Tuesday, May 3, 2016

Partenza e Intuizione, come Petrarca.

Jeffrey T. Larson - Carnival - 2013
Rebecca stava mettendosi il rossetto e si osservava allo specchio. Bruna, con i capelli raccolti sulla nuca e due cioche che scendevano lungo il viso. Occhi scurissimi come due more e un naso che le dava un'espressione dolce ma intelligente. Il rossetto era a metà tra il rosso e il fucsia come solo le buganville sanno dare ai propri fiori-foglie.

Si osservava e pensava agli impegni della giornata. Incontri, riunioni e, molto probabilmente, un aperitivo o una cena. Il senso dell'abbandono all'agenda già predisposta e definita la poneva in uno stato di noia consapevole. Di fatto sognava già quello che avrebbe fatto tre giorni dopo. Un paio di shorts sfilacciati, una camicia di flanella a quadri, modello boscaiolo, e uno zainetto. Poi, via!



W. T. Benda
Aveva in mente un progetto che le aveva suggerito addirittura il Petrarca, in un giorno di aprile del 1336. Un progetto che si rifaceva al disagio nei confronti dell'Hic et Nunc. Perché nulla è mai così perfetto in un luogo e in un solo istante della nostra vita da non risutare 'odioso' a paragone di un altro luogo, di un altro tempo.

Aveva forse quel sentimento che chiamano 'horror vacui'? Derivava questo fin dai primi anni del liceo, quando aveva studiato Aristotele, secondo cui 'natura abhorret a vacuo' e da allora era sempre stata animata da un sacro furore di riempire la vita di luoghi ed esperienze, venendo definita dalle altre persone come 'irrequieta', 'immatura ed instabile'.
 Rick Amor - A town by the sea (looking back) - 1990
Eppure, Rebecca sentiva la propria stabilità come una condizione del tutto solida in cui sapeva che, generalmente, era in grado di bastare a se stessa e voleva essere così. Saltuariamente, ma si trattava essenzialmente di occasioni momentanee, forse più legate a standard sociali e comportamentali, sentiva una sottile solitudine ma che, in fondo, non le era proprio dolorosa o insopportabile.

I suoi occhi scuri erano sempre alla ricerca della particolarità delle cose, a differenza della media delle persone che notava le somiglianze. E questo riguardava sia le cose, i luoghi che le persone. 'Fame di conoscere' chiamava questa sua natura e questo pensiero, oggi, la faceva sorridere. E aveva anche riflettuto e concluso che questa ricerca della particolarità non era poi sempre reale oppure oggettiva.
Pierre Bonnard - Nu à la fenêtre - ca 1922
Poteva trattarsi di una sensazione irreale, intima e/o immaginaria che attribuiva al reale. In questo, aveva letto in un saggio in occasione di un suo sfortunato incontro con un giovane professore di letteratura latina, sentiva una forte affinità con il Petrarca perché si era resa spesso conto di vivere in un luogo intimo, psichico. Anche lei, come Lui, inseguiva dunque un 'luogo assoluto' e 'ultraterreno'?

Ora si stava passando il mascara sulle ciglia per rendere completo il trucco dopo l'applicazione del fard che le aveva illuminato il viso. Era quasi pronta. mancava solo il vestino e le scarpe. Un passaggio nella cabina armadio per scegliere l'uno e le altre, in abbinamento, e poi sarebbe uscita.
Norman Rockwell - The problem we all live with (1963-1964)
La casa era silenziosa come di solito succede alle case al mattino, sempreché non ci siano bambini. Luci sommesse perché le persiane erano rimaste chiuse dalla sera. Solo la camera da letto e il bagno erano in pieno sole con le finestre aperte. La signora che l'aiutava nel tenere in ordine la casa sarebbe arrivata di lì ad un'ora. Rebecca era pronta. Chiavi di casa in mano e, insieme al portadocumenti, la borsetta di vernice scura con il sensore dell'auto al proprio interno.

In macchina rifletteva ancora sul programma della partenza. 'La bellezza del mondo è l'ultima delle bellezze'. Cioè, l'ultima cosa è quella più bella. Mai lo sguardo al passato e mai il rimpianto. Mentre lanciava un rapido sgurdo nello specchietto retrovisore le erano venuti in mente gli occhi blu di Simone. Era stata bene con lui ma era durata poco. Ora era di nuovo sola.
He Jiaying
Ma non avvertiva solitudine. Aveva trasformato la fine della relazione, dovuta a modi diversi di concepire l'esistenza (lui programmatico, lei priva di desiderio pianificatore), in una riconquista della libertà. Per questo, dopo il pensiero velocissimo ai suoi occhi blu, Rebecca era ritornata 'alla prossima gita.' Si sarebbe incontrata con Dario ma solo in cima al percorso di montagna.

'Monte Ventoso' era la meta e il nome era tutto un programma. La sola altezza da raggiungere era già il significato di quell'ascesa. L'idea dell'altezza in sè, l'idea della vetta. Avevano assunto per lei un significato quasi 'morale'. Una necessità interiore, quella di ascendere, di salire scavalcando il mondo attuale e lasciandolo alle spalle.
Maurice Prendergast - Dieppe - 1892-1894
E continuava a riflettere mentre guidava. Si accorgeva che attribuiva un senso al salire in sè oltre la china delmonte. Lo avvertiva come un modo figurato di superare i propri difetti, il passato e raggiungere un luogo da cui osservare a perdita d'occhio il resto del mondo, giù, in basso, cupo, lontano, piccolo. Si stava rendendo conto che quella gita era diventatat una sorta di metafora a cui tendere nei giorni antecedenti la partenza e su cui riflettere in quelli successivi al ritorno.

Non porterà alcuna macchina fotografica nè scatterà istantanee con il telefonino. Sarà un viaggio interiore, intimissimo, tormentoso in alcuni momenti ma necesario e raggiante. Metafora del senso del tutto. Del cammino della vita ... con gli stacoli e le conquiste. Con il senso del tempo a disposizione e anche del tempo ormai consumato. Dario l'avrebbe accompagnata ma solo con il ruolo di esperto di montagna e boschi e quindi di elemento di sicurezza. La cosa era chiara. Nessun coinvolgimento di altro tipo.
Jane Graverol - Jeune femme assise -1927
Si sentiva soddisfatta e forte di questi pensieri e di questo progetto a cui non attribuiva al momento (non voleva) alcun significato prospettico. Sarebbe rimasto là, per ora, a distanza di pochi giorni. Poi avrebbe riflettuto sull'esperienza. In questo momento aveva di fronte le ore noiose di una giornata programmata di lavoro e contatti.

Di tanto in tanto, sia oggi che domani e dopo, sarebbe mentalmente salita al monte con la fantasia e il desiderio ma solo per brevi momenti. L'avrebbe fatto spontaneamente quando avrebbe avuto bisogno di riprendere ossigeno dalla noia del momento, delle cose e delle persone. Era arrivata al lavoro, aveva posteggiato l'auto e, come a volte succede, non si era resa conto di avere guidato. Era stato un insieme di gesti automatici mentre il suo pensiero era stato altrove.
Jeffrey T. Larson
Soundtrack:  Prince - Motherless Child (live)

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