groove box e controller e computer.



Rispetto alla musica trance (di cui esistono diversi sottogruppi basati su sonorità differenti e su ritmi più o meno veloci), la Psy-tance trova espressione in ambienti naturali che ricordano le realtà della psichedelia hippy. Esistono anche influenze con la musica pop-synth degli anni ’80.



Dalla musica trance deriva la sezione ritmica con ampio utilizzo di loop, la timbrica di base sintetica a cui aggiunge gli aspetti etnici (in analogico o sintetizzato) e la ritmicità esasperata che ricorda le danze tribali.



Oggettivamente faccio fatica a distinguere appieno la Psy-trance dalla Goa trance anche se quanto viene suonato negli eventi indicati all’inizio è molto orientato alla Gua trance che non alla psy-trance, non foss’altro che per le sonorità più naturali della Goa.


Soundtrack : Boom Festival 2012 Egorythmia HD Dance Temple 

Ma è anche vero che molto mi viene da una canzone degli anni '80 che è in linea per ripetitività ossessiva di basso e batteria. Pregevole esempio.

Frankie Goes to Hollywood - Welcome to the pleasure dome

The world is my oyster...
Ha ha ha ha ha...

The animals are winding me up
The jungle call
The jungle call

Who-ha who-ha who-ha who-ha

In Xanadu did Kubla Khan
A pleasuredome erect

Moving on keep moving on-yeah
Moving at one million miles an hour
Using my power
I sell it by the hour
I have it so I market it
You really can afford it-yeah
Really can afford it

Shooting stars never stop
Even when they reach the top
Shooting stars never stop
Even when they reach the top

[Repeat]

There goes a supernova
What a pushover-yeah
There goes a supernova
What a pushover

[Repeat]

[1]-We're a long way from home
Welcome to the Pleasuredome
On our way home
Going home where lovers roam
Long way from home
Welcome to the Pleasuredome

Moving on
Keep moving on

I will give you diamonds by the shower
Love your body even when it's old
Do it just as only I can do it
And never ever doing what I'm told

Keep moving on
Got to reach the top

Don't stop
Pay love and life-oh my
Keep moving on
On again-yeah

Shooting stars never stop
Shooting stars never stop

Shooting stars never stop
Even when they reach the top
There goes a supernova
What a pushover

[Repeat]

[Repeat 1]

Who-ha who-ha
Welcome to the Pleasuredome

WELCOME........ha ha ha ha ha........ 


Soundtrack: Frankie Goes to Hollywood - Welcome to the pleasure dome 
 

Thursday, May 22, 2014

Il segno come lettera di un alfabeto

In uno scritto firmato con uno pseudonimo, Kirchner, espressionista tedesco, affermava

"Se si prende in mano un disegno di Kirchner come si legge una lettera o un libro che si apprezza, ci si verrà inavvertitamente a trovare in mano la chiave di questa scrittura geroglifica. Egli disegna come altri uomini scrivono. Il geroglifico come segno espressivo di una realtà vissuta, scrutata fino al punto da cui scaturisce la sua energia, non ha nulla ha che fare con la stilizzazione, è nuovo per ogni cosa, e ogni cosa è ogni volta un po' diversa, qualora ricorra in più immagini. La proporzione delle sue parti e l'articolazione non seguono una legge tradizionale o generale di costruzione o espressione, bensì sono in funzione della vita di tutto il quadro, di un movimento e di una articolazione dell'intera superficie, non una composizione aggiuntiva in uno spazio finto."

Si tratta della dichiarazione di un nuovo alfabeto segnico e di di un rapporto tra segno-alfabeto e spazio in cui si realizza che prende funzione di vita complessiva e reale negli spazi in cui è delimitato. Non esiste sintesi stilistica o finta rappresentazione, bensì reale, vitale voce di un qualcosa e per un qualcosa che vive di realtà intrinseca.

Soundtrack: Der Blaue Reiter- The last days of Pripiath

Wednesday, May 21, 2014

Una manciata di amarene e uno sguardo ai papaveri

Oggi ho lasciato decine di chilometri tra me e il quotidiano.
Potevo farlo e l'ho fatto.
Potevo riposarmi e dormire
invece ho guidato fino alla campagna dopo Pavia.

Campi di grano in fase di maturazione
e papaveri, tanti papaveri.
Cercavo loro perchè li adoro.
Li amo quando colorano i prati e i campi.

Amo guardarli e sfiorarli
senza mai portarli via, tranne in un solo caso.
Quasi un anno fa quando dovevano accompagnarti.
Per chiudersi con te in un buio che è attesa.

Ho respirato la loro aria
e ho inondato il mio sguardo del loro rosso
e poi del biondo delle spighe che erano già mature,
scompigliate dal vento dei giorni scorsi.

Ho guardato dove riposi
con gli occhi pieni di lacrime
e ho sentito la gola bruciare
e la mente lasciarmi stordito.

Poi ho cercato chi ti conosceva fin da bambina
ed ho ascoltato parole che volevo sentire.
Storie di altri tempi, di guerra e di pace,
di occupazione e di liberazione.

Di gioie fatte di cose semplici
e di affetti lontani, quasi tutti scomparsi
ma ancora vivamente presenti
e poi siamo andati a mangiare le amarene dagli alberi.

Soundtrack: Patti Smith - Poppies - 1979 - Capitol Theatre , Passaic

Monday, May 19, 2014

La fabbrica della follia ...

Sembra di parlare di secoli fa, eppure si tratta di memorie di un passato recente.

Reparto I: Cronici (137 ricoverati circa)
Promisquità tra vecchi deteriorati e giovani con notevoli possibilità di recupero.

Accatastamento degli individui nel reparto chiuso, male aerato, maleodorante.

I letti sono disposti a 30-40 centimetri di distanza l'uno dall'altro; quasi nessun malato dispone di un tavolino da notte e non avendo armadi a disposizione, non esiste un angolo dove potere custodire qualcosa di personale.

I gabinetti, sporchi ed insufficienti vengono chiusi alla sera e i malati durante la notte (che comincia alle 18 e finisce alle 7 di mattina) devono servirsi di vasi che rimangono nella camerata fino a quando verranno vuotati tutti insieme al mattino, intasando i gabinetti dove una coda interminabile di persone sta aspettando di entrare.

Alle 17 (ora di cena) i malati vengono messi in fila e contati per la distribuzione della pagnotta.

Dice uno di loro: "Vivendo così tutti insieme, sempre insieme, ciascuno si sente malato della sua malattia e di quella degli altri."

La Fabbrica della Follia - Relazione sul Manicomio di Torino - Associazione per la lotta contro le malattie mentali - Sezione autonoma di Torino, Edizioni Einaudi, 1971

Syd Barrett
Soundtrack: See Emily play - Pink Floyd

Jealous Guy - Anniversario

Registrata tra maggio e giugno del 1971, si tratta di un'icona della musica di John Lennon.
Non che sia unica, anzi ... ma unica è l'interpretazione di Brian Ferry.
Mirabile, ritmata, appassionata e disperatamente maschile.

I was dreaming of the past,
And my heart was beating fast.
I began to lose control,
I began to lose control.
I didn't mean to hurt you.
I'm sorry that I made you cry.
Oh no, I didn't mean to hurt you.
I'm just a jealous guy.

I was feeling insecure you might not love me anymore.
I was shivering inside,
I was shivering inside.
I didn't mean...

I was trying to catch your eyes,
though that you was trying to hide.
I was swallowing my pain,
I was swallowing my pain.
I didn't mean... 


Meglio dal vivo, qui in due versioni, 1982 e 2007 - Pregevolissime.

Soundtrack: Roxy Music - Jealous Guy - Live 1982
Soundtrack: Brian Ferry - Jealous Guy - Live 2007

Sunday, May 18, 2014

Simbolo di una giovinezza che rimane nel cuore

Il primo voto non si scorda mai ...

Poi si è scivolati via in modo graduale,
sempre più graduale,
verso la travisazione di un ideale e la sua completa negazione.

In balia, ahimè, di luoghi comuni,
di sciocchezze e di illusioni indotte
e di speranze meschine, travestite da "vision".

Come può l'intelligenza
farsi abbindolare in modo sì totale
da affabulatori travestiti da messia?

Questo, però, fino al momento in cui
il senso di responsabilità civile
non ha evocato il senso di colpa.

Dell'avere "tradito" un ideale,
dell'avere aperto le porte all'errore svelato.
La buona fede però non giustifica.

Ed ora, adesso, dopo avere percorso
l'arco costituzionale, eccomi qui a condividere
con uguale gioia gli stessi ideale della gioventù.

Anche se i tempi ormai sono diversi.
Anche se la coscienza di classe si è perduta.
Anche se le speranze di cambiare il mondo sono meno salde.

Rimane comunque la forza di un ideale
di giustizia, di equità e di amore
che vede gli uomini uniti per il bene comune, reciproco.

Bentornato a casa ...

Pur che il ricordo, unico ben, mi resti ...

Soundtrack: Mark Lanegan - Death don't have no mercy in this land

" Alta sul mar, la mia finestra un mondo
vario infinito dominava. Campi
fluenti d'acque, sfondi ariosi immensi
di un ciel fosco e sereno, alterno incanto
d'albe e tramenti, d'ombre e luci. Ancòra
l'anima guarda, trasognata. Angusto
è il mondo ch'ora l'imprigiona, e grave
di minacce e di pianto il tempo scorre.
Eppur che vale? Una finestra, quella
che già mia fu nei dì felici, io sempre
spalancare potrò sul mar sul cielo,
pur che il ricorso, unico ben, mi resti
e la commossa fantasia mi porti
dove l'amor mi fu tormento e gioia."

Finestra sul mare - Gemma Bìroli in Terra Lontana - 1962

Potere della mente che, nel ricordo, ricrea la finestra e lo sguardo che si perde sul mare e sul cielo, cullata dalla "commossa fantasia" ... mirabile acquarello di sentimento e gioia, umidi di dolonte ricordo.

Soundtrack: Hot Tuna - 1988-03-04 - Live at  Fillmore, San Francisco, CA


Saturday, May 17, 2014

Un Homme Et Une Femme(1966)


Avevo 11 anni - Tu ne avevi 46.
Vivevamo secondo un limpido legame di madre-figlio
senza un padre, senza alcuna figura maschile.

Logico che, anche in mezzo ai naturali contrasti
(la mia volontà di uscire di casa, di uscire dalla casa ...
le mie idee del mondo e della vita) ci fosse un profondo legame.

Ed io capivo la tua sensibilità anche attraverso quello che ti piaceva.
Ora, mi restano queste perle di ricordi di elegante gusto
e di delicata profondità.

Mi restano colori, immagini, suoni e profumi.
E tanti insegnamenti di rispetto, di eleganza, sensibilità e gusto.
Di onestà, di ingenuità e curiosità inestinguibile per la vita.

Per questo, ti dico sempre grazie.
Anche per questo film, per queste immagini, per le sue sfumature
e per queste note.

Soundtrack: Un Homme Et Une Femme(1966)

Being generous of spirit is a wonderful way to live - Pete Seeger

Debout, les damnés de la terre
Debout, les forçats de la faim
La raison tonne en son cratère,
C'est l'éruption de la faim.
Du passé faisons table rase,
Foule esclave, debout, debout
Le monde va changer de base,
Nous ne sommes rien, soyons tout.

Refrain (répété deux fois)
C'est la lutte finale ;
Groupons nous et demain
L'Internationale
Sera le genre humain.
Il n'est pas de sauveurs suprêmes
Ni Dieu, ni César, ni Tribun,
Producteurs, sauvons-nous nous-mêmes
Décrétons le salut commun.
Pour que le voleur rende gorge,
Pour tirer l'esprit du cachot,
Soufflons nous-mêmes notre forge,
Battons le fer tant qu'il est chaud.

L'État comprime et la Loi triche,
L'impôt saigne le malheureux ;
Nul devoir ne s'impose au riche ;
Le droit du pauvre est un mot creux
C'est assez languir en tutelle,
L'Égalité veut d'autres lois ;
"Pas de droits sans devoirs, dit-elle
Égaux pas de devoirs sans droits."

Hideux dans leur apothéose,
Les rois de la mine et du rail
Ont-ils jamais fait autre chose
Que dévaliser le travail ?
Dans les coffres-forts de la banque
Ce qu'il a crée s'est fondu,
En décrétant qu'on le lui rende,
Le peuple ne veut que son dû.

Les rois nous saoulaient de fumée,
Paix entre nous, guerre aux Tyrans
Appliquons la grève aux armées,
Crosse en l'air et rompons les rangs !
S'ils s'obstinent ces cannibales
A faire de nous des héros,
Ils sauront bientôt que nos balles
Sont pour nos propres généraux.

Ouvriers, paysans, nous sommes
Le grand parti des travailleurs,
La terre n'appartient qu'aux hommes,
L'oisif ira loger ailleurs.
Combien de nos chairs se repaissent !
Mais si les corbeaux, les vautours,
Un de ces matins disparaissent,
Le soleil brillera toujours.


Salmo rosso - Miklós Jancso - 1972
Soundtrack: L'internationale - Peter Seeger
Video : Red Psalm - Miklós Jancso - 1972

Intenzione e coscienza


Daniela Perna
Partiamo con una canzone: Hurt - Johnny Cash e poi riflettiamo ...

Intenzione, da latino intendo, cioè tendo a o verso qualcosa.
E' l'essenza stessa della coscienza,
che è - infatti - sempre un tendere,
un essere intesa verso un qualcosa.

Secondo il linguaggio comune è l'espressione di un obiettivo
verso un fine, è il proporsi un determinato risultato.
E da questo sorge il problema morale,
cioè del giudizio nei confronti dell'intenzione.

Nel senso che, per giudicare un valore morale
è sufficiente l'intenzione o si deve necessariamente
considerare il risultato? Cioè l'effetto della stessa.
E d'altra parte, se l'intenzione non trova espressione operativa

Può rimanere priva del significato morale ....?

Qui si apre il concetto del "processo alle intenzioni",
spinoso politicamente ma realisticamente evidente.
Infatti, il pensiero in sè non porta necessariamente all'atto
ma è anche vero che l'atto non può esserci senza pensiero.

A meno che non si intenda la non volontarietà
anche se questa configura, legalmente parlando, la colposità
e non l'innocenza. Il "non volevo" non è sufficiente
perché non prescinde dalla responsabilità di un essere maturo.

E la maturità è il considerare tutti i possibili effetti
e le possibili conseguenze di un gesto,
indipendentemente dall'intenzionalità.
Indipendentemente dalla coscienza.

Il tutto fa ripercorrele le strade di Franz Brentano, uno psicologo, filosofo, prete cattolico che si allontanò dalla Chiesa (ma questo fatto è puramente un inciso). Secondo Lui, alla base di ogni fenomeno psichico esiste l'intenzionalità.

E l'intenzione è un tendere ad un oggetto immanente che quindi rappresenta l'obiettivo di ogni fenomeno psichico. Ne deriva quindi che poiché esistono diverse forme di intenzionalità, altrettanti sono i fenomeni psichici: la rappresentazione, il giudizio e il sentimento che si distinguono tra loro per la natura dell’atto intenzionale che li costituisce. 

D'altra parte, tutto dipende dalla percezione che si ha dell'oggetto dell'intenzionalità e quindi dalla sua rappresentazione psichica che, come anticipato, può non corrispondere al reale oggettivo. Infatti, a parità di oggetto, ciascuno di noi reagisce con intenzionalità mediata dalla percezione dello stesso e quindi dalla sua rappresentazione psichica, indiretta.

E in questo, l'oggetto rappresentato dipende dal significante. E d'altra parte Lacan può essere derivato dalla fenomenologia di Husserli che è strettamente legato a Brentano.

Questo per dire che le nostre intenzioni possono essere falsate da una irreale rappresentazione dell'oggetto a cui queste tendono e che quindi la questione della moralità delle intenzioni è correlata alla moralità delle rappresentazioni che, a loro volta, dipensono dalle percezioni. Se percepisco male, rappresento male e guido male le mie intenzioni e quindi, di conseguenza, anchegli atti che compio saranno male.

Quindi, la responsabilità dove nasce se il mio sviluppo è condizionato dal male? L'educazione è quindi la base del tutto che modella la predisposizione ad un qualcosa o ad una essenza? Forse si ma è altrettanto sbagliato non considerare la responsabilità di un carattere che accetta una condizione, che la subisce e non si ribella sulla logica di un principio, di un credo.

L'uomo, in fondo, è artefice del proprio destino, in linea generale ...

Soundtrack:  Indian Rajasthan Gypsy Dance
SoundtracK: Police - Does everyone stare this way

Delivrance

Delivrance significa Liberazione ...
Voici venu le temps de délivrance
Loin de nous toute idée de vengeance
Nous garderons notre amitié avec le peuple de France
Mais nous abattrons les murailles honteuses
qui nous empêchent de regarder la mer
Les miradors qui nous interdisent nos plus proches frères
de Galles, d'Ecosse, d'Irlande
Et nous, dont le nom est connu des goëlands et des cormorans,
fut banni de tous les langages humains,
de toutes les bibliothèques, de toutes les cartes terrestres
Nous ouvrirons nos cœurs
de paysans et de marins-pêcheurs à tous les peuples
de la planète Terre
Et nous offrirons nos yeux au Monde
Est-ce prétentieux de nous croire égaux ?
Est-ce trop demander que de vouloir vivre ?
Nous ferons tomber la pluie sur le monde meurtri
Et nettoyer le sang graisseux dont se nourrissent
les soi-disant puissants
Et donner à boire aux assoiffés de justice
Et les feuilles repousseront de Bretagne en Espagne
du Mali au Chili, d'Indochine en Palestine
Bretagne, centre du monde habité, tu seras un
refuge pour les oiseaux chassés pétrolés
Pour les femmes torturées en prison
Pour les vieillards bombardés
Celtie, au croisement des peuples du Nord
Et du Sud, aux confins du vieux monde et
du nouveau monde, aux frontières de la terre
et de la mer, à la limite du monde visible
et du monde invisible...


Soundtrack: Alan Stivell - Live en Dulenn - Delivrance 

Wednesday, May 14, 2014

Gli uomini, bisogna guardarli dall'alto

"Gli uomini, bisogna guardarli dall'alto"
Jean Paul Sartre - Il Muro - 1940

Questo significa che per giudicare non bisogna essere coinvolti.
Non bisogna stare nella mischia.
Bisogna staccarsi, guadagnare la giusta distanza
che permette di sedare l'emozione
per affinare la sensibilità e la percezione.

Soundtrack: Les Ciseaux d'Anastasie - Prudence
À bout de souffle - Jean-Luc Godard - 1960
Solo così si può avere un giudizio realistico.
Sgomitare nel mezzo non aiuta a capire.
Eppure, spesso il coinvolgimento apre gli orizzonti.
Cosa diremmo se non ci fosse qualcuno che amiamo
e che condivide i destini e le sorti deli immigrati clandestini?

Saremmo chiusi nelle nostre torri eburnee,
pronti a difendere noi contro gli altri,
senza capire che non esiste uno e l'altro
bensì solamente un "tutti noi".
Un modo di mentire a noi stessi e alla realtà vera.

Les Quatre cents coups - François  Truffault (1959)
Un eritreo, un somalo che si indebita
e rischia la vita per fuggire dalla sua realtà
non può essere considerato solo "un clandestino".
Eppure non lo si capisce se non si è dentro, a sgomitare.
Nella massa.

Quindi? Cosa è giusto?
Lontananza o vicinanza?
Asettico isolamento o sudata vicinanza?
Penso, l'uno e l'altro,
ma non nel senso di un equilibrio.

Bensì nella logica di considerare
questo e quello contemporaneamente,
rifuggendo logiche di comune senso della logica
e penetrando nel contesto del distinguo
dove una persona è diversa dalle altre.


Dove è giusto non generalizzare
ma fare di ciascun caso, un caso a parte.
In fondo, non siamo tutti galantuomini
ma neppure tutti delinquesti.
E questo, guardando solo dall'alto, non lo si può capire.

Soundtrack: Juliette Greco-Les feuilles mortes
Soundtrack: Eric Clapton -Autumn Leaves

A million miles away

Grandissimo Rory Gallagher ...
compagno di una vita intera.
Maestro di chitarra e di sincerità ...
You're a million miles away ... in Cork

This hotel bar is full of people,
The piano man is really laying it down,
The old bartender is as high as a steeple, 
So why tonight should I wear a frown? 

The joint is jumpin' all around me,
And my mood is really not in style,
Right now the blues flock to surround me,
But I'll break out after a while.

Yes I'm a million miles away,
I'm a million miles away,
I'm sailing like a driftwood,
On a windy bay,
On a windy bay.

I'm a million miles away,
I'm a million miles away,
But I'm sailing like a driftwood,
On a windy bay,
On a windy bay.

Why ask how I feel,
Well, how does it look to you?
I fell hook, line and sinker, 
Lost my captain and my crew.

I'm standing on the landing, 
There's no one there but me,
That's where you'll find me,
Looking out on the deep blue sea.

There's a song on the lips of everybody, 
There's a smile all around the room,
There's conversation overflowing, 
But I sit here with the blues.

This hotel bar has lost all its people, 
The piano man has caught the last bus home,
The old bartender just collapsed in the corner, 
Why I'm still here, I just don't know,
I don't know.

I'm a million miles away,
A million miles away,
I'm sailing like a driftwood on a windy bay,
On a windy bay.

I'm a million miles away,
A million miles away,
I'm sailing like a driftwood on a windy bay,
Send me away...


Soundtrack:  A million miles away - Rory Gallagher - Irish Tour 1974
Soundtrack: Crest of waves - Rory Gallagher - Live Beat Club Session 1971

Tuesday, May 13, 2014

Ontogenesi

Ricostruire la propria essenza
dalla nascita al momento che si decide.
Quanto è possibile
definire il filo conduttore?

Siamo sempre stati noi?
Abbiamo sempre mantenuto una traccia comune?
Oppure ci siamo sbandati da una parte all'altra,
seguendo la forza delle contingenze?

Penso che sia utile riflettere sui nostri passi
per considerare quanto siamo stati e siamo ancora noi stessi.
Per scoprire quanto eravamo già presenti in embrione,
ancorchè non avessimo ancora la forza di esprimerci.

Uomini in albore,
prematuri in tutto,
eppure già così riconoscibili
fin dai primi passi.

Si tratta, in fondo, di un gioco.
Il gioco dell'immaginare come saranno
i bambini che ci circondano.
L'uno taciturno e schivo, l'altro aperto e solare.

A chi arriderà la fortuna?
A chi la vita schiuderà i propri favorei?
Ed a chi invece riserverà solo fatiche
e farà conoscere solitudine e tristezza?

Li abbiamo di fronte.
Compagni di giochi, ora
e lontani anni luce nel futuro,
separati dal caso.

Si, perché è il caso a decidere.
Molto più spesso della nostra volontà.
Ma solo se ci affideremo alle contingenze
e non sapremo mostrare la forza delle nostre idee.

Solo in questo modo
il mondo si adeguerà a noi.
protagonisti di ogni momento,
nel ruolo di chi decide e non di chi subisce.

Soundtrack: Thin Lizzy - Dancing in the moonlight - 1977

Empty rooms - Un tributo

Poche cose ti rimangono addosso per una vita,
una musica è anche probabile.
Ogni volta che la riascolti,
ti rinnova l'emozione della prima volta.

"Empty rooms" fa parte di queste cose ...
Non è solo musica ma è anche struggente voce
di una chitarra guidata da mani e da un cuore
che si è spezzato prematuramente
ma che continua a battere in queste note:
Gary Moore.

"Loneliness is your only friend.
A broken heart that just won't mend
is the price you pay.
It's hard to take when love grows old.
The days are long and the nights turn cold
when it fades away.
You hope that she will change her mind,
but the days drift on and on.
You'll never know the reason why she's gone.
You see her face in every crowd.
You hear her voice, but you're still proud,
so you turn away.
You tell yourself that you'll be strong.
But your heart tells you,
this time you're wrong.
You hope that she will change her mind,
but the days drift on and on.
You'll never know the reason why she's gone.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
Empty rooms,
where we learn to live without love.
All alone in an empty room.
Lonliness is your only friend, hooh.
Oh, she's gone and you're at the end."

Soundtrack: Empty rooms - Gary Moore - Live in Stockholm 1987
Soundtrack: Parisienne Walkways - Gary Moore - Montreaux 2010

Monday, May 12, 2014

Voglio i piedi impolverati di terra come i monaci

Umiltà e morigeratezza di costumi,
come risposta al desiderio continuo,
all'ansia di essere per sè
e per gli altri.

Non è rinuncia.
E' coerenza con il proprio credo
dove l'importanza voene attribuita
solo a ciò che ha reale valore.

Come un monaco
non voglio calze né scarpe.
Voglio che i miei piedi conoscano
la polvere della terra.

Voglio che le mie vesti
dipendano solo dalla necessità
di essere coperti
e da null'altro.

Un animale non si preoccupa
del colore della propria livrea.
E' sufficiente che copra e
faccia il suo compito bene.

Non voglio altro.
Non voglio desiderare altro.
Vivere per la gloria dello spirito.
Per la gloria di Dio.

Nella contemplazione del mondo,
servendo gli altri,
dove gli altri sono il tutto.
Uomini, animali, insetti e cose.

Nella gioia del lavoro utile.
Non di quello superfluo.
Non di quello legato al desiderare cose.
Nella gioia del servire Dio e il mondo.

Solo così potrò essere me stesso.
In una gioia continua di servire
chiunque abbia bisogno
e qualsiasi essere o cosa chieda rispetto.
Soundtrack: Boyce Avenue and Fifth Harmony cover "When I Was Your Man"

Richard II o del desiderio dell'uomo

"But whate'er I am,
nor I, nor any man, that but man is,
with nothing shall be pleas'd, till he be eas'd
with neing nothing."

"Ma qualunque cosa io sia,
nè io, ne alcun uomo, che solo uomo sia,
sarà mai da nulla appagato,
finché non sarà placato con l'essere niente."

William Shekespeare - Richard II

Soundtrack: Amazing Blondel - Fantasia Lyndum