Monday, September 8, 2014

l'uomo è antiquato

Jean-Luc Godard - Vivre sa vie
L'evento tecnologico è stato troppo rapido rispetto alla nostra psiche
che richiede invece processi lentissimi.
La tecnica invece procede molto veloce.
E le macchine esprimono un'intelligenza oggettiva
che supera l'intelligenza soggettiva dell'utilizzatore.

Si tratta della canzone molossica dei prodotti. Tratta dal libro "l'uomo è antiquato" di Günther Anders. Scritto alla fine degli anni '50.

La macchina non ha responsabilità alcuna se non quella di eseguire bene un comando.
Qui ci si allaccia ad un pensiero di Max Weber secondo cui
"le azioni vanno giudicate non a partire dalle intenzioni,
bensì dagli effetti, finche questi sono prevedibili."
La società della tecnologia abitua ad eseguire delle procedure, delle operazioni
e ad essere giudicate solo sul modo in cui eseguiamo.

Caitlin Worthington - Picking weeds
Questo spiega la strisciante cultura della non responsabilità delle conseguenze
che, a partire dal "fulgido" esempio del nazismo, ci ha dimostrato come
si possa essere dei buoni soldati che obbediscono ad un ordine
e portare e rinchiudere ed uccidere migliaia di uomini e donne e bambini
nelle camere a gas. Senza senso di colpa alcuno.

Belli deresponsabilizzati, obbedivano ad ordini.
Il loro dovere era di eseguirli bene.
Il dovere di tanti è di fare bene quello che le regole dicono.
Non di pensare alle conseguenze.
Non di sentirsi responsabili.

Erik Madigan - Heck 1
Oggi domina la società della tecnologia.
L'uomo è rimasto indietro.
L'uomo che guardava alla natura come ad un senso etico immutabile.
Considerava la crudele legge della natura
dove la morte consentiva la vita
e il debole periva mentre il forte viveva.

Considerava il significato ultimo delle proprie azioni
e la responsabilità di chi accettava di compiere un gesto comandato.
Oggi non è più così.
Lo sguardo alla natura di oggi è uno sguardo utilitaristico (Heidegger, 1927)
non più ad uno sfondo immutabile.
Ma ...

"La rivoluzione deve incominciare da ben più lontano, deve cominciare in interior homine. Occorre che la gente impari a non muoversi, a non collaborare, a non produrre, a non farsi nascere bisogni nuovi e anzi a rinunziare a quelli che ha"
Luciano Bianciardi, La vita agra, 1962


George Seeley - The Black Bowl - circa 1907
Soundtrack: 

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