Sunday, March 16, 2014

War/No more trouble

Soundtrack: War/No trouble - Playing for change

Until the philosophy which hold one race superior
And another
Inferior
Is finally
And permanently
Discredited
And abandoned -
Everywhere is war -
Me say war.

That until there no longer
First class and second class citizens of any nation
Until the colour of a man's skin
Is of no more significance than the colour of his eyes -
Me say war.
That until the basic human rights
Are equally guaranteed to all,
Without regard to race -
Dis a war.
That until that day
The dream of lasting peace,
World citizenship
Rule of international morality
Will remain in but a fleeting illusion to be pursued,
But never attained -
Now everywhere is war - war.
And until the ignoble and unhappy regimes
that hold our brothers in Angola,
In Mozambique,
South Africa
Sub-human bondage
Have been toppled,
Utterly destroyed -
Well, everywhere is war -
Me say war.
War in the east,
War in the west,
War up north,
War down south -
War - war -
Rumours of war.
And until that day,
The African continent
Will not know peace,
We Africans will fight - we find it necessary -
And we know we shall win
As we are confident
In the victory
Of good over evil -
Good over evil, yeah!
Good over evil -
Good over evil, yeah!
Good over evil -
Good over evil, yeah!

Soundtrack: War - No trouble - Bob Marley

Comment ferons-nous la différence aujourd'hui?

Riporto uno scritto trovato su una scatola di scarpe. Spesso, l'occasione in cui si trova qualcosa di significativo è completamente inaspettata e l'origine delle cose non tradisce il valore delle stesse.

"Il est possible de faire la différence, si l'ont choisit d'agir.
Faire la différence c'est combier un vide.
Entendre un appel au secours et y répondre.
Faire une entreur et y remédier.
Qu'il s'agisse de fabriquer des bottes, des chaussures et des accessoires, ou de transformer le monde.
Faire la différence, c'est bien remunérer les employés pour leur services., construire une maison, peindre une ecole, donnes plus des responsabilité aux jeunes, nourrir ceux qui ont faim, ou revitaliser une communauté.
Faire la différence, c'est un appel à l'action.
Un cri de relliement, sans peur, determiné, passionné et en phase avec les besoins.
C'est se chercher ... et tendre la main.
Se lancer au coeur de la tourmente ... s'aventurer au milieu de nulle part.
Avec une vision et un objectif.
Pour qu'au coucher di soleil, en pensant à le demain,
nous comprenions que le bien n'est pas che que nous faisons, mais ce que nous sommes."

Si, una scatola di scarpe che contiene non solo quello che volevo acquistare ma anche un messaggio molto bello. Che ancora una volta deve fare riflettere. Perché di belle parole ce ne sono tante e se ne sentono tante, ma l'importante è farle nostre e viverle nel quotidiano.

"A cosa serve avere le mani pulite se si tendono in tasca?" diceva Don Lorenzo Milani, ed a questo dobbiamo pensare.

Cosa serve avere belle case, vestiti eleganti e tutti gli sfizi alla moda e un frigorifero pieno se poi la nostra vita serve solo a noi stessi?

Se non ci sentiamo "provocati" dal mondo e dalle sue ineguagliaze e ingiustizie e non ci attiviamo per agire in senso positivo. Una parte di noi stessi deve sempre essere orientata agli altri.

Anche se gli altri sono diversi, molto diversi da noi e in tutti i sensi. Diverso è povero, stracciato, sporco, maleodorante, vecchio, giovane, chiaro, scuro, antipatico, triste, rabbioso, cattivo, violento, disperato, tutto, insomma, quello che non ci sentiamo di essere.

Eppure, "diverso" è il resto del mondo e noi viviamo nel mondo e non possiamo ignorarlo.

Faire la différence, c'est un appel à l'action.


Soundtrack: Africa Unite - Bob Marley

Friday, March 14, 2014

La notion d’intellectuel engagé

"Intellectuels : « personnes qui ayant acquis quelque notoriété par des travaux qui relèvent de l’intelligence abusent de cette notoriété pour sortir de leur domaine et se mêler de ce qui ne les regarde pas ». 
Sartre

Quando ci si accorge della grandezza di un altro? Quando ci meraviglia per l'intuitività, la profondità e la capacità di espressione. Quando ci sorprende per avere visto cose che non riuscivamo a vedere. Insomma, quando ci si rende conto della superiorità rispetto a noi stessi.

Ma anche quando il confronto tra "grandi" conduce al riconoscimento di una superiorità dell'uno rispetto all'altro. Questo però potrebbe derivare, essendo il nostro giudizio viziato in potenza dal nostro modo di vedere/pensare, dal fatto di trovarci allineati, concordi o meno con il pensiero dell'uno o dell'altro.

Quindi, o senso di inferiorità ammessa o accordo con le proprie idee. Ora, analizzo il concetto di impegno dell'intellettuale con due riconosciute figure di intellettuali; Jean Paul Sartre e PierPaolo Pasolini. Mi pongo in mezzo come giudice sulla base del mio modo di sentire e vedere.


Soundtrack: Avanti popolo

Thursday, March 13, 2014

Hula Hoop

Filosofia della vita.
Che gira intorno alla vita.
Cerchio che racchiude un significato.
Cornice al sogno di pochi minuti.
Completarsi di un abbraccio che ruota intorno.
Che lambisce, sfiora le caviglie, le gambe i fianchi,
il seno, le spalle e il collo, istruito da agili dita che lo guidano.

Paulette Goddard
Spensieratezza e gioia di vivere.
Ritmo da mantenere per sfida.
Attrazione estetica ed affascinante glamour.
Profumo di giovinezza e di voglia di ridere.
Un turbinare intorno ad un oggetto di desiderio.


Saltare, girare, roteare, flettersi, distendersi
sul ritmo di una cadenza di note.
Sguardo che non si coglie, ancorché lo si insegua.
Ora qui, ora lì, ora altrove.
Come posso guardarti negli occhi se sfuggi così
nel ritmo di una ruota che gira e gira e gira?

Come posso stringerti se  ruoti inarrestabile
intorno a me e intorno alla vita?
Devo ruotare anch'io, ma nel tuo stesso senso,
altrimenti, le occasioni di incrociarti e di guardare i tuoi occhi
diventeranno ancora più rare e fugaci.

Ecco, per stare con te devo ruotare anch'io,
diventare bravo come te,
seguire il tuo ritmo,
prendere il tuo ritmo
e non aspettare la fine della musica
perché la musica è la vita e la vita è musica.

Jennifer Jason Leight
Video: Stanley Kubrick - Lolita
Video: Gabriella J Ricci - Hula Hoop
Soundtrack: The Hula Hoop Song - Dana Ghia (1958)
Soundtrack: Hoola Hoop Girl - Ted Garber

Onirico e reale

Il confine tra realtà e sogno può essere assai sottile. Anche se l'uomo positivista che tutto vuole prevedere e razionalizzare e inquadrare, tende a negarlo. Ne ha paura perché il sogno non si cataloga, né si programma e tantomeno si controlla. Il sogno è il sogno. Unico e anarchico.

Il sogno è torbido perché affonda le radici nell'intimo più nascosto della persona, dove umori e odori si mischiano nelle immagini e nelle sensazioni. Assenza di regole logiche di spazio e tempo. Assenza di razionali consecutio che creano irrealtà dove il camminare, il volare sono alla portata di tutti. Pavimenti e soffitti e pareti sono spazi di movimento e le finestre si aprono e si spalancano o si chiudono ovunque. Anche dove prima non c'erano.

L'oggi, lo ieri e il domani si fondono come le parole e i discorsi che confluiscono tra loro in una stessa frase che si diluisce, si allunga, si allarga e si tronca lasciando aperto il senso all'interpretazione. Un sogno è cpmposto di una miriade di sfaccettature che lo rendono avvicinabile e intuitivamente interpretabile (non sempre) solo a chi lo fa. Gli altri possono solo essere partecipi al racconto di un sogno e condividere la drammaticità o la gioia che lo stesso ha evocato in chi lo riporta.

Molto nel cinema fa riferimento al sogno. Forse perché l'immagine in movimento è figlia della fotografia che sa così bene esprimere le sensazioni eteree anche solo con il gioco delle luci e delle ombre. La sperimentazione visiva che ha fatto da padrona agli inizi della storia fotografia si è traslata nella storia del cinema con le pellicole surrealiste, gotiche, con quelle espressioniste e dei classici della fantasia e del muto. Ma anche del realismo e del thriller. Poi il colore ha normalizzato il tutto.

O almeno ha tentato. Celebrati maestri sono rimasti legati al mondo del sogno e hanno obbligato il colore a seguirli. Un modo per ribadire il concetto che il mondo e la vita sono sogni più o meno reali che non possono/devono essere ripudiati perché poco realisti. Un modo per dire che non tutto può essere razionale e che ogni cosa contiene sempre un poco di irrazionalità e di follia. Gli elementi che affascinano.

Non siamo forse attratti dal mistero? E il mistero non affonda le radici da quanto non ci è del tutto chiero? Da quanto ha zone di ombra che non riusciamo a raggiungere? E le illusioni, le speranze che alimentano gli entusiasmi della vita non scaturiscono dai sogni? Il sogno è cos', necessario e desiderato. Motore della vita da accudire con estrema cura perché non si rompa mai, perché non si infranga contro la cruda realtà.

Il sogno è la trama della vita che aggiunge significato e desiderio alle cose.
Perché lo fai? E' un mio sogno da sempre ...
Soundtrack: Giulietta degli Spiriti - Nino Rota

Wednesday, March 12, 2014

Je n'oublierai pas ton nom et ton regard

Ilia Repin
La vie, c'est comme de l'eau
Qui coule d'une fontaine,
Mais elle n'a pas eu le temps de boire la sienne,
La petite Nathalie lointaine.

Quand je pense à toi,
Souvent je te revois
Au bord de la mer, avec tes cheveux collés
Par le sel et le soleil de l'été.
Je n'oublierai pas
Ton nom et ton regard
Je n'oublierai pas ta voix
Je ne t'oublierai pas

C'était en hiver,
Elle roulait vers Poitiers
A côté de son frère
Et d'un ami du quartier
Et c'est à l'arrière
D'un camion militaire,
Qu'elle est arrivée
A la fin de l'hiver.
(Nino Ferrer)
Soundtrack: Chanson pour Nathalie - Nino Ferrer

Il poeta

"Ascoltare e basta.
Vagare per le strade,
cogliere frammenti di parole sconosciute ...
poi ... arrivare qui e raccontare la propria anima al primo venuto."

Aleksandr Blok - La Sconosciuta

Quanto abbiamo bisogno di comunicare? Di esternare i nostri sentimenti, attraverso i pensieri e con le parole? Quanto ci preoccupa indirizzare tutto questo agli altri? Già, agli altri ... ma, a chi? Sono tutti uguali o siamo selettivi?

Chi scrive racconti, romanzi, poesie esterna agli altri in generale. Un uditorio grande. Interessa che chi legge/ascolta sia attento, o no? Cosa interessa? Ma, altrettanto, quando si muore dal desiderio di trasferire i nostri pensieri con le parole siamo realmente interessati a chi ci ascolta? O meglio, siamo interessati realmente che si venga ascoltati? O è piuttosto un desiderio egoistico, edonistico di esternazione? Io mi dispiego all'esterno ...

Si scrive per se stessi. Si dipinge per se stessi. Si compone per se stessi. E ci si proietta l'immagine di uditori attenti e rapiti. E noi, davanti a tutti. Io solo tengo le redini di 100, 1000, 10000, 100000, 1000000 persone. Migliaia, milioni di occhi su di me. Miliardi di cellule cerebrali attivate su di me. La grandezza immaginata, il delirio di potenza. Gli altri, gli altri, gli altri rapiti da me.

"E quando si trattava di parlare, ascoltavamo sempre con piacere ..." grande Battiato nella Prospettiva Nevskij ...

Non è così infrequente che ci si accorga di quanto chi parla, parla, parla, in realtà è tutto forché interessato ad essere ascoltato e ad ascoltare le reazioni che le proprie parole hanno sortito. Alla fine della conversazione il nostro pensiero, rivolto a chi ci ha inondati di parole, è "E' terribile. Non lascia parlare gli altri ... e non ascolta neppure. Vuole solo dirti ciò che pensa. Della tua risposta non gliene importa nulla !".

Questo, abbiamo detto, non è così raro ma mi sembra che tenda a diventare sempre più frequente. Quanto si sogna di incontrare persone che aspettano il proprio turno per parlare e amano ascoltarti. riflettere su ciò che dici e poi risponderti in modo attento e puntuale? Ma dove sono? Dove siete?

Ed allora sorge il pensiero, ma forse anche noi tendiamo a parlare e parlare e parlare senza lasciare spazio agli altri? Forse anche noi pecchiamo di eccessivo desiderio di esternare senza poi essere disposti a "pagare lo scotto" di ascoltare? Ma, quanto siamo soli per avere così tanto "arretrato" di pensieri da comunicare?

Eppure si vive in una società della comunicazione. Formale ma non concettuale. Si muore di comunicazione ma non è altro che "botta e risposta". Domanda e risposta. Un aspetto tecnico. Dove sono finite le belle lettere che aspettavano giorni e giorni per essere lette e che stimolavano risposte pensate, attente e colme di altruistico affetto?

Vorrei che la comunicazione informatizzata (email, sms, facebook, twitter, ecc ... ecc ...) si spegnesse per un discreto periodo di tempo per riabituarci a comunicare meglio. Per non essere così falsamente soli da credere di vivere in mezzo agli altri, insieme agli altri.
Soundtrack: Kompendium - Lilly

Tuesday, March 11, 2014

Et ton corps blond de soleil et de sable

Je sais que c'est fini
Je sais mais je t'en prie
Écoute-moi quand même
Écoute-moi, car je t'aime
Depuis qu'on s'est quittés
Je suis seul étonné
Mes jours sont tellement longs
Et vides et obsédants
Je suis seul
La nuit vient
Et je me souviens

D'un an d'amour
Les matins indolents
Les soirs de pluie
Les vacances et le vent
Et ton corps blond
De soleil et de sable
Un an d'amour
C'est irréparable...
Un an d'amour
C'est irréparable...

Maintenant ce n'est plus moi
Un autre est avec toi
Et toi tu lui souris
Comme tu m'avais souris
Et ce sourire tu vois
Je te hais pour cela
Je te hais et je t'aime
Et au fond ça revient au même
Je t'aime
Le comprends-tu?
T'ai-je vraiment perdu?

Un an d'amour
Des années de regrets
De feuilles mortes
Et de temps passé
L'automne emporte
Les rêves et les fables
Un an d'amour
C'est irréparable...
L'automne emporte
Les rêves et les fables
Un an d'amour
C'est irréparable...

(Nino Ferrer)
Soundtrack: C'est irreparable - Nino Ferrer

La maison près de la fontaine - Nino Ferrer

La maison près de la fontaine
Couverte de vigne vierge et de toiles d'araignée
Sentait la confiture et le désordre et l'obscurité
L'automne
L'enfance
L'éternité...

Autour il y avait le silence
Les guêpes et les nids des oiseaux
On allait à la pêche aux écrevisses
Avec Monsieur le curé
On se baignait tout nus, tout noirs
Avec les petites filles et les canards...

La maison près des HLM
A fait place à l'usine et au supermarché
Les arbres ont disparu, mais ça sent l'hydrogène sulfuré
L'essence
La guerre
La société...

C'n'est pas si mal
Et c'est normal
C'est le progrès.
 Soundtrack: La maison près de la fontaine - Nino Ferrer

El Rodolfo, el Gaina e poeu mi

Storie di amicizie che il tempo diluisce via,
almeno si illude di fare così.
Eppure, sono amicizie che rimangono dentro
fisse, incancellabili e ancora piene di sapore.
Un sapore che è gustoso anche dopo 50, 60, 70 anni e più.

Siamo dunque sempre noi,
nel tempo e nello spirito.
Ma è mente, ricordo o sensazione vivida emotiva?
E' solo pensiero a ritroso o amore struggente che è presente ancora oggi
dopo decine e decine di anni?

Siamo dunque un insieme di emozioni che non terminano mai?
E questo è bello, bellissimo
come un amore struggente che non ha mai fine
perché si prova ancora il sapore, il profumo e il tatto
pressoché intatti, come fosse adesso il loro momento.

E' questa la ricchezza della vita.
L'esperienza persistente e mai dimentica o dimenticata.
L'accumularsi dei pensieri e delle sensibilità
che si sovrappongono creando ricchezza di sensibilità e di sensazioni,
pronte a ridonare gioia e gusto nel filtrare il presente col passato.

Quanto è invece stolta e inutile la vita
priva di ricordi e di memorie vive,
senza la possibilità di attingere ogni istante da un passato gustoso.
Quanto è povera una vita così sterile e arida.
Al pari di una non vita, è come una morte prematura.

In fondo è l'elegia al fare tesoro delle esperienze
dirette e indirette. A questo servono gli altri.
Non basterebbe un'esistenza per accumulare tutto questo.
Una parte la facciamo noi e una parte ce la danno gli altri.
El Rodolfo, el Gaina e poeu mi.
Soundtrack: Strehler e Milva - Ma mi


Friday, March 7, 2014

Il dilemma dell'atto

"... debbo pensare
che se sottraggo al mio sangue
il diritto che gli diede
la legge umana e divina,
non agisco da cristiano;
Perché non v'è legge al mondo
che, per vietare a mio figlio
d'esser crudele e tiranno,
costringa me a diventarlo:
e se maltratto mio figlio
per impedirgli un delitto,
sono io che lo commetto."

Calderòn de la Barca
La vita è sogno - Atto primo 

Come agire? Secondo quanto letto non c'é possibilità di azione giusta per ogni aspetto. Ove si agisca, si commette un errore. Nel lasciare fare ed anche nell'impedire. Insomma, la condizione umana è l'errore. Scegliere quindi il minore dei mali perché il giusto, l'ottimo non è possibile. E' così?

Ci sono però le leggi umane e quelle divine che aiutano in questo dilemma, dell'agire o non agire. Ma possiamo dire che esistono due tipi di leggi? Le leggi umane in cosa differiscono da quelle divine? Forse le seconde sono leggi trasversali, di principio. Viceversa, le prime sono più specifiche, legate al singolo caso ed alla contingenza. Le seconde di ampio respiro, le prime di corta visuale.

Eppure, poiché sentite e avvertite e scritte dall'uomo, possiamo dire che entrambe sono umane. L'uomo d'altra parte ha del divino i  sé. Ma, allora, cosa c'entra nella prima parte della citazione esprimere un giudizio sul modo di agire? Perché tirare in ballo il concetto dell'essere cristiano.
Essere cristiano significa forse non sottrarre mai ad alcuno il diritto dato dall'uomo e da Dio? C'è - d'altra parte - modo e modo di sottrarre: il sottrarre nascondendo, togliendo, convincendo, impedendo, ecc ... 
Ora, se convinco che un'azione sia sbagliata, sottraggo forse il diritto di compierla? E se la impedisco impedendo l'azione fisicamente, sottraggo il diritto allo stesso modo? Ecco, sono due cose che sembrano diverse. La differenza è la violenza della seconda, rispetto al rispetto della prima.
Possiamo vedere come uno stesso risultato (il sottrarre un diritto) possa essere raggiunto con la violenza o con il rispetto. Vale a dire che il male e il bene possono sortire lo stesso effetto. Giusto? Cambiando il senso e l'ordine dei fattori, il risultato non cambia. Come una regola matematica. E non è forse parimenti vero che un'azione giusta può sortire un effetto negativo al pari di una cattiva azione? Quante volte si sbaglia volendo fare del bene ...

Quindi, non direi che Calderon de la Barca abbia centrato l'obiettivo con le parole del Re Basilio, se non quando gli fa dire:

       "Y asì, entre una y otra causa,                               "E cos', tra mille dubbi
         vacilante y discursivo,                                           esitante e timoroso,
         previne un remedio tal,                                         sono giunto a un compromesso
        que os suspendas los sentidos."                            che certo non vi aspettate"

Anticipa così una scelta (il compromesso) che gli pare giusta, quella di incoronare suo figlio a sua insaputa lasciandogli la libertà di essere ciò che crede: a) inaspettatamente giusto e buono, oppure 2) coerentemente ingiusto e tiranno, e così facendo, intervenire nel secondo caso per toglierlo dal trono e affidare lo stesso a due cugini in modo da consentire di fare giusto e sbagliare in contemporanea.

Ma anche queste tre scelte sono opinabili, forse perché ciò che è, per me non è per te e viceversa. Forse perché le leggi divine non ci aiutano in tutto o forse perché siamo noi ciechi e non le sappiamo vedere nel giusto modo. Il mondo e la vita sono un vorticoso ballo dove si sbaglia e si crede e si fa giusto e si dubita in un continuo senza fine, ma pur sempre illusi nella ricerca del bene.