Monday, June 16, 2014

Sergej Aleksandrovič Esenin

L'altro giorno, entrando in una libreria, con piacere ho notato che c'era una sezione di narrativa dedicata ai libri usati o nuovi ma rimanenze di magazzino. 50% di sconto. Interessante, guardiamo cosa c'è ci siamo detti ed abbiamo, con gusto di amanti dei libri, cominciato a scorrere i titoli sui dorsi delle copertine.

Di tanto in tanto, la mano tirava fuori un libro, una rapida lettura al commento e una mezza paginetta letta qui o là (come scegliamo un libro?). Quindi, la scelta o il riporre il volumetto tra gli altri. Tra quelli rimasti in mano, ecco una piccola perla "Romanzo senza bugie" di Anatolij B Mariengof. Un libro su di lui, su Esenin e Isadora Duncan. Protagonista una Mosca bohemienne degli anni venti ...

Il libro finisce così: "Esenin attacca con il vetturino una conversazione letteraria. Dimmi, amico mio, che poeti conosci? Puskin, rispose il vetturino. Ma è morto, amico mio! Di vivi, chi conosci? Nessuno Signore. Noi non conosciamo i vivi. Solo quelli di bronzo."

Kandinski - Muro rosso
La cagna

Al mattino nel granaio
Dove biondeggiano le stuoie in fila,
una cagna figliò sette,
sette cuccioli rossicci.
 
Sino a sera li carezzava
pettinandoli con la lingua
e la neve disciolta colava
sotto il suo caldo ventre.
 
Ma a sera, quando le galline
si rannicchiano sul focolare,
venne il padrone accigliato
e tutti e sette li mise in un sacco.
 
Essa correva sui mucchi di neve
durando fatica a seguirlo.
E così a lungo, a lungo tremolava
lo specchio dell’acqua non ghiacciata.
 
E quando tornò trascinandosi appena,
leccando il sudore dai fianchi,
la luna sulla capanna le parve
uno dei suoi cuccioli.
 
Guardava l’azzurro del cielo
con striduli guaiti,
ma la luna sottile scivolava
e si celò nei campi dietro il colle.
 
E sordamente, come quando in dono
le si butta la pietra per gioco,
la cagna rotolò i suoi occhi
come stelle d’oro nella neve.


Sunday, June 15, 2014

Fantasmi sociali


Non ho una parola da aggiungere.
L'articolo è di Luciano Gallino ed è pubblicato su Repubblica.it del 10.10.2012.

Una sola considerazione ... da allora, cosa è cambiato?

Ricordiamoci che nel febbraio 2011 si era svolto il famoso "referendum Fiat" voluto dall'A.D. e dal Presidente Fiat. In cambio, 20 milioni di investimenti, poi, ottenuto il "si" (54,05% vs 45,95%), nulla di quanto promesso è stato fatto, salvo che la Fiat ha cominciato ad andarsene dall'Italia ...

Landini - FIOM
Il senso del libro di Airaudo, La solitudine dei lavoratori (Einaudi) è racchiuso nella frase con cui termina: «Dobbiamo riportare nella politica... la rappresentanza, e con questa la cittadinanza del lavoro, per uscire da quella solitudine che, per troppo tempo, in questo paese, ha trasformato in fantasmi le donne e gli uomini che lavorano».

Responsabile del settore auto della Fiom, l' autore parla soprattutto di Fiat, ma quel che scrive vale per l' intera società italiana. Dove sembra che i massimi riconoscimenti in campo economico e sociale vadano di preferenza alle imprese e ai dirigenti i quali hanno stabilito che la democrazia, e perfino la Costituzione, si arrestano ai cancelli delle fabbriche e in genere dei luoghi di lavoro. Per primi i governi si sono sbracciati nell' elargire tali riconoscimenti soprattutto alla Fiat, ma tutto ciò che hanno concesso a questa nel campo delle relazioni industriali e delle riforme del mercato del lavoro si è rapidamente diffuso a gran parte dell' industria italiana.

Per contro le donne e gli uomini che lavorano sono stati trasformati in fantasmi, privati di ogni rappresentanza in politica perché nella quasi totalità i media e i politici non hanno la minima idea di un rapporto essenziale per la vita dentro le fabbriche.

È il rapporto tra il lavoro alla catena e democrazia. Per illustrarlo l' autore richiama due casi assai efficaci. C' è un operaio a Mirafiori (ne parlò mesi fa il Corriere della Sera) che da tredici anni avvita bulloni per montare le cinture di sicurezza sul lato destro delle vetture. Sono nove in tutto (sei di essi hanno un nome un po' diverso, ma non fa differenza). Usando un attrezzo ad aria compressa che pesa parecchi chili, l' operaio, chiamato Sergio nel libro, impiega per montarli circa 180 secondi, tre minuti. Poi ricomincia la stessa operazione. In un anno monta più di 70.000 bulloni.

Operazioni del tutto simili le fanno altre migliaia di Sergio e di Anna negli stabilimenti Fiat. Che cosa c' entra qui la democrazia lo spiega, in un' altra citazione, una delegata anch' essa di Mirafiori. L'accordo imposto dall' azienda la vincola a far rispettare i tempi di lavoro. Un traguardo che per molti Sergio e Anna può essere, sovente, difficile da raggiungere. Per diversi motivi: «Perché la linea di montaggio va troppo velocemente, o le pause sono insufficienti, o fa troppo caldo o troppo freddo o, ancora, i componenti da montare sono difettosi o mal posizionati». Ma la delegata non può farci niente.

L' accordo non consente che possa dichiarare sciopero, che ci siano mezzi per difendere i lavoratori o per farsi ascoltare dai capi, che la delegata trovi il modo di rappresentarli. La delegata, a norma di quel contratto legalmente stipulato, non conta niente. È un fantasma. E con lei non contano niente Sergio e Anna, in tutti gli stabilimenti Fiat, come in molte altre fabbriche. Devono soltanto ubbidire.

La democrazia è stata fermata dai sorveglianti ai cancelli. Il libro dedica giustamente spazio a un articolo della Costituzione, il 4, che di solito è poco presente nella discussione sulle relazioni industriali e le politiche del lavoro. In realtà è un articolo fondamentale, perché vari articoli della Carta, dal 35 in avanti, parlano di diritti del lavoro, riferendosi palesemente a chi un lavoro ce l' ha, mentre questo afferma che «la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro». A rigore, potrebbe essere inteso nel senso che lo stato si adopera per dare un lavoro a tutti. Un pronunciamento della Corte costituzionale di vari anni fa ne ha temperato la portata a tale fine, ma è fuor di dubbio, nota l' autore, che nel sancire il principio del diritto al lavoro sta il nucleo del diritto alla stabilità del posto.

La legislazione del lavoro degli ultimi quindici anni, sino alla recente riforma, ha totalmente disatteso il principio dell' art. 4. Un tema che percorre tutto il libro è ovviamente il disimpegno di Fiat dall' Italia.

Nel 1989 la produzione era giunta a superare nel paese i 2 milioni di vetture. Quest' anno si prevede che non supererà di molto le 450.000. C' è la crisi, dice l' amministratore delegato Sergio Marchionne. Però la crisi ha fatto scendere le vendite del 25 per cento in Europa, non dell' 80 per cento. Al fine di giustificare il disimpegno la società ha imputato ai lavoratori e al suo sindacato più diffuso, la Fiom, ogni sorta di inadempienze, dagli eccessi di assenteismo agli intralci recati alla produzione dai sindacalisti e dagli operai, alla vetustà dei contratti di lavoro. A questi si è pensato bene di ovviare con l' accordo di Pomigliano del 2010, esteso poi agli altri stabilimenti del gruppo.

Il succo di esso è che Sergio (l' operaio, non l' amministratore delegato) dovrebbe avvitare un maggior numero di bulloni al giorno, facendo meno pause durante l' orario, e lavorare se necessario anche 200 ore in più all' anno. Che vuol dire oltre un mese di lavoro in aggiunta agli altri e tanta fatica in più, ogni giorno. A fronte di tanti diritti in meno.

Politici e commentatori di destra e di centro-sinistra hanno plaudito, in nome della modernizzazione delle relazioni industriali e della competitività.
Provasse mai, qualcuno di loro, ad avvitare mille bulloni al giorno.

Soundtrack: Fausto Amodei - Al referendum rispondiamo no

Saturday, June 14, 2014

Sii obiettivo, dichiarando di essere relativo.

Sainte Thérèse de Lisieux nei panni di Giovanna d'Arco
"Il massimo di obiettività
corrisponde al massimo di consapevolezza
di come sia relativo
ciò che raccontiamo."
Carlo Maria Martini - Il lembo del mantello, 1991

Quandi diciamo "sii obiettivo"
non intendiamo forse esortare ad ammettere
i limiti del singolo pensare
di fronte alla realtà delle cose?

Eppure troppo spesso, anzi, forse sempre,
si inneggia all'obbiettività dell'informazione
quando invece si tratta di un urlare
pensieri limitati dal sè e dalla pochezza delle informazioni.

Viviamo in un mondo poco obbiettivo.
Assai poco incline ad ammettere i propri limiti.
In una lotta continua del propendere verso una verità individuale
priva di senso critico e mossa spesso da superficiale emotività.

Si torna al concetto dell'opinione.
Dove opinione non è sinonimo di verità.
Dove opinione è figlia dell'incompetenza.
Dove opinione è pari al rigurgito incontrollato.

Poco educata,
poco rispettosa,
poco riflessiva,
molto prepotente.

 Che confusione e pietà non potere, per nostra colpa,
intendere noi stessi e conoscere chi siamo!
Santa teresa di Avila - Castello Interiore, 1577

Soundtrack: While my guitar gently sweep - Orthodox Jewish Musicians

Friday, June 13, 2014

Chiarezza, chi sei?

Chiarezza, sei forse distinzione?
Fai parte del criterio di verità di cartesiana memoria?
Sei principio di verità in quanto "chiara e distinta"?
Chiara perché presente e manifesta,
distinta perché non ti confondi con altro.

Sei forse chiara perché sei distinta?
Un principio indissolubile solo in apparenza
perché privo di valenza del contrario.
Infatti ciò che è distinto può non essere chiaro.

Oppure sei chiara in quanto dai coscienza dell'oggetto
senza confonderlo con un altro?
Quindi fai parte dell'appercezione
per cui la percezione ha intriseca la sensazione
di percepire, di vivere il momento e l'atto della percezione.

Quindi, sei parte del trascendentale
in quanto fai parte dell'"Io penso ...",
in virtù del quale ogni rappresentazione
viene ordinata secondo rapporti universali
e necessari nel riferimento a quell'unico centro
che è la coscienza dell'Io.
L'Io è quindi chiaro e distinto,
ma non sempre è principio di verità.

Lo è se si accompagna all'umiltà
di sapere e ammettere di potere sbagliare,
di vivere il dubbio intrinseco di ogni cosa,
secondo il quale la verità è una sola
ma le percezioni possono essere infinite,
non sempre veritiere ... eppure chiare e distinte tra loro.

Soundtrack: No doubt - Hella Good

Thursday, June 12, 2014

Que reste-t-il de nos amours - Que reste-t-il de ces beaux jours

Que reste-t-il de notre amour

Ce soir le vent qui frappe ? ma porte
Me parle des amours mortes
Devant le feu qui s’ ?teint
Ce soir c’est une chanson d’ automne
Dans la maison qui frissonne
Et je pense aux jours lointains

{Refrain:}
Que reste-t-il de nos amours
Que reste-t-il de ces beaux jours
Une photo, vieille photo
De ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d’ avril, des rendez-vous
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse
Bonheur fan?, cheveux au vent
Baisers vol?s, r?ves mouvants
Que reste-t-il de tout cela
Dites-le-moi
Un petit village, un vieux clocher
Un paysage si bien cach?
Et dans un nuage le cher visage
De mon pass?

Les mots, les mots tendres qu’on murmure
Les caresses les plus pures
Les serments au fond des bois
Les fleurs qu’on retrouve dans un livre
Dont le parfum vous enivre
Se sont envol?s pourquoi?


Soundtrack:  Chet Baker . Que reste t-il de nos amours

Wednesday, June 11, 2014

22 Ottobre 1972 - Giovanna Marini

Evidentemente ci siamo dimenticati le nostre lotte, la nostra capacità di lottare per un ideale, per un sogno di unità e di vita sociale migliore.
Evidentemente ci siamo addormentati, ci hanno addormentati.
Ma non dobbiamo dimenticare. Dobbiamo svegliarci.
Si tratta del nostro mondo, della nostra vita e del nostro futuro.
De futuro dei nostri figli e di tutto ciò che è nato da poco.
Ma anche noi abbiamo il diritto di vedere realizzati i sogni,
di desiderare un cambiamento e di lottare per realizzarlo.
E' la nostra dignità di esseri umani che ce lo chiede.
 
Treni per Reggio Calabria

Andavano col treno giù nel Meridione
per fare una grande manifestazione
il ventidue d'ottobre del 'Settantadue
in curva il treno che pareva un balcone
quei balconi con la coperta per la processione
il treno era coperto di bandiere rosse
slogans, cartelli e scritte a mano
da Roma-Ostiense mille e duecento operai
vecchi e giovani e donne
con i bastoni e le bandiere arrotolate
portati tutti a mano sulle spalle
il treno parte e pare un incrociatore
tutti cantano Bandiera Rossa
dopo venti minuti che siamo in cammino
si ferma e non vuole più partire
si parla di una bomba sulla ferrovia
il treno torna alla stazione
tutti corrono coi megafoni in mano
richiamano «andiamo via Cassino
compagni da qui a Reggio è tutto un campo minato
chi vuole si rimetta in cammino»
dopo un'ora quel treno che pareva un balcone
ha ripreso la sua processione
anche a Cassino la linea è saltata
siamo tutti attaccati al finestrino
Roma Ostiense Cisterna Roma Termini Cassino
adesso siamo a Roma Tiburtino
il treno di Bologna è saltato a Piverno
è una notte è una notte d'inferno
i feriti tutti sono ripartiti
caricati sopra un altro treno
funzionari responsabili sindacalisti
sdraiati sulle reti dei bagagli
per scrutare meglio la massicciata
si sono tutti addormentati
dormono dormono profondamente
sopra le bombe non sentono più niente
l'importante adesso e' di essere partiti.
ma i giovani hanno gli occhi spalancati
vanno in giro tutti eccitati
mentre i vecchi sono stremati
dormono dormono profondamente
sopra le bombe non sentono più niente
famiglie intere a tre generazioni
son venute tutte insieme da Torino
vanno dai parenti fanno una dimostrazione
dal treno non è sceso nessuno
la vecchia e la figlia alle rifiniture
il marito alla verniciatura
la figlia della figlia alle tappezzerie
stanno in viaggio ormai da più di venti ore
aspettano seduti sereni e contenti
sopra le bombe non gliene importa niente
aspettano che è tutta una vita
che stanno ad aspettare
per un certificato mattinate intere
anni e anni per due soldi di pensione
erano venti treni più forti del tritolo
guardare quelle facce bastava solo
con la notte le stelle e con la luna
i binari stanno luccicanti
mai guardati con tanta attenzione
e camminato sulle traversine
mai individuata una regione
dai sassi della massicciata
dalle chine di erba sulla vallata
dai buchi che fanno entrare il mare
piano piano a passo d'uomo
pareva che il treno si facesse portare
tirato per le briglie come un cavallo
tirato dal suo padrone
a Napoli la galleria illuminata
bassa e sfasciata con la fermata
il treno che pare un balcone
qualcuno vuol salire attenzione
non fate salire nessuno
può essere una provocazione
si sporgono coi megafoni in mano
e un piede sullo scalino
e gridano gridano quello che hanno in mente
sono comizi la gente sente
ora passa la notte e con la luce
la ferrovia è tutta popolata
contadini e pastori che l'hanno sorvegliata
col gregge sparpagliato
la Calabria ci passa sotto i piedi ci passa
dal tetto di una casa una signora grassa
fa le corna e alza una mano
e un gruppo di bambini
ci guardano passare
e fanno il saluto romano
Ormai siamo a Reggio e la stazione
è tutta nera di gente
domani chiuso tutto in segno di lutto
ha detto Ciccio Franco "a sbarre"
e alla mattina c'era la paura
e il corteo non riusciva a partire
ma gli operai di Reggio sono andati in testa
e il corteo si è mosso improvvisamente
è partito a punta come un grosso serpente
con la testa corazzata
i cartelli schierati lateralmente
l'avevano tutto fasciato
volavano sassi e provocazioni
ma nessuno s'è neppure voltato
gli operai dell'Emilia-Romagna
guardavano con occhi stupiti
i metalmeccanici di Torino e Milano
puntavano in avanti tenendosi per mano
le voci rompevano il silenzio
nelle pause si sentiva il mare
e il silenzio di quelli fermi
che stavano a guardare
e ogni tanto dalle vie laterali
si vedevano i sassi volare
e alla sera Reggio era trasformata
pareva una giornata di mercato
quanti abbracci e quanta commozione
"il Nord è arrivato nel Meridione"
e alla sera Reggio era trasformata
pareva una giornata di mercato
quanti abbracci e quanta commozione
gli operai hanno dato una dimostrazione.


Giovanna Marini

Soundtrack: Treni per Reggio Emilia - Giovanna Marini
 

Cantico dei Cantici

Malinconia - Hayez
Bruna sono ma bella,
o figlie di Gerusalemme,
come le tende di Kedar,
come le cortine di Salomone.

Non state a guardare se sono bruna,
perchè il sole mi ha abbronzato.
I figli di mia madre si sono sdegnati con me:
mi hanno messo a guardia delle vigne;
la mia vigna, la mia, non l'ho custodita.


Dimmi, o amore dell'anima mia,
dove vai a pascolare il gregge,
dove lo fai riposare al meriggio,
perché io non sia come vagabonda
dietro i greggi dei tuoi compagni?


Se non lo sai, o bellissima tra le donne,
segui le orme del gregge
e mena a pascolare le tue caprette
presso le dimore dei pastori.


Cantico dei Cantici I, 5-5b, 7-8b

Edward Munch - The sun - 1916
Soundtrack: In a manner of speaking - Nouvelle Vague

Sunday, June 8, 2014

Confusione è la parola della nostra epoca ...

Les Vacances de Monsieur Hulot - Jacques Tati - 1960
Questo film appartiene alla mia infanzia. Ti accompagnai un pomeriggio in un cinema d'essai perché proiettavano questo film che ti era piaciuto tanti anni fa. Io bimbo, tu mamma. Ridevi e ridevi e ridevi fino ad avere le lacrime agli occhi. E ridevo anch'io. Poi mi è rimasto nel cuore tanto tempo. Ed ora, lo conservo con me, sempre, ovunque perché è delicato, sensibile, raffinato, educato ed elegante. Fa sorridere sull'uomo e fa rimpiangere un mondo soave che forse non esiste più.

Forse un mondo che possiamo solo ricreare e vivere dentro noi stessi, inseguendo un profumo che improvvisamente entra nella stanza in cui ci troviamo ed evoca il ricordo di una sensazione di molti e molti anni prima.  Un mondo che, però, dobbiamo fare uscire da dentro di noi per cercare di farne permeare la quotidianità che ci circonda. In fondo, se non cominciamo da noi stessi a diffondere delicatezza, sensibilità e gentilezza e sorrisi, come possiamo pretendere che altri lo facciano?

Ah, dolci domeniche di giugno, al termine della scuola. Liberi di oziare al caldo, facendo scorrere via i pensieri. Verso idee delicate e tenere e dolci. Come quella della scena del cane in mezzo alla strada che vede giungere l'autmobile. Si sveglia, si alza, e scondinzolando si avvicina al guidatore che lo accarezza sul capo. Poi il cane si scosta di lato e l'auto riparte via. Infine, il cane torna a sdraiarsi in mezzo alla strada ...

Diceva Jacques Tati:
Confusione è la parola della nostra epoca.
Si va troppo in fretta.
Ci dicono tutto quello che dobbiamo fare.
Organizzano le nostre vacanze.
La gente è triste.
Nessuno fischietta più per strada (...) sarà sciocco, ma mi piacciono le persone che fischiettano per strada ed io stesso lo faccio.
Credo che il giorno in cui non potrò più fischiettare per strada sarà una cosa gravissima.

Soundtrack: Les Vacances de Monsieur Hulot

Saturday, June 7, 2014

L'opinione

Settembre nero a Monaco - La violenza contro uomini e contro un simbolo
Nell'estate del 1972 alcuni terroristi sequestrarono undici atleti israeliani e li uccisero. Erano le Olimpiadi del 1972. Avevo 17 anni e credevo nell'uomo (credo ancora ... sia chiaro!). Credevo nel simbolo delle Olimpiadi. Mi sembrava una dissacrazione nei confronti di un simbolo e non solo un folle uccidere altri uomini, colpevoli di appartenere ad un popolo e basta.

Uno stupido come mio padre disse che ero un illuso perché le ragioni dell'atto erano ben oltre e il gesto in sè aveva significati superiori a quelli di un assassinio e di una violenza su un simbolo. Ero io che non capivo. Era lui che aveva un'opinione illuminata. Giustificava un delitto alla luce di un ideale di ... libertà. Ho sempre pensato fossero idee stolte e prive di intelligenza e di rispetto per la vita.

Non idee, solo opinioni. Toglievo alla sua espressione di pensiero, il valore di una razionale conoscenza delle cose. Lo tolgo ancora quando rivedo quella fotografia. Il terrorista assassino, al balcone. Che poi vi sia stato errore interventista da parte delle teste di cuoio ... non so. Al tempo ed ora considero che quelle parole del padre mi ferirono, ancorché le giudicassi solo un'opinione.

Umberto D - Vittorio De Sica
Oggi c'è che veste il ruolo di opinionista. Ma per questo non deve essere esperto in quello di cui esprime l'opinione. E poiché di opinione si tratta, ecco che non può essere sostenuta da ragioni ma solo da altrettante opinioni. Da cui il termine opinabile ...

Di fatto, l'opinione dovrebbe contenere insito il concetto di ipotetico errore in quanto espressione assertiva di una sensazione basata dalle percezioni sensoriali, prima che queste possano passare il vaglio dell'anima razionale.

Vergogna dell'uomo ... Armi chimiche sul popolo curdo - e l'opinione pubblica ... ?
Quindi, l'opinione che consiste nel ritenere vera una determinata asserzione dovrebbe ammettere di per sè che ci si possa sbagliare nel rtenerla tale. Invece, gli opinionisti asseriscono in modo assoluto ed incontrovertibile, irremovibile, incodnizionato. Senza concedere nulla al dubbio.

E invece, opinione non è sinonimo di scienza, anzi dovrebbe esserne il contratio. Per essere in linea con Platone. Infatti, l'opinione (che può pur essere vera) differisce dalla scienza perché è ignara delle ragioni della sua verità.

Ma chi degli opinionisti è di questo avviso. Per loro l'opinione è la scienza e la verità assoluta. E chi li ascolta cosa fa? Pensa o si fa trascinare dall'opinione? Riflette o accetta sulla base di una simpatia? Analizza o fa sua acriticamente l'opinione, sull'onda di una qualunquismo di pensiero comune?

Benedetta televisione, che cosa ci hai fatto ....
Soundtrack: Augustus Pablo - King Tubby Meets Rockers Uptown

Mercy

Dalla Saga di Beowulf:

That mercy I to others show. 

That mercy show to me. 
 
Soundtrack:  Mike Oldfield - Tubular bells II (Live in Edinburgh castle) 1992
  

Wednesday, June 4, 2014

Il reverendo e la musica

Reverendo e musica. Ministro di Dio e canzoni. Se pensiamo al pop non esiste alcun nesso logico. Se invece ci si rifà al blues allora il collegamento esiste. Il blues è una preghiera (molto meno dello spiritual e del soul) che nasce dal cuore di un'anima solitaria che soffre.

Reverendo (poi) per noi ha un significato preciso che in termini musicali americani scivola in un ruolo prevalentemente estetico che nulla ha a che fare con un rapporto di mediazione tra una spiritualità e la materia vivente.

Da noi, qui, abbiamo avuto esempi (rari) di frati, sacerdoti ed oggi anche suore) che affrontano il mondo dello spettacolo canoro. Non mi pare con risultati eclatanti e, in ogni caso, con l'effetto di scimmiottare gli altri artisti canori. L'abito suggeriva di per sè un entusiastico vantaggio. In USA non tanto.

In tutti i casi (vedere sotto) si parte dal bene, per arrivare all'interessante, poi al curioso e infine per scivolare nel trash ...

Il famoso (per dire)
Soundtrack: Reverend Robert Jones - Will Cunningham - Live at Fur Prison



Il bene (per dire)
Soundtrack: Reverend Gary Davis - Seattle (WA) - Recorded June 1967


L'interessante

Soundtrack: Rev. KM Williams - "Motherless Children"

Il curioso (per dire)
Soundtrack: Antoine Dougbe (Vodoo Priest) et Orchestre Poly-Rythmo - Ya Mi Ton Gbo


il trash ... è evidente
Soundtrack: I've got the devil inside - Reverend Beatman

Tuesday, June 3, 2014

Il gioco dei contrari: Tesi e Antitesi

Buffie Johnson - The shores of light - 1954
Tesi, in greco, significa ciò che si pone, che si afferma e quindi che richiede di essere dimostrato, provato. L'antitesi è un'altra tesi, anch'essa da dimostrare, ma di segno opposto alla prima o, semplicemente, opposta ad un'altra.

Tesi e antitesi vivino di una gemellarità sublime ed unica. L'una vive per l'altra e viceversa. Di fatto, entrambe si dicono "antinomia", cioè contraddittorie, inconciliabili. Eppure l'una ha valore quanto l'altra. Il giusto, il vero può stare in una delle due, indifferentemente.

Sixteen Jackie - Warhol - 1964
Soundtrack: The Flock - Introduction - Clown 1970


Non solo, l'una può servire a dimostrare l'altra in quanto suo contrario. Laddove il contrario è paradosso, dimostra il verso giusto. E viceversa. Ma tesi e antitesi in questo caso servono allo stesso scopo: il dimostrare. Quindi hanno azioni sinergiche in una direzione comune.

In questo caso, tesi e antitesi servono alla "sintesi". Il ritmo dialettico di Hegel sfrutta proprio questa dinamica tesi-antitesi-sintesi per consentire l'attuazione dello spirito. Lo spirito che trova il proprio fondamento nel movimento dialettico.

Infatti, dialettica è l'arte del dialogare, del discutere e del ragionare, pensare. E questi sono alla base del formare lo spirito che è "soffio che dà la vita", che "anima" la vita. Lo spirito è libertà e in generale il mondo dell'interiorità in tutto il suo complessi, il soggetto. Che è tesi e antitesi. Sempre

Franz Marc - Die grossen blauen Pferde - 1911
Soundtrack: Frank Zappa - Cosmic Debris - Live

Sunday, June 1, 2014

La Sua figura

Cremona - il Duomo
"A volte considero quale errore commettano i genitori che non si adoperano in tutti i modi perché i loro figli abbiano sempre davanti agli occhi esempi di virtù."
Santa Teresa D'Avila - Libro della Vita


Ecco che oggi la Tua figura mi si para davanti,
evanescente quanto ferma e salda
con il sorriso negli occhi e in viso e in cuore.

I 12 mesi trascorsi sono fuggiti
ed il sentimento è pari a quello di prima,
dolore e struggimento e lacrime fredde.

Cerco la tua voce che non sento,
tento il tuo contatto che non è più
avverto il desiderio di incrociare il tuo sguardo.

Eppure non mi viene restituito ciò che chiedo.
Rimane una voce spirituale che mi parla,
inudita dalle mie orecchie ma sentita nella mente e nel cuore.

Mi rassicura e mi conforta di fronte alle domande
se sono mai riuscito a restituire anche solo una parte
del grande regalo che ho ricevuto da te.

E non solo la vita
ma anche la gentilezza di sentimenti,
l'attenzione al mondo con curiosità e gioia.

L'umiltà di fronte a tutto
e l'enorme, bellissima, soave ingenuità che nasce
dal credere in tutti e tutto con amore.

Soundtrack: Nothing compares 2 you - Sinhead O'Connor - Live

Cremona - Il Duomo
Raccolgo ogni giorno i frutti di questi doni.
L'entusiasmo inarrestabile che non crolla mai
anche dopo momenti, istanti di contrasti.

E la spinta verso il Divino
che da piccolo seme è nato come un gigante
ed è un fuoco che cresce sempre di più.

La spinta di un amore infinito
che è attenzione e sensibilità
nel rispetto di tutti e tutto.

Umile donna, meravigliosa madre
lucidissima e sensibile intelligenza,
delicata e forte spirito di cultura e amore.

Dove sei? Attendo la fine quando tutti
ci incontreremo di nuovo per non lasciarci più.
Mi ripeto" perchè piangere? Sei tornata al Padre."

"Sei rinata alla vera vita, avendo compiuto
quella che si realizza sulla terra. felice di ciò che hai fatto,
serena e senza rimorsi e con umile timore degli errori commessi."

Ringrazio te di essere e di ciò che sono e come sono.
Di avere incontrato la Fede e di esserne rimasto affascinato.
Rapito al punto da prendere decisioni di vita.

Con stupita meraviglia e umile accettazione.
Volendo mantenere l'impegno verso la mia famiglia.
Ma seguendo la chiamata dello spirito.

Grazie Mamma.

Linarolo (PV)
Soundtrack: Gioacchino Rossini - La Gazza Ladra, Overture - Neujahrskonzert 1991 - Wiener Philharmoniker direttore Claudio Abbado

Saturday, May 31, 2014

Katra - Dalit - 14 e 15 anni - Stuprate e impiccate

Fino a pochi giorni fa la maggior parte di noi ignorava persino cosa fosse. Oggi ne abbiamo piena conoscenza: Katra o Katra Vaishno Devi è una cittadina di poco più di 7000 abitanti sita nel distretto di Udhampur, nello stato indiano di Jammu e Kashmir, ai piedi delle Trikuta Mountains.


Tra le montagne e i boschi, Katra non è isolata. A pochi chilometri ha sede una delle più importanti università tecniche di tutta l'India. La città di Katra è un punto di passaggio per i devoti che vogliono partecipare al Vaishno Devi, conosciuta anche come Mata Rani e Vaishnavi, una manifestazione del Mother Goddess o Durga.

Quindi, una città vicina alla cultura crescente in India e alle tradizioni religiose più sentite. Eppure questo non basta. E'm logico che non basti una vicinanza positiva per scongiurare anche le cose più efferate. L'aria che si respira non infonde necessariamente santità, anche se proviene da un tempio religioso. Se evoca qualcosa è perché questo già conviveva nella persona. Altrimenti, è solo aria.

Katra e lo stato dell'Uttar Pradesh sono ora famosi in tutto il mondo perché lì sono state stuprate ed uccise due ragazzine di 14 e 15 aani. Stuprate e impiccate. Vittime della violenza assassina di un branco. Vittime di una società in cui esiste ancora una distinzione di diritti in base al sesso e in base alla casta.

Dalit è il termine che sostituisce (eufemisticamente) il concetto di "intoccabile". Colui che non deve essere toccato dagli altri perché impuro. Indegno di partecipare a quella vita che vivono gli appartenenti alle altre caste. Non possono neppure camminare sui marciapiedi. Devono stare giù, come i cani. Indegni, infetti per natali.

E' impressionante come l'economia passi sopra qualsiasi cosa nel segno della convenienza.
E' incredibile che lo sviluppo culturale orientato all'economia possa convivere con la più rozza ignoranza. Nelle stesse persone. Negli stessi ambienti. Nelle stesse logiche della rete. L'India appare ora come tutto questo. Con leggi mai applicate/accettate contro la distinzione degli esseri umani in base alla casta di appartenenza e con un'intrinseca differenza di diritti tra donne e uomini.

E' impressionante che tutti noi, anche a distanza di anni, si accetti tutto questo nella logica della convenuenza economica.  Honoré de Balzac propone un paradosso, quello del Mandarino, nella sua opera Papà Goriot:

“Agli estremi confini della Cina esiste un Mandarino più ricco di tutti i re di cui narrano la favola e la storia. Di lui non conosci nulla: né il nome, né il sembiante, nè la seta di cui si veste. Perchè tu possa ereditare i suoi immensi capitali, basta che suoni il campanello al tuo lato, su di un libro. Egli esalerà soltanto un sospiro, ai confini della Mongolia. Sarà allora un cadavere: e tu avrai ai tuoi piedi più oro di quanto possa sognarne la cupidigia di un avaro. Tu che mi leggi e sei un uomo mortale, suonerai il campanello?”.

Ecco, noi siamo quelli che hanno suonato e continuano a suonare il campanello senza preoccuparci di quanta gente muore, purché si possano soddisfare i nostri desideri, capricci, bisogni, voglie, ecc ... Per cambiare realmente dobbiamo cambiare in primis noi.

Il cambiamento non segue la logica Top-Down ma parte dal basso. E il basso siamo ognuno di noi con le scelte quitidiane, con i pensieri del momento, con il nostro accettare compromessi e scendere a patti. Credendo che la vera vita sia quella legata alle cose materiali. Così, senza un vero scopo.

Soundtrack: Tommaso Albinoni - Adagio in Sol minore

Addio, Lugano bella

Addio, Lugano bella,
o dolce terra pia,
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando
colla speranza in cor.

Ed è per voi sfruttati,/
per voi lavoratori,/
che siamo ammanettati
al par dei malfattori;
eppur la nostra idea/ non è che idea d'amor.

Anonimi compagni,
amici che restate,
le verità sociali da forti propagate:
è questa la vendetta che noi vi domandiam.

Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna,
repubblica borghese,
un dì ne avrai vergogna
ed oggi t'accusiamo di fronte all'avvenir.
Moreau - Soleil
Scacciati senza tregua
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra
la pace tra gli oppressi
la guerra agli oppressor

Elvezia, il tuo governo
schiavo d'altrui si rende,
di un popolo gagliardo
le tradizioni offende
e insulta la leggenda del tuo Guglielmo Tell.

Addio, cari compagni,
amici luganesi,
addio, bianche di neve
montagne ticinesi,
i cavalieri erranti
son trascinati al nord.

Soundtrack: Addio Lugano bella (1894) - Gaber, Toffolo, Pisu, Jannacci, Profazio
 

Friday, May 30, 2014

Illusione e Idealismo

Akiyoshi KITAOKA
Mi alzo al mattino e mi viene da sorridere. Non è il sorriso di un ebete che sorride e basta con la contrazione dei muscoli della bocca e delle guance. E' un sorriso che guarda alla giornata di ieri, alla notte trascorsa e al giorno che si affronta. Non va sempre tutto bene. Certo. Anzi, spesso ci sono più contrarietà che cose positive. Ma questo non toglie che io sorrida.

Un sorriso che significa apertura alla vita. Non stupida superficialità o fugacità di sentimenti. Anzi. Si tratta di una precisa volontà. Quella di volere affrontare il mondo sempre in modo positivo. Un esercizio di gioia e di speranza. Anche se il mondo, fin nelle sue piccole espression, esprime una società in vertiginosa decadenza, soprattutto di sentimenti umani.

E' illusione la mia, quella di sperare nell'uomo anche a fronte di una crescente aggressività e di un dilagante egoismo? Ma illusione non è sempre un fatto negativo. Non vuole necessariamente (e quindi sempre) significare "errore dei sensi o della mente per cui le cose ci appaiono diverse da quelle che sono ...". Dipende dai punti di vista.

L'illuso può anche essere chi vede al di là di quanto vede la "massa" e quindi viene considerato tale dalla cecità altrui. L'illuso viene forse smentito nel suo credo dal risultato delle sue azioni? Aiutare qualcuno che poi ti ferirà è realmente una sconfitta? E quindi, chi ha aiutato è necessariamente un illuso?

Op-art
Diciamo che "illuso" viene definito colui il quale crede in qualcuno/qualcosa che altri considerano privi di credibilità e quindi non degni di fiducia. Potremmo quindi dire che le banche etiche sono la profonda espressione di una mera illusione? Dare credito solidale a che viene definito da altri indegno di avere fiducia?

Attenzione, seguire un'illusione che in realtà rappresenta un ideale, non significa essere stupidi, irrazionali e privi di concretezza. Trasliamo allora il concetto da illusione a idealismo. Forse è più concreto secondo il "pensiero comune". Idealismo è di fatto un porre a fondamento della realtà l'idea, cioè il pensabile, l'atto stesso del pensare. Secondo Platone, "le idee sono i veri reali", cioè sono, esistono, indipendentemente dal pensiero che le pensa. Idealismo coincide quindi con il realismo.

Secondo Berkeley, l'idealismo riduce l'oggetto del conoscere al soggetto conoscente. Cioè l'essere intrinseco delle cose dipende (deriva) dall'essere percepiro dal soggetto pensante. Ed ancora, secondo Kant, la realtà (che esiste in modo a sè stante ed inconoscibile all'uomo) viene percepita dal soggetto conoscente in virtù dei propri principi costitutivi della sua razionalità e con i limiti dell'esperienza.

Akiyoshi KITAOKA
Ed infine, secondo Hegel, non esiste realtà che non sia dal pensiero e per il pensiero, cioè la realtà è oggetto del pensiero che - a sua volta - diventa soggetto (anzi per potere essere soggetto, il pensiero chiede che la realtà divenga oggetto).

Quindi, la realtà è illusione (per il fatto di essere percepita, ricostruita e vissuta dal pensiero, figlio dei principi costitutivi e dell'esperienza)? Ma proprio per gli elementi costitutivi della persona, che condizionano la percezione del reale, ecco che la realtà viene riconosciuta in modo diverso tra gli esseri viventi. Un fiore è un fiore per noi ma potrebbe essere un qualcosa di assai diverso per un insetto o per un animale erbivoro. Chi è l'illuso e chi è il realista?

Il pensare sempre doppio, nella logica delle diverse visioni possibili, è sempre affascinante e produttivo. Oggi, lo consideriamo persino alla base del "problem solving" anche se, all'atto pratico viene considerato di più chi ha poche idee e ben radicate e urla di più ... Ma il pensiero comune e il comportamento acritico di massa è sempre l'obiettivo della nostra lotta.

La realtà che noi vediamo è pervasa dal ricordo/dall'esperienza - http://www.stranezze.eu
Soundtrack:  J.S. Bach: "Switched-On" Brandenburg Concerto No. 3 in G major (BWV 1048), 1. Allegro [Synthesized by Wendy Carlos]

Thursday, May 29, 2014

Persona, tu cosa sei?

Per i latini il termine "persona" significava "maschera teatrale" e quindi costituiva la rappresentazione di un certo "tipo" umano. Un carattere. Persona come essere vivente è quindi un'estensione del significato primigenio ma solo nei termini morali e non di individuo.

La persona quindi non è l'equivalente di individuo chiuso in sè, bensì indica una costruzione morale che si attua come sè proprio in quanto costituisce una relazione con gli altri. Maschera teatrale in rapporto con l'altro e che trova espressione in una libera realizzazione di fini. I fini attraverso i quali si costruisce il valore morale della propria individualità.

Quindi la maschera è l'espressione di un proprio comportamento che identifica la nostra moralità Una maschera che può cambiare in base alla scena perché esprime un modo di essere e non l'essere. L'essere sta dietro, privo di connotazione visiva e, d'aktra parte, lo spirito, il pensiero, la mente non possiedono alcuna rappresentazione figurata. Quindi, ognuno di noi veste una maschera che può cambiare all'occorrenza.

Esiste modo di rappresentare il proprio individuo in modo trasparente, senza alcuna maschera? In fondo, l'attore, quando esce di scena e torna nel proprio camerino, fuori da qualsiasi sguardo, si toglie la mascher e torna se stesso. ... fino a quando non compare un ammiratore ed allora - ecco - rimette la maschera. Quindi noi recitiamo in continuazione? Tu cosa sei in realtà? Io cosa sono in realtà? e Voi?

Soundtrack: Dougbe Antoine & Poly Rythmo - Nou Akuenon Hwlin Me