Tuesday, September 17, 2013

Cléo de 5 à 7 - Apologia di un film o il gioco dello specchio



Film del 1962, diretto da Angés Varda, racconta la vita di una cantante di musica leggera, Florence "Cléo" Victoire, dalle ore 5 alle ore 7 del pomeriggio del 22 giugno. Si tratta di due ore di vita scandite dal pensiero del risultato di un esame medico al quale Cléo si è sottoposta nel sospetto di un tumore maligno. Cléo vive le ore nell’attesa di quell’esito che è previsto per le 6.30.





La vita intorno è trasparente, scorre da sola e sfiora solamente Cléo. Il suo pensiero è altrove.
Girato in diretta, con la cinepresa che filma Cléo mentre è in mezzo alla gente, la pellicola inquadra Cléo attraverso le vetrine e riflessa da specchi. 


Cléo stessa si specchia/si riflette in una gestualità che è frequente ed ossessiva. Auto-ossessiva.







Il tema della vita, del significato della stessa, della morte, della caducità delle cose. Temi esistenzialisti. I valori materiali che perdono di significato di fronte alla necessità/obbligo di rispondere al dubbio esistenziale. 



La solitudine che ammanta ogni sensazione, appiattendola e dilagando nei rapporti tra le persone. 

La bellezza messa di fronte al suo significato di involucro apparentemente splendido che può nascondere una malattia incurabile.





 Numerose le comparse famose (cameo) con Jan-Luc Godard, Anna Karina, Eddie Constantine e lo stesso Michel Legrand che ha firmato le musiche del film.


Soundtrack: Sans Toi

90 minuti è il tempo che separa Cléo dall'inizio del film al momento in cui le sarà comunicato l'esito della biopsia e 89 minuti è la durata del film.

L'orologio di Cléo batte al tempo di quello del film, e viceversa e quindi ogni gesto e ogni pausa ha una durata reale. Questo è il tocco di eleganza ulteriore.




Il respiro di Cléo si mescola a quello dello spettatore e, idealmente, anche il suo cuore batte alla stessa frequenza.
Illusione di un contatto, dettata dall'assoluto bisogno di non essere totalmente sola di fronte al sipario che si solleva.

Questo il significato dell'incontro cercato con il giovane soldato.
 






Un incontro dell'occasione dove questa non è passione o desiderio, bensì solo necessità di sentire un corpo vicino, un respiro accanto e uno sguardo in cui specchiarsi. Pur senza dividere alcunché.





 




Tatto, sensibilità ed eleganza. Il bianco e nero trionfa sul colore, lasciando allo spettatore il ruolo/compito di completare le atmosfere con la sua sensibilità ed esperienza e fantasia.








Le film: Cléo de 5 à 7


Agnès Varda

Soundtrack: Mad World - Gary Jules

fin

Monday, September 16, 2013

Cambodia

Qualche anno fa la Cambogia è entrata indissolubilmente nella nostra sfera vitale.
Gli sguardi, i colori, le espressioni, le musiche, i disastri passati e presenti e gli odori e sapori.
Ed anche la memoria e la nostalgia, miste al desiderio di fare, di mettersi a disposizione.






Prima era pressoché solo questo: Kim Wilde-Cambodia

Sunday, September 15, 2013

Il senso di giustizia e l'equilibrio

Spesso ci si scontra con sentimenti di rancore che appaiono generati da azioni o condizioni ritenute ingiuste. E ci si domanda se il fondamento di questi sentimenti sia giusto o meno. Se, di fatto, ingiustizia ci sia, oppure se il percepito sia sbagliato.

Delusione, tristezza, senso di solitudine che derivano dal confronto con altri. Non invidia, bensì sensazione di non giustizia, dicevamo. Una giustizia attribuita ad altri e non a noi. Una pietà nei confronti della nostra virtù che non viene riconosciuta e un senso di mancata giustizia per non essere i beneficiari di quella stessa che è stata attribuita ad altri.

Quanto siamo obiettivi nella nostra soggettività?
Quanto sappiamo essere forti nella nostra debolezza?
Quanto sappiamo resistere nella nostra fragilità?

Chi non ha ricevuto guarda chi ha ricevuto e si domanda perchè a lui no e all'altro si. Può essere la vita solo umiliazione? Per alcuni si.

Soundtrack: Philippe Jaroussky - Vedro con mio diletto

Pensiamo agli immigrati che lasciano tutto (un tutto che non è nulla rispetto a quello che vorrebbero avere, immigrando) e partono da zero. Anzi da un livello che è meno di zero e, poi, vedono dare opportunità ad altri, venendone esclusi. Ed oggi, le opportunità si lesinano anche a chi vive in un paese dove è nato.

Si tratta di un sentimento, questo, che può essere assimilato all'esclusione. Avere un tesoro, un gioiello bellissimo, una dote unica ed essere ignorati. Non essere riusciti a fare riconoscere questo valore da alcuno. Perché? Altri sono stati riconosciuti. Perché?

E' giusto parlare di "sorte"? Di un qualcosa che non dipende da noi? Non è forse un mascherare, un non volere neppure ipotizzare la possibilità di un nostro difetto?

 Se di sorte si tratta, si accettano quindi l'imponderabile e il bizzarro come giudici del nostro essere e delle nostre azioni.

Soundtrack: Philippe Jaroussky with L'Arpeggiata and Christina Pluhar: Monteverdi "Si dolce"

Orazio Gentileschi - Suonatrice di liuto
Qui entriamo nel merito del concetto di giustizia e ingiustizia ricevute. Ma siamo obiettivi?
E il problema nasce perciò non dall'evento che ha generato il tutto ma dalla mancanza di obiettività.

L'essere obiettivi ci permette di distinguere ciò che vale da ciò che non vale in noi. E ci offre quindi l'occasione di prendere la forza di reagire migliorandoci, se siamo in difetto, e di agire con forza se abbiamo ragione.

Forse l'obiettività deriva anche dal distacco con cui guardiamo alle cose. Il non desiderare in eccesso qualcosa ci permette di misurare i nostri sentimenti e le nostre azioni, commisurandoli all'obiettivo finale. Allora, l'obiettività diventa equilibrio e quindi è questo il punto centrale.


E l'equilibrio può essere una dote, ma più spesso si tratta di una disciplina a cui ci si educa e a cui si deve educare. Un segreto per la felicità.
Caravaggio - Il suonatore di liuto

Soundtrack: Lascia ch'io pianga (Handel)




Wednesday, September 11, 2013

A cosa serve avere le mani pulite se si tengono in tasca

Don Lorenzo Milani - Don Primo Mazzolari, due identità, due sacerdoti, due spiriti liberi, due persone scomode, due figure proiettate nel futuro.

Soundtrack: Mozart - Requiem

Don Milani, un prete costretto a inventarsi maestro, per la situazione in cui chiesa e stato l'avevano  messo, a furia di inadempienze e omissioni, ma contemporaneamente deciso a non rinnegare la propria dignità e libertà responsabile, di cittadino.

Prete scomodo per tutti: per il suo spirito critico e indipendente. Scomodo per la Chiesa, scomodo per la sinistra e per l'ideologia comunista, scomodo per gli intellettuali che non sposavano il dire con il fare attivo, scomodo per gli opportunisti e per gli intransigenti e i conservatori.

La forza delle proprie idee che non si sono mai piegate alle autorità e al conformismo e all'opportunità. Al fianco dei poveri, degli ignoranti, di coloro che non contano. A loro difesa per promuoverne crescita culturale e conseguentemente consapevolezza di quanto di diritto e di dovere.

Soundtrack: Blowing in the wind-Neil Young

Un vero realismo rivoluzionarioincapace di accettare acriticamente l’esistente solo perché facente parte del consueto, della norma.


Inno della disobbedienza civile con il suo schierarsi a favore dell'obiezione di coscienza. Contro i tribunali militari e la stupidità dei cappellani militari.

Don Milani ci ha insegnato che l'educazione è un dono e la virtù della disobbedienza, il diritto di abbattere i cancelli delle dimore dei signori per costruirvi le case dei poveri, ma anche il dovere di non farci possedere dalla visione del mondo dei signori.

Link: Lettera ad una professoressa

Don Milani chi ha insegnato di non dimenticare mai, anche dopo essere usciti dall’indigenza e di essere cresciuti socialmente, la sofferenza dei nuovi poveri. Noi, i poveri di una volta non dobbiamo dimenticarci dei poveri di oggi e del futuro. Siamo tutti uguali. Anche in senso transnazionale.

Soundtrack: No frontiers-The Corrs

Don Primo Mazzolari, prete, partigiano, clandestino, antifascista. Fondatore del quindicinale "L'Adesso", si attirò i contrasti delle autorità ecclesiastiche che ne decretarono la chiusura dopo 2 anni di vita. Ottenne (!) il divieto di predicare al di fuori della propria diocesi e di pubblicare articoli senza una preventiva valutazione ecclesiastica. Vi ricorda qualcosa? John Ball nel 1300 ...

Gli articoli uscirino lo stesso ... con uno pseudonimo. Parlava di PACE e furono censurati dalla Chiesa! Parroco della Chiesa dei poveri contro una Chiesa dei ricchi.

"Nessuno è fuori della carità" ... ricorda alcuni pensieri del nostro Papa Francesco I.

Come Don Milani, il passo verso l'obiezione di coscienza era automatico. Siamo negli anni cinquanta! "Tu non uccidere" è una pubblicazione del 1955 e parla dell'errore di considerare una "guerra giusta". Sembra di parlare del contemporaneo. Ma perché non impariamo proprio nulla dalla storia. perché devono sempre prevalere logiche di convenienza economica e politica. L'uomo non vuole la guerra.

Soundtrack: Tomorrow Never Knows - Greg Howard Chapman Stick guitar


Perché non si è sviluppato a 360° il movimento di resistenza cristiana contro la guerra? Perché solo Papa Montini e Papa Giovanni XXIII sembrano averlo ascoltato? Tardivamente.

"Non a destra, non a sinistra, non al centro ma in alto"

"L'Adesso" quindicinale di don Primo Mazzolari - Anno 1° n. 3 Martedì 15 febbraio 1949

"Direte che non c’è un alto in politica e che, se mai, vale quanto la destra, la sinistra, il centro. Nominalismo mistico in luogo di un nominalismo politico: elemento di confusione non di soluzione.

E’ vero che una nuova strada non cambia nulla se l’uomo non si muove con qualche cosa di nuovo, e che un paese può andare verso qualsiasi punto cardinale e rimanere qual è. Ma se gli italiani fossero d’accordo su questo fatto, la fiducia, della tonomastica parlamentare sarebbe felicemente superata. 

Fa comodo ai neghittosi credersi arrivati per il solo fatto li muoversi da destra invece che da sinistra. Saper la strada o aver imbroccato la strada giusta non vuoi dire camminarla bene o aver raggiunto la meta. 

Il fariseismo rivive in tanti modi e temo che questo sia uno dei più attuali. 

La giustizia è a sinistra, la libertà al centro, la ragione a destra. E nessuno chiede più niente a se stesso e incolpa gli altri di tutto ciò che manca, attribuendosi la paternità di ogni cosa buona. 

Non dico che siano sbagliate le strade che partono da destra da sinistra o dal centro: dico solo che non conducono, perché sono state cancellate come strade e scambiate per punti d’arrivo e di possesso. 
La sinistra è la giustizia - la destra è la ragione - il centro è libertà. E siamo così sicuri delle nostre equazioni che nessuno s’accorge che c’è gente che scrive con la sinistra e mangia con la destra: che in piazza fa il sinistro e in affari si comporta come un destro: che l’egoismo di sinistra è altrettanto lurido di quello di centro, per cui, destra, sinistra e centro possono divenire tre maniere di «fregare» allo stesso modo il Paese, la Giustizia, la Libertà, la Pace. 
L’alto cosa sarebbe allora? 
Una destra pulita, una sinistra pulita, un centro pulito, in virtù di uno sforzo di elevazione e di purificazione personale che non ha nulla a vedere con la tessera. 
Come ieri per la salvezza non contava il circonciso né l’incirconciso, così oggi non conta l’uomo di destra né l’uomo di sinistra, ma solo la nuova creatura: la quale lentamente e faticosamente sale una strada segnata dalle impronte di Colui, che arri­vato in alto, si è lasciato inchiodare sulla Croce a braccia spalancate per dar la sua mano forata a tutti gli uomini e costruire il vero arco della Pace."


... impressionante, vero? Sono parole di 64 anni fa ...

Soundtrack: War-Bob Marley
 

Hasta siempre Presidente Allende

40 anni fa - 11 Settembre 1973 in Cile un golpe militare rovesciava il presidente socialista Salvador Allende, eletto tre anni prima e rappresentante del partito Unidad Popular.

Soundtrack: Venceremos

Allende dichiarò subito di sentirsi il presidente di tutti i cileni, all'interno di una coalizione nella quale, accanto ai partiti di ispirazione marxista, erano presenti cattolici e la sinistra.


Sostenitore dei lavoratori e delle classi disagiate e con atteggiamenti di forte sospetto nei confronti delle multinazionali, Allende era visto con molta preoccupazione da parte degli Stati Uniti non solo per il contenuto politico della sua figura e del suo governo (visto come comunista e di area sovietica) ma anche (se non soprattutto) per gli enormi interessi economici USA in quell'area.

Nixon era apertamente ostile ad Allende e non solo aveva cercato di impedirne l'elezione a Presidente del Chile ma, si sospetta che abbia posto i presupposti per favorire un eventuale golpe.



Una volta insediato, il governo del Presidente Allende iniziò a realizzare la sua "piattaforma" di riforma socialista della società cilena.

Le riforme socialiste di Allende presero il nome di "rivoluzione con empanadas e vino rosso", a sottolinearne il carattere pacifico.

Ad essere sinceri, è necessario fare un'analisi politica ed economica del periodo di presidenza di Allende perché ci sono stati errori, ingenuità ed altro che hanno in parte creato i presupposti per la creazione/sviluppo di un fronte di opposizione che è poi sfociato nella successiva evoluzione nefasta. In politica, un certo integralismo può contrstare l'effettiva evoluzione progressista. In un articolo pubblicato sull'International Journal of Epidemiology, si trova questa valutazione critica, interessante da leggere. (Link: Int J Epidemiol)

Pochi mesi prima di morire, Salvador Allende tenne un intervento all'Onu (1972) in cui denunciava lo strapotere delle multinazionali che stavano sottraendo il potere alle democrazie in tutto il mondo. Un discorso altamente lungimirante e premonitore di quella che sarebbe stata la spaventosa e triste evoluzione del mondo... una delle tante Cassandre non ascoltate ...  (Link ONU)


Allende mori' durante il bombardamento del palazzo presidenziale, La Moneda, non senza aver parlato alla radio un'ultima volta al popolo cileno (link: Radio) denunciando i generali golpisti, capeggiati da Augusto Pinochet.

 Decine di migliaia di cileni morirono nella durissima repressione seguita al colpo di stato dell'11 settembre 1973 e nei 17 anni della feroce dittatura fascista.

Ed oggi?
"Very little remains of Allende’s Chile. Almost all of his policies were reversed following the military coup and the capitalist oriented counter-revolution that followed. General Pinochet’s regime returned most of the industries nationalized by Allende to their prior owners, slashed public spending, and repressed the trade union movement. 
However, a small number of Allende’s most popular policies remain to this day, such as the half litre of milk provided daily to Chilean school children and the state’s ownership of most of the copper industry. One lasting achievement was the elimination of the latifundios in the countryside, although ironically Allende’s socialist reforms in this sector, in removing the large land owners, paved the way for the capitalist mode of agricultural production established by the military after 1973.
In a broader political sense, the memory of the Allende period and the dictatorship that followed continue to divide Chileans to this day. For some, the 3 years of Allende’s government represent the only time in Chilean history when the working class and the poor gained a genuine stake in running the country and the economy."
(International Journal of Epidemiology 2005; 34: 737–739 - Richard Muir and Alan Angell)

Non posso quindi fare altro se non salutare Salvador Allende in modo caro e affettuoso "Hasta siempre Presidente"!

Soundtrack: El pueblo unido jamás será vencido

Sunday, September 8, 2013

Demetrio

 Efstràtios Dimitrìu (Ευστράτιος Δημητρίου) in arte Demetrio Stratos (1945-1979).


Ricercatore musicale, cantante, compagno. La sua voce come strumento musicale da accordare, da suonare. Diplofonie, trifonie, quadrifonie.

Soundtrack: Flautofonie

Voce e personaggio di prima linea dei Ribelli e degli Area, si è dedicato dal 1978 alla ricerca musicale, acquisendo un ruolo internazionale grazie alle collaborazioni con John Cage, con la Dance Company, con Jasper Jones e con Andy Warhol.

 Soundtrack: Suonare la voce


Ricordo la sua figura, la sua voce, la sua intelligenza.

In una Milano degli anni settanta, affascinante per la vivacità intellettuale alternativa e creativa.

Ricordo le sue scorribande notturne ai microfoni di Radio Milano Centrale, in un'epoca di Radio Libere.

I suoi concerti al Parco Lambro, alla Villa reale di Monza, ai Navigli, alla palazzina Liberty.


 Soundtrack: La mela di Odessa (Lambro)




Ricordo affettuoso, nostalgico, vivo, presente di un mondo che non esiste più se non nel nostro cuore e nella nostra mente.

E nelle orecchie.


 Soundtrack: Gioia e rivoluzione




Grazie Demetrio.

 Soundtrack: Omaggio a Demetrio

Saturday, September 7, 2013

Inconscio e Inconsciamente

Cléo de 5 à 7 - Agnés Varda - 1962


Si parla di inconscio ma l’inconscio è uno solo? Ognuno di noi ne uno e basta? E’ un qualcosa di unitario? Queste domande sorgono spontanee perché le azioni che derivano da quanto chiamiamo “inconscio” sono molteplici e di natura differente.

E, ciò che avviene inconsciamente è condizionato dall’inconscio (o dagli inconsci) o si realizza senza una ragione precisabile? Quindi, potremmo dire che all’inconscio appartiene  tutto ciò che non è definibile dalla razionalità vigile, bensì da una razionalità onirica.

Soundtrack: Musical Box - Genesis

Questo perché “agire inconsciamente” non è lo stesso di “agire istintivamente” in quanto nella prima azione esiste un che di razionale, derivato, condizionato, filtrato, mentre nella seconda esiste solo una logica diretta, non filtrata, automatica.

Jacques Lacan aveva elencato ben otto tipi di inconscio, connotati dal comune denominatore della mancanza di consapevolezza:  “Le significant agit séparément de sa signification à l’insu du sujet.”

In questo senso, ciascuno di noi percepisce la forza dell’inconsio nell’ambito del cosiddetto “pensiero visivo”, cioè di quando percepiamo  una sensazione che non è razionalmente indotta dall’oggetto che stiamo osservando. In pratica, è il vedere qualcosa avvertendo una sensazione che non è direttamente correlabile (per forma, ambiente, significato) all’oggetto stesso.

Soundtrack: Psycho Killer - Talking Heads

Potremmo fare riferimento alle macchie di Rorsach o agli studi di Margaret Numburg. Le macchie o i disegni esplicitano la potenzialità dell’inconscio. E, all’inverso, possiamo considerare il Tachismo come espressione di un inconscio artistico percettivo, o meglio di una volontà di fare guidare il gesto pittorico dall’inconscio.

Mark Tobey

Il linguaggio gestuale/pittorico è infatti più liberamente legato all’attività immaginifica e spontaneamente simbolizzatrice, rispetto al linguaggio verbale, generalmente imbrigliato in regole formali. 

Il gesto, d’altra parte, è infatti più libero, enormemente più libero della parola.

Si segue il concetto zen di KO-TSU, di “spontaneità dell’azione” che si lega alla conoscenza irrazionale (prajna) che è figlia della velocità, intesa come immediatezza di esecuzione, e figlia della contemporaneità tra pensiero ed azione.


Un inconscio che si concretizza, non un gesto istintivo, quindi.

Giuseppe Capogrossi
Il gesto viene controllato non più dall’idea razionale, educata, condizionata ma dal movimento guidato da qualcosa di inconscio che, per essere salvaguardato dal razionale, deve tradursi/utilizzare nella/la velocità di esecuzione.

Analogamente, come altra espressione di questo affiorare dell’inconscio nel gesto, si possono annoverare gli alfabeti asemantici (Tobey) ma anche i segni non discorsivi, benché assimilabili a significanti di se stessi e per se stessi (Capogrossi).

Soundtrack: Stairway to Heaven - Led Zeppelin

Il segno per questo deve essere talmente nuovo e non allacciarsi o ricordare alcunché. (Dorfles) E in questo modo diviene espressione totale del sé artistico o dell’inconscio artistico. (Alcoplay)

Georges Mathieu
L’evoluzione ulteriore in senso liberatorio, per abbattere ancora di più gli eventuali intermediari tra pensiero libero artistico, inconscio e il risultato artistico si è poi concretizzata nell’eliminazione, in campo pittorico, del tramite per antonomasia, dello strumento intermediario del pittore, il pennello.

L’espressione del gesto che si traduce in segno senza interposizioni di strumenti trova realtà nel dripping di Jackson Pollock ma anche, se vogliamo, nel body painting di Yves Klein.



Yves Klein
A questo punto, però, ci si può domandare se il risultato possa essere la figurazione stessa dell'inconscio o piuttosto il prodotto non sia solo un'espressione materialmente limitata dello stesso. 

Infatti, il risultato del gesto inconscio non è il gesto stesso ma il suo valore simbolico, cioè ancora una volta il significante sganciato dal significato e interpretabile dall'osservatore mediante il pensiero visivo. 


Arbitrario, soggettivo e sganciato dal significato originario perché scaturente dal soggetto-autore.

Soundtrack: When the music is over - The Doors 
 

Friday, September 6, 2013

Le parole. Già. Dissolvono l'oggetto (Giorgio Caproni)

"Stava sdraiato al sole e davanti ai suoi occhi passava un'immagine dietro l'altra. Non sapeva né leggere, né scrivere e non aveva mai visto un libro, eccetto il messale miniato del prete, eppure la sua mente era uno scrigno di racconti."
La crociata dei bambini; Eileen e Rhode Power, 1926

Quante volte la nostra attenzione reagisce solo di fronte ad uno stimolo pregiudiziale? Quante volte prestiamo attenzione solo se qualcosa ci perviene da persone che stimiamo o rispettiamo (o dobbiamo rispettare)?

Eppure, il dono del pensiero è comune a qualsiasi uomo. Dal genio all'oligofrenico. Dal colto all'incolto. Dallo studioso all'ignorante.
Will Hunting – Genio ribelle
Perché allora il nostro giudizio si attiva dopo il pre-giudizio? Se uno stolto, ma importante, parla, allora prestiamo attenzione. Se un "nessuno" parla, a stento lo ascoltiamo.

Certo, non sempre è così ... ma è molto frequente.

Soundtrack: Gabriel Fauré-Pavane Op. 50

Dressed animals - Miguel Vallinas
Viviamo in modo assai buffo senza prestare attenzione a ciò che vale, bensì a ciò che proviene da fonti che consideriamo rilevanti. Per stima, per autorevolezza, per autorità.

Non solo, ma predilegiamo considerare più ciò che è affine al nostro pensiero che non ciò che è contrario. Una sorta di pigrizia nei confronti di quanto ci mette in movimento, in discussione. Eppure, il rifiuto della discussione ingenera staticità e questa è nemica dell'evoluzione, della crescita, del mettersi in moto, del progredire.

Ecco, si direbbe che siamo vittime del pre-giudizio, dell'opportunismo e della pigrizia (o dell'autoreferenzialità). Tutto questo, per chi si perita di appartenere all'homo sapiens non è certo un granché.

Soundtrack: Classical Sax Tenor-Erin Royer

E allora, "find the way", come si ripeteva Diana Nyad, la nuotatrice non più giovane che ha percorso le 110 miglia (177 km) che dividono Cuba da Key West. Un mantra che stimola a non sedersi mai, a cercare sempre qualcosa al di là di noi stessi, prendendo tutto quanto ci offre la vita come "provocazione" positiva.

Federico Garcia Lorca - Genio ribelle
Perché è dalla provocazione che si è stimolati all'azione, alla riflessione, alla ricerca del significato. Quello dei gesti, delle parole, dei suoni, dei colori, dei sapori, degli odori, dei contatti fisici.

Nulla è da escludere. Nessuno è da escludere. Tutto deve essere ascoltato, filtrato, analizzato. Per imparare sempre. In questo senso, si potrebbe dire che "nulla è del tutto inutile".

Abbiamo fortunatamente così tanto ancora da imparare che è una gioia immensa sapere di non sapere nulla.

Soundtrack: I know what I like and I like what I know - Genesis

Sunday, September 1, 2013

"Vagliate ogni cosa e trattenete il valore ..."

Questa è una frase tratta dalla prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi. Un documento scritto intorno all'anno 50 dopo Cristo. Oggi, voglio prendere spunto da questo perché credo che ogni riflessione che sia in sè giusta, debba/possa trovare una pari interpretazione indifferentemente dal punto di vista di partenza.
Valentin de Boulogne o Nicolas Tournier, San Paolo che scrive le sue lettere
Mi spiego. E' logico che per un cristiano, credente, osservante, questa frase abbia un significato forte nel senso di esortazione a guardare tutto ciò che circonda l'uomo vedendone/apprezzandone il reale significato e cioè la dipendenza, l'origine e lo scopo che sono nel e nel Divino e dei confronti dello stesso. Segni, nel termine della radice stessa che si trova nel concetto di "insegnamento", per vedere/riconoscere/interpretare.

Ma per chi non è dello stesso credo o che non ha un credo trascendente, come ad esempio l'uomo positivista, un uomo come Bertrand Russell che scrive negli anni trenta "Perché non sono cristiano", che concepisce il tutto del reale filtrato dalla propria intrinseca logica umana, questa stessa affermazione assume un significato finale totalmente diverso. Ma non per questo sbagliato.

Non si arriva più al legame con il Divino. C'è invece l'esortazione ad essere attenti al mondo per essere pronti a coglierne anche le sfumature e ad accoglierle criticamente per avvertirne il significato e la valenza. Quindi, di fatto, un'esortazione a non accettare passivamente il mondo e le sue espressioni e un pungolo ad essere sempre disponibili a filtrare il tutto (ogni percezione oggettiva e soggettiva), attraverso la propria esperienza, razionalità e cultura.

In fondo, potremmo dire che entrambi i punti di vista hanno in comune molti aspetti. Muta invece sia la premessa che il risultato. Anzi è la premess, il presupposto, che guida l'esito della riflessione.Come dire che la logica del ragionamento è corretta, la formula è la stessa, solo che per il primo personaggio (il cristiano, il credente) il punto di partenza e di arrivo è Dio e per l'altro che parte dall'uomo, il risultato è l'uomo.

Dovremmo, a tale riguardo, considerare una interessante (e forse leggere) prova ontologica, secondo i principoi della logica matematica, dell'esistenza di Dio, formulata da Kurt Godel. (link)

Prendiamo, ora, un'altra frase sempre dalle lettere di San Paolo ma questa volta ai Romani (12, 2); "e non vogliate conformarvi al mondo presente ...". Per il Cristiano la frase prosegue secondo la logica Divina "... affinché possiate distinguere qual'è la volontà di Dio." Vicevbersa, per il non Cristiano, la frase può finire l' al primo pezzo, dopo 7 parole, perché è già carica di significato.

Volesse il Cielo che l'uomo lì'avesse sempre seguita! Non saremmo ora di fronte al consumismo, allo pseudo-liberalismo, al culto della personalià forte, a quello delle personalità deviate e devianti, all'idolatria/immedesimazione nel furbo-prepotente-che-ha-successo, alla massificazione del tutto. Ed alla becera ignoranza che ha oltretutto perso le proprie radici-principio (cfr. Pasolini).

La domanda, a questo punto, è: "è giusto non volere conformarsi al mondo presente?"Non suona un po' retorica, anti-evolutiva, decadente, insomma, nostalgica? Ed anche granguignolesca? Anche qui ci si trova di fronte all'ambiguità di significato/interpretazione, ma, ma anche in antitesi alla preziosa onnivalenza di un frase.

In fondo, può significare sia chiusura (intesa come nostalgico rifiuto) che, all'opposto, apertura verso un nuovo modo di concepire ed agire (la nascita di una rivolta/rivoluzione). Anche in questo caso, il significato è dato dal punto di vista.

Se questa frase viene pronunciata da un nostalgico, un monarchico, un fascista ma anche da un tradizionalista (all'estremo, un amish per assurdo), suonerà antiliberale; viceversa, se pronunciata da un liberale, un anarchico, un progressista, suonerà libertaria. Sia chiaro, nessun giudizio positivo/negativo - in questa fase - sulla tipologia dei personaggi che pronunciano la frase.

Per concludere, altrimenti si può giocare all'infinito, ogni cosa, come dicevano i latini, è una "vox media". Possiede significati comuni ma anche opposti. E forse, proprio per questo, non vale la pena combattere caparbiamente ciascuno per perorare strenuamente la propria causa e farla prevalere su quella altrui. Forse si tratta di una riflessione pigra perché si deve sempre compbattere per qualcosa, per degli ideali.

Ma, forse, non è più importante vivere, rispettando ciascuno le opinioni altri e trovare sempre vie di dialogo, confronto e condivisione?

Soundtrack: O fai parte del problema ...