Monday, June 22, 2015

Io lavoro tra le crepe ...

Stavo lavorando senza grande voglia al "restauro" di una parete della nostra casa sul lago. Volevo rimettere in sesto un vecchio affresco floreale che ornava il soffitto della stanza. Un lavoro tipico di due-trecento anni fa che i precedenti proprietari avevano barbaramente cercato di "pulire" ...

Il risultato era stato la stesura di una "mano" di tinta sopra i pampini della vite che si articolavano lungo il perimetro del soffitto. E non era bastato. Una "mano" di bianco sui fiori nel tentativo di rischiarare lo sfondo che si era ingrigito dei fumi del camino.

Ora volevo metterci mano anche io con una specie di restauro conservativo ma, lavorare sdraiati su un trabattello con lo sguardo in alto è una tortura. E poi, le crepe come dovevo affrontarle? E con il concetto di lavorare sulle crepe mi è venuta in mente una citazione. Sepolta da anni, eccola riaffiorare.



Meredith Monk. Chi se la ricordava più?!? « Io lavoro tra le crepe, dove la voce inizia a danzare, dove il corpo inizia a cantare, dove il teatro diventa cinema ». Un personaggio meraviglioso. Capace di riprendere i canti primitivi in una logica di sperimentalità e di comunicazione globale, asemantica e quindi universale.

Vocalizzi di parole-non-parole che trovavano un'espressione più intensa proprio perché libere da qualsiasi significato e quindi rivestite di qualsiasi valore e concetto. Ma la voce era un modo di esprimersi, uno solo, perché analogie erano il ballo e la coreografia.

Soundtrack: John Cage, Meredith Monk and Anthony de Mare - double fiesta

Mi domando, "ma è così difficile concepire linguaggi universali? E' così strettamente necessario seguire alfabeti codificati e condivisi per esprimere quello che si prova, che si vive, che si ama e che si odia, ecc ...? Dobbiamo solo accettare l'espresso codificato?" E, invece "non siamo molto più attratti dalle libere espressioni originali perché evocative di sensazioni e non semplici dichiarazioni su terreni espressivi comuni?"

Rita Antonioli - Meredith Monk
E, allora, scelgo di lasciare il soffitto com'è e di trasferire il trabattello e il sottoscritto in un'altra stanza dove il soffitto affrescato è stato "genialmente" coperto da una bella tinta bianca uniforme, sempre ad opera dei precedenti proprietari. Così semplice e funzionale. Ed ecco che ora la dipingerò io questa tela-soffitto.

Tirerò le linee della vita e riempirò gli spazi con colori e vibrazioni emotive per accompagnare le nostre future cene di sensazioni vive ed evocative di ricordi e di desideri e Meredith Monk mi aiuterà a ritessere la memoria e rivivere le emozioni che intendono essere trasportate sulla tela-soffitto.

Robert Mapplethorpe - Meredith Monk - 1985
Soundtrack: Travelling - Meredith Monk

No comments:

Post a Comment