Wednesday, November 12, 2014

Dipingevi finestre ... Kelly

Platani a Céret - Soutine - 1920
Perché dipingevi finestre?
Perché, mentre il tuo uomo dipingeva tele enormi (lui, così minuto),
tu fermavi su piccole tele delle finestre?
Viste da fuori e non dall'interno.

Perché dipingevi finestre?
Tu che parlavi così poco,
mentre il tuo uomo si espandeva nel mondo?
Perché fermavi la vita guardandola dall'esterno?

Un giorno mi diceste che avevate tagliato le radici.
Avevate venduto la casa dei genitori in Sicilia.
Vi fermavate a Milano.
Perché vivere senza più le proprie radici, vi dissi?

La casa a Milano era una necessità.
La casa in Sicilia, a Messina, era un lusso.
Le radici sono forse un lusso?
Dobbiamo forse lottare, ma mantenere questo lusso?

Cosa è più importante?
Le radici o la necessità?
Ed ora, le tue finestre dove sono?
Le ho viste una sola volta.

Ma stavi morendo e ti mancava l'aria.
E sulla parete al fianco del letto dove stavi,
ho visto una finestra, sulla tela.
Sguardo inquisitore verso l'interiorità di una vita che guardi.

Osservare la vita dall'esterno
è come guardare senza partecipare.
Senza essere coinvolti. Nel bene e nel male.
E' questo il senso del tuo gesto pittorico?

E' vero che, se sappiamo celare i nostri sentimenti
mutando la voce, girando lo sguardo, controllando i gesti,
questi sfuggono attraverso i nostri disegni.
Utilizzando un alfabeto simbolico che non riconosciamo.

E ci sfuggono.
Pronti ad essere interpretati da altre persone.
Attente più di noi
al valore dei simboli.


Le finestre ...

Chaim Soutine - Lady in Blue


Sunday, November 9, 2014

Il Bordone

Paris Bordone - La ninfa e il cacciatore
Il bordone è un termine musicale che si trova nel linguaggio degli organi. Si tratta di un effetto armnoico, monofonico che "accompagna" in continuo un'espressione musicale. Di fatto, una presenza assoluta e costante che accompagna tutto un brano, indipendentemente dalle variazioni dell'armonia.

Dicevo, lo si trova nel linguaggio degli organari e degli organisti. Dei tecnici e dei musicisti. Ma l'origine non è occidentale. Il termine "bordone" trova origine concettuale in Asia, nwll'India e poi in Europa ed anche nell'Africa. Insomma, culture differenti ma un "comune sentire" l'importanza di una nota continua che accompagna in modo non invadente ma ... permeante.
Soundtrack: J.S.Bach (1685-1750): Toccata & Fugue in F Major, BWV 540
Georges de La Tour - Cristo neonato
Dall'aspetto concettuale ad un elemento tecnico. Esistono strumenti musicali che fanno del "bordone" il loro modo di essere. E non si tratta solo degli organi (che sanno mantenere lunghissime note di presenza per tutto un brano, ma anche di strumenti più agevoli, come il sitar di cui esistono corde che suonano per simpatia e non in modo voluto dal musicista. Note che si evocano attraverso gli armonici delle altre e che quindi "seguono" con una presenza costante.

Ma anche le cornamuse che sostengono lunghe note su cui si librano le melodie e poi ancora le "is launeddas" della musica sarda, una sorta di cornamusa che usa il cavo orale come sacca di riserva di flusso d'aria, le zampogne, alcuni arciliuti che hanno corde che non possono modificare la nota che emettono e che vengono suonate per mantenere il "bordone". E poi ancora uno strumento affascinante come la ghironda.
Georges de la Tour - Suonatore di ghironda (particolare)
La ghironda è uno strumento che si suona modificando la nota di una corda attraverso la selezione con le dita di alcuni tasti. Questo crea l'armonia, mentre attraverso una manovella si fa girare una ruota che per frizione fa suonare una serie di corde che danno una sola nota, anzi un accordo. Su questo accordo, monofonico, si librano le note della corda "solista".
Soundtrack : "Le petit chien" - Diatonic accordeon + vielle à roue (ghironda)

Musica affascinante, arcaica, ipnotizzante e così vicina alla natura dell'uomo che è, si mutevole, ma pur con una nota continua che rappresenta il modo di essere di ciascuno di noi. Ci sono persone gioiose, altre malinconiche, alcune rabbiose ed altre pacifiche e così via. Ognuno instilla nei propri gesti del quotidiano, nel proprio sentire la vita contingente, il proprio essere che è come un "bordone". Ed è il bordone che connota ogni nostro modo di essere e di agire.
Georges de La Tour - La buona sorte
Possiamo educarci, trattenerci, modificare, attenuare, esaltare, sopire, modulare, nascondere, accentuare, infiorare questo nostro "bordone" ma lui sarà sempre lì, pronto a manifestarsi ed a farsi notare, anche solo attraverso sottili sfumature. D'altra parte, è proprio nelle sfumature che si da il tono, il colore alle proprie espressioni.

Questo non esalta l'ineluttabilità del proprio essere. L'educazione del "bordone" è sempre un atto doveroso, anche perché, come per la mente, il carattere può sempre essere affinato, mogliorato e portato alle migliori espressioni. Anzi, deve essere affinato e migliorato, altrimenti dovremmo tristemente pensare che, come si nasce, così si muore, senza progredire in nulla se non nell'acquisto di cose materiali e pertanto vane e caduche.
Soundtrack: Bordone cattedrale Saint Denis - Ile de France 


Andrei Tarkovsky - Andrej Rublëv (1966)
E il bordone è anche il bastone del pellegrino (bourdon du pélerin)che lo accompagna, sostiene, guida durante il cammino verso l'illuminazione, verso la meta finale. Un qualcosa sempre che accompagna la persona nel suo percorso di esistenza verso il compimento e, infine, bnordone è anche la campana grave delle cattedrali che guida le altre e comunica accompagnando la vita delle persone che raggiunge.

Amare il proprio "bordone" dovrebbe significare amare le sue potenzialità espressive e non cementare una condizione grezza e solo futuribile. Una voce predisposta dovrebbe essere educata ad esprimersi e così sono sia la nostra mente, il nostro corpo che il nostro carattere di base, il "bordone", ciò a cui tendiamo in modo incosciente.
Coppo di Marcovaldo - Madonna del Bordone
Soundtrack: Vyacheslav Ovchinnikov - Cononna sonora di Andrej Rublëv

Friday, November 7, 2014

Teenage Depression

Teenage Depression - Eddie and the Hot Rods
 
Well I'm spending all my money and its going up my nose
My Daddy's found me out and he's tearing up my clothes
My probation man says you know you ought to quit
I said now don't you hang me up now with none of that shit

I got the teenage depression, that's what I'm talking 'bout
If you don't know what I mean then you better look out, look out!

Same thing every day, well I can't get out of bed
Too many questions are confusing up my head
I can't stand the thought of another day at school
But I know the weekend's coming so I gotta keep my cool

I got the teenage depression, that's what I'm talking 'bout
If you don't know what I mean then you better look out, look out!

It really makes me mad when they always ask me why
That I never comb my hair and I never wear a tie
School teacher bugging me it's the same old thing
Get out of my way I need another shot of gin

I got the teenage depression, that's what I'm talking 'bout
If you don't know what I mean then you better look out, look out!

Got the teenage depression, it's becoming an obsession.

I got the teenage depression, that's what I'm talking 'bout
If you don't know what I mean then you better look out, look out!
Soundtrack: Eddie And The Hot Rods - Teenage Depression. (1976)

Wednesday, November 5, 2014

Abbiamo bisogno di dormire

Cos'è il sonno? Questa notte mi sono soffermato vedendo una persona, impegnata in un lavoro notturno, che si era appisolata. La notte era tranquilla. Non c'era alcuna urgenza da risolvere e quindi era possibile riposare un poco. Ma cosa, in noi, chiede di riposare?

Il corpo? La mente? E chi di più ha bisogno del riposo? Il muscolo o il cervello? O sono tra loro collegati nel senso che uno non può fare a meno dell'altro? Abbiamo tanti esempi di persone che hanno piegato il corpo alla volontà della mente. Abbiamo altri che hanno fatto l'opposto.

OZ 22 (July 69) Mickey Mouse/ Smiling Moon cover
In generale, quando prevale la mente l'esempio è positivo o almeno fino a quando non si invoca la follia); viceversa, quando è il corpo a prevalere sulla mente, l'esempio è negativo. Oggi però siamo in un momento culturale di "culto del corpo" a discapito - spesso - della mente.

Quante volte abbiamo letto nei romanzi di una febbricitante ossessione che piegava le deboli membra alla volontà, alla sete di sapere, di conoscere, di imparare. Oggi succede? A onore del vero, anche quando ero studente, questo succedeva? Ora mi batto il cspo al pensiero di quanto fossi stupido a trascurare lo studio per il quale - ora - rubo tempo al sonno, invece di riposare.

Edward Hopper - Nighthawks - 1942
Ecco, torniamo al riposo. una volta, diversi anni fa riuscivo a trascorrere 2-3 notti in bianco a studiare prima di sentire la stanchezza e dovermi fermare. Oggi, una notte in bianco richiede almeno 2 giorni di riposo (o quantomeno di recuperi di sonno). Quindi si potrebbe dire che il sonno è condizionato dalla resistenza fisica.

E' però altrettanto vero che se la mente non si ferma si può suoperare la stanchezza fisica, anzi non la si sente neppure. Ciò che guida è la "motivazione". Dal punto di vista fisico, la stanchezza deriva sia dall'accumulo di metaboliti "tossici" che richiedono tempo per essere eliminati ma anche dall'esaurimento delle sostanze che nutrono sia i neuroni del cervello che i muscoli del corpo.
Quindi, è vero che esiste una stanchezza da esaurimento ma è altrettanto vero che l'esaurimento può derivare da condizioni non correlate sempre al consumo. Può esserci un difetto di "alimentazione" e un difetto di sintesi dei "carburanti specifici". Il depresso è stanco anche se non fa nulla. La sua mente è stanca eppure non è sottoposta a carichi di lavoro intensi. Il desiderio di sonno è molto forte e l'ipersonnia è espressione anche di depressione.

La "mania" è invece inesauribile energia che prosegue fino all'esaurimento strenuo e pesantissimo. Così è anche il risultato di un impegno pressante e prolungato, sfibrante. Alla fine, raggiunta senza sentire fatica, si rpova lo sfinimento. Gioioso, con la sensazione del "meritato" ma pur sempre sfibrante e annullante. Il corpo cede. La mente ride e lui chiede di staccare e il sonno.
Marconi Union
Mi rimane negli occhi quella figura esile di lavoratrice che si stende sulla sedia della scrivania e ruba qualche minuto di sonno all'attività "attiva". Ha ceduto e si è concessa. Fragile, inerme corpo di fronte alla realtà che la circonda e che può travolgerla da un istante all'altro. Mentre dorme.

Soundtrack: Criolo with friends - A Take Away Show in Brazil

Monday, November 3, 2014

You can get it if you really want

E' il titolo di un canzone famosa di Jimmy Cliff in stile giamaicano. L'autore è però Desmond Dekker. Un reggae veloce ma intenso. Faceva parte di una colonna sonora di un film strano che si recupera da YouTube: The harder they come. Film sulla nascita e sulla caduta di un piccolo fuorilegge giamaicano.

"You Can Get It If You Really Want"

You can get it if you really want
You can get it if you really want
You can get it if you really want
But you must try, try and try, try and try
You'll succeed at last

Persecution you must fear
Win or lose you got to get your share
You've got your mind set on a dream
You can get it though hard it may seem now

You can get it if you really want
You can get it if you really want
You can get it if you really want
But you must try, try and try, try and try
You'll succeed at last

I know it - listen

Rome was not built in a day
Opposition will come your way
But the hotter the battle you see
Is the sweeter the victory now

You can get it if you really want
You can get it if you really want
You can get it if you really want
But you must try, try and try, try and try
You'll succeed at last

Questa è la storia. Un frammento che salta fuori dall'avere trovato un concerto di Desmond Dekker che, come al solito, è travolgente nella sua intensità artistica. Reggae e Ska. Questo mi ha fatto riflettere sulla professionalità che rende totalmente spontanei e quindi dotati di una forza enorme, naturale, quando si affronta una prova. Che ci fa essere parte perfettamente inserita nel contesto.

Capita talvolta di trovarsi "fuori luogo", "fuori tempo" e quindi pieni di dubbi sulle nostre capacità e uscite. Gesti e parole, così come tempi di intervento risultano sbagliati o non perfettamente sincronizzati con l'ambiente e le persone, Di fatto, il risultato è di stonature e gli sforzi per vincere questa situazione emergono come "affettati", non naturali, forzati.

Eppure, in situazioni analoghe ci siamo visti meravigliosamente spigliati e naturali e sempre "in ritmo" al punto da dominare tutto e tutti (in senso positivo). Perché non si è sempre così? Capita a tutti. Solo che alcuni riescono a vincere l'empasse e riemergono subito. Questo è frutto di risorsa ma anche di determinazione e di grande professionalità.

Un artista non può essere sempre "al massimo" ma recupera quelle risorse dalla professione che serviranno a tornare all'altezza delle aspettative. Un professionista recupera analogamente con l'esperienza e le conoscenze ma quello che si deve mostrare è la naturalezza del comportamento.

Satiro danzante - IV secolo a.C (?)
Tutto deve essere fluido, non forzato. Come la corsa di un atleta con ogni movimento inserito nel precedente e proiettato nel successivo. Passo dopo passo, nella corsa non si deve notare la frammentazione di ogni songolo movimento. Si deve solo avere la percezione della naturale continuità. Armonica.

Così dobbiamo essere noi. Armonici. E sempre, noi stessi.
Soundtrack: Desmond Dekker - Greatest Hits Live In Concert


Thursday, October 30, 2014

Ricordo di avere conosciuto un assassino ...

Il ricordo si perde veramente negli anni. Dovevo averne 15 o 16, allora. Frequentavo un liceo ed eravamo veramente tanti al punto che le sezioni, classicamente comprese tra la A e la F, si erano dovute estendere fino alla M. Io facevo parte della "C" ma avevo una simpatia per una coetanea della sezione "M" e quindi frequentavo anche i suoi compagni.

Tra questi ce n'era uno che aveva lo sguardo schivo. Era alto e vestito con una certa tendenza alla moda. Una moda che allora si orientava con una simpatia per i partiti della destra. Loden, cappello kangol, scarpe a punta e, per le ragazze, l'immancabile borsa di Bonera. Noi invece, jeans, basco, montgomery oppure eskimo.
Ma con lui non esisteva alcun attrito. Anzi gli ero simpatico. Parlava di musica. Discorsi superficiali. Sguardo sottile e sorriso con labbra altrettanto sottile e la sigaretta sempre presente. Non andava bene a scuola. Non studiava. Aveva evidentemente altri interessi.

Nulla di più. Un pomeriggio, mentre attraversavo la strada, ero vicino a casa, ved un'automobile svoltare e lui che sporge il braccio ed il viso dal finestrino del posto dietro il guidatore. Mi saluta. Lo solauto. Sorridente lui, con la sigaretta tra le labbra.

Questo è il ricordo di lui. L'immagine che mi è rimasta nella memoria. Era iniziato il secondo anno e lui, verosimilmente bocciato, non si era più ripresentato. Stop. Fine dei ricordi. Salvo il fatto che poi avremmo letto che, insieme ad un altro, lui aveva ucciso una sua coetanea per la quale avevano poi chiesto un riscatto.
Unknown - by Charles Gates Sheldon
Avevano premeditato di ucciderla e poi chiedere il riscatto. Avevano finto di essere gli amici affranti per l'accaduto e di vivere gli attimi della sparizione insieme ai genitori di lei. L'avevano uccisa subito, invece. Ma erano stati smascherati subito. Avevano confessato. Il tiro a segno in una discarica. Il tribunale aveva condannato all'ergastolo.

Ecco, ricordo quel saluto fatto da un auto in curva. Ecco, ricordo un fatto di cronaca atroce. Ho conosciuto un assassino. Ma era come tutti noi. Cosa si nasconde in noi? Cosa fa venire fuori la belva?

Metropolis
Soundtrack:  Mark Lanegan - The Beast In Me

Wednesday, October 29, 2014

Cultura borgherese

Jean Luc Cornec - telephone sheep
In un'intervista, Pierpaolo Pasolini alla domanda relativa a chi amasse maggiormente rispese che erano "le persone che avevano fatto a malapena la prima elementare ... perché non erano ancora corrotte dalla cultura borghese."

Si tratta di un concetto dove la parola cultura significa semplicemente il risultato della scuola. E dove l'aggettivo "borghese" indica semplicemente l'insieme dei valori borghesi fatti di perbenismo formale ma non concettuale, fatti di principi di proprietà e di conquista e non di condivisione.

La corruzione intesa come conseguenza della culturalizzazione diversa da quella propria, innata e naturale è un concetto sicuramente suggestivo perché si scontra con il percorso della culturalizzazione in sè.
André Breton at a Dada festival in Paris, March 27, 1920, wearing a slogan by Francis Picabia
Conoscere e fare propri elementi conoscitivi originariamente estranei implica necessariamente un processo di cambiamento, di modifica e quindi, se si vuole, di corruzione di uno stato originale. Si acquisisce un po', rischiando di perdere quanto si poteva possedere.

Ma non è sempre così. Se si parte dal presupposto che la cultura ha insiti caratteri di sopraffazione dell'originario, allora è così. Se viceversa l'acculturazione prevede l'inserimento di nuovi orizzonti concettuali nel substrato di base, allora le cose non stanno come si diceva.
Helen Frankenthaler sitting amidst her art in her studio, new york, 1956
E, d'altra parte, nelle parole di Pasolini si fa riferimento ad un tipo di cultura, di scolarizzazione che intende sopraffare le conoscenze originarie, i pensieri naturali e le percezioni istintive, sostituendo il tutto con una nota comune correlata al concetto di società borghese.

Insomma, cultura si, ma con note implementanti e di stimolo a crescere e ad ampliare gli orizzonti. E, viceversa, NO ad una cultura che castra l'individuo e ne limita gli orizzonti. Oggi, la cultura borghese non esiste più. Domina una "cultura" del consumismo e dell'apparenza e della furbizia.
Henry Lamb - Fair reader- 1947
Vanitas vanitatum et omnia vanitas. (Ecclesiaste 1,2)

Soundtrack: Claudio Lolli - Borghesia (1972)

Monday, October 27, 2014

PUNK !

« Essere punk vuol dire essere un fottuto figlio di puttana, uno che ha fatto del marciapiede il suo regno, un figlio maledetto di una patria giubilata dalla vergogna della Monarchia, senza avvenire e con la voglia di rompere il muso al suo caritatevole prossimo. » (Johnny Rotten)

Nel 1976, all'interno della canzone 'God Save the Queen' dei Sex Pistols si pronunciava l'inno-filosofia punk "NO FUTURE". Figlia di una noia esistenziale di giovani della middle-class che non si sentivano artisti ma che si producevano in performances artistiche.

Attitudine pessomista priva di fondamento esistenziale filosofico e priva di qualsiasi orientamento politico. D'altra parte, il nulla genera il nulla e la fede politica invece guarda al futuro. Infatti, nella fede punk si trova confusione e momentaneità. Nulla di prospettico. Tutto voluto, nulla di causale.

Affascinanti nel desiderio narcisistico fino all'autodistruzione ed alla provocazione afinalistica in quanto tale ed autoreferenziante con un piacere edonistico del sè provocatore. Isolati per scelta e con desiderio di isolarsi ma di essere desiderati. Di essere in qualche modo riconosciuti. Diversi ma riconosciuti.

Estetica anarchica ma al tempo stesso inquadrata in canoni orientativi anche rigidi. Una sorta di uniforme che vale la tessera per essere accettati dal gruppo. Ma, d'altra parte, l'elemento iconoclastico e violento e trasgressivo secondo codici definiti non è forse comune essenza di qualsiasi movimento nelle fasi iniziali in cui reclama la propria esistenza riconosciuta?

L'elemento successivo è quello che in genere connota la validità di movimento produttore di un qualcosa, siano essi persone, adepti, followers oppure anche opere che segnano un momento espressivo in grado di mantenersi nel tempo come simbolo di un qualcosa. Come testimonianza di una fase esistenziale/filosofica/culturale.

Non so e non riesco a vedere cose che siano riuscite a mantenersi ed a proseguire. Bruciati nella fase di espressione e seguiti da evoluzioni individualistiche e non di gruppo, di ideologia. Forse perché questa era troppo frammentata? Forse perché non esisteva?

Ma anche questo è sbagliato. Se stiamo parlandone significa che qualcosa hanno detto. Ed in effetti è così. Nulla è proprio il nulla in quanto anche il nunna ha una sua dimensione, espressione e valenza momentanea e futura. Il nulla può insegnare. Quantomeno può fare riflettere.

Chi ne sono gli eredi? Oggi?

Soundtrack: Punk mix

Friday, October 24, 2014

Sognando e sognando ...

Sognando e sognando ... qualcosa alla fine si realizza.
(Andrea Parodi)

Dansa in su èntu 'e tramuntana,
dansa umpare a mie.
Dansa in su mare 'e s'avventura,
dansa in custa die.

Astrolicamus dae supra de custa altura,
narami de sa fortuna.

Bola in su 'entu 'e s'ingiustissia,
bola umpare a mie.
Bola in su mare 'e s'indifferentzia,
bola in custa die.

Astrolicamus chirchende su venidore,
narami de custu amore. 


Nois, sos ammentos
nois, sos trabentos
nois, che sirbones isperdidos
in su ludu, nois
tue e deo sutt'e una ferula,
ube naschet sa chintula.

Dansa in s'annu duamiza, fiza
dansa umpare a chie?
Dansa in su chelu chi t'assimizat,
fortzis umpare a mie.
Bola in su mundu 'e sas tempestas,
bola in sas enas,
beni chi astrolicamus!


Nois, sos ammentos
nois, sos trabentos
nois, che sirbones isperdidos
in su ludu, nois
tue e deo sutt'e una ferula
ube naschet sa chintula. 


Astrolicamus dae supra de custa altura,
narami de sa fortuna

dae supra de custa altura, 

nois astrolicamus

Soundtrack: Astrolicamus (Live - Tazenda e Andrea Parodi)

Danza nel vento di tramontana
Danza insieme a me
Danza nel mare dell’avventura
Danza in questo giorno

Astrologhiamo da sopra quest’altura
Parlami della fortuna

Vola nel vento dell’ingiustizia
Vola insieme a me
Vola nel mare dell’indifferenza
Vola in questo giorno

Astrologhiamo cercando il futuro
Parlami di questo amore

Noi, i ricordi
Noi, le cadute
Noi, come cinghiali dispersi
Nel fango, noi
Tu ed io sotto una ferula
Dove nasce l’arcobaleno

Danza nell’anno duemila, figlia
Danza insieme a chi?
Danza nel cielo che ti assomiglia
Forse insieme a me
Vola nel mondo delle tempeste
Vola nelle pianure
Vieni che astrologhiamo!

Noi, i ricordi
Noi, le cadute
Noi, come cinghiali dispersi
Nel fango, noi
Tu ed io sotto una ferula
Dove nasce l’arcobaleno

Astrologhiamo
Astrologhiamo da sopra quest’altura
Da sopra quest’altura
Noi astrologhiamo
Soundtrack:  Andrea Parodi - Intimi Raccolti  (live)

Wednesday, October 22, 2014

La nostra felicità è nel vivere insieme

Oggi ho conosciuto una persona che è rimasta sola da pochi mesi. Dopo tanti decenni di vita con il proprio sposo, lui l'ha lasciata. Anziano, era pesantemente colpito da disabilità, aveva avuto bisogno del sostegno di lei ma, alla fine, non aveva potuto nulla contro il suo destino di uomo ed aveva affrontato l'ultimo viaggio al termine della propria esistenza.

Lei ora è sola. Senza di lui e senza il suo impegno nell'aiutarlo nella disabilità. Sola senza poterlo più accudire. Sola e senza più altro scopo. Senza quella occupazione quotidiana che l'aveva assorbita per almeno dieci anni. Assorbita con gioia e rassegnazione.

Ora la accompagna una vicina che si è presa cura di Lei. Sembra disorientata. Ricorda vaghe cose e fatica a rispondere quanti anni ha. La conoscevo come sempre indaffarata. Ora è li, fragile, con lo sguardo un po' meravigliato verso un mondo che sembra non conoscere più. Si guarda intorno come alla ricerca di risposte a domande che non trovano voce.

Ci si domanda se, vista l'età, questo possa essere un segno di decadimento cognitivo, di demenza. E' il primo pensiero che affianca la preoccupazione di trovare una soluzione per garantirle una vita accettabile, visto che vuole vivere da sola. Parenti? Nulla. Cosa fare e, ricordando com'era anche solo pochi mesi prima del lutto, cosa aspettarci? Nel desiderio di rispettarla.

Leggendo qua e là su internet, saltano fuori i risultati di uno studio su 4370 persone che sono state valutate come coppia nel 1978 e poi rivalutate nel 2002-6. Conforta il rendersi conto che la perdita del coniuge, del partner, non espone al rischio di demenza ma colpisce come il lutto del compagno provochi un marcato deterioramento delle funzioni cognitive per circa 2 anni. Poi, si assiste ad una ripresa. Temporanea. Ma solo per le donne. Gli uomini procedono nel corso del progressivo deterioramento. Infine, i figli proteggono dal declino cognitivo.
Siamo quindi esseri viventi con un'esigenza sociale che è fondamentale. Attualmente si tende a pensare ai vantaggi dell'essere single, ma è così? La maggiore disponibilità economica, o meglio, la maggiore libertà di potere spendere come si vuole e la maggiore libertà di disporre del proprio tempo sono effettivamente degli indicatori di maggiore benessere? O sono surrogati?

Condividere vita e comodità e disagi sono forse più importanti. Perché implica una necessità di dialogo continuo che richiede di sforzarsi anche quando non se ne ha voglia. E questo sforzarsi stimola sempre e fa crescere e mantiene. Il silenzio, oltre alla riflessione, porta il sonno, l'addormentamento.

Soundtrack:  Pierangelo Bertoli e Tazenda - Spunta la luna dal monte - Live

Sunday, October 19, 2014

Nessuno prenda le difese altrui ...

Nel nome della rosa
Capitolo LXIX della "Regola di San Benedetto":

"In monastero bisogna evitare assolutamente che per qulsiasi motivo un monaco presuma difendere o farsi quasi protettore di un altro, siano pure congiunti in un qualsiasi grado di parentela.

I monaci non se lo devono permettere in nessun modo, perché ne può nascere una gravissima occasione di scandali.

Se qualcuno mancherà in questo, sia punito severamente."

La regola suscita antitechiche sensazioni, tra loro nettamente contrastanti.
Mystic Path - Santiago Rusiñol
L'una è in linea con la necessità, in una comunità,. che si mantenga l'unità sopra ogni cosa e che quindi vi sia fiducia innegabile e innegata nelle regole e nei superiori al punto da non ammettere possibilità di deroga o discussione, di individualismo e di giudizio alternativo a quello comune.

L'altra è nei confronti della logica dell'ipocrisia e della convenienza. Cioè nei riguardi del pensiero utilitaristico e quindi in una dimensione di sacrificio del singolo (indipendentemente dalla giustezza delle idee) a favore della opportunità.

Se si legge bene la "regola" ci si rende conto che deriva dalla trascendenza del pensiero e del comportamento e che quindi, poiché il riferimento di principio e di fine è Dio, non può esistere idea differente e quindi, chi sbaglia o è accusato è indifendibile in qianto trasgredisce la regola della trascendenza.

Huang Yong Ping (b. 1954 in Xiamen, Fujian province, China) - Wu Zei, 2010.  A 25 meters wide Octopus from the exhibition Mediterranean Sea at Monaco’s Oceanographic museum
Chi obietta si infila in un percorso di immanenza e quindi va contro la trascendenza e quindi è nel torto. Questa è la regola. D'altra parte, analoga regola vige in marina. L'ordine del comandante non si discute. non si obietta, non entra in alcun modo in discussione. E nessuno si deve schierare diversamente da quanto detto dal comandante. L'anarchia non è ammissibile in una condizione dove la non unicità di intenti può essere foriera di rischio per tutta la nave.

Ecco, dunque, la regola benedettina viene ricalcata in marina e così pure nell'esercito, ecc ... anche in politica (almeno una volta, quando i sostenitori del governo esternavano sempre la stessa versione senza alcuna interpretazione personale che non fosse stata precedentemente concordata) perché segue la logica dell'univicità e dell'unità che sono sempre espressione, almeno formale, di forza.

Nora Gregor - La regle du jeu - Jean Renoir (1939)
Non so. Sono troppo legato al rispetto per le idee e per le persone. Non riesco ad accettare regole così particolari, anche se io stesso mi sono trovato a seguire logiche di convenienza per cui, anche se non del tutto e su tutto allineato, era necessario fare un gioco di squadra (e su questo bisogno concordavo).

Ecco che bisogna sempre fare distinguo su distinguo. Anche se un comportamento unico e condiviso (in linea generale e di massima) è oggettivamente necessario. Però sul concetto del "non difendere o farsi protettore di un altro" ... questa è decisamente difficile da concordare ...

Les amants du Pont-Neuf - Leos Carax (1991)
Soundtrack: No Doubt - Don't Speak