Monday, December 28, 2015

Gli occhi nel pensiero

Kamil Vojnar
A volte si hanno più date di nascita, non una sola. Si nasce quando si viene alla luce ma anche si nasce quando si inizia a vivere la propria vita. Si nasce quando si comincia un'avventura che ti fa palpitare e si nasce quando si concretizza un proprio modo di vedere e di essere. Poi si nasce anche quando si muore perché si nasce ad una nuova esistenza.

Ma, talvolta, si riconosce la propria nascita anche in quella di un'altra persona. E questa persona può essere la propria madre o il proprio padre, oppure la propria compagna di vita. Non dico i figli perché si inzia con loro ma poi, naturalmente, ci si separa quando si allontanano.
Craig Mullins
"Non ho un padre. Ho solo una madre che mi ha fatto nascere e mi ha allevato e mi ha dato tutto quello che mi serviva per essere quella che sono. Come persona fisica, intellettiva e sociale e spirituale. Il debito è gigantesco ma al tempo stesso bellissimo da sentire." Questo mi stavi dicendo mentre ascoltavo una tromba 'gelida' come quella di Miles Davis.

Ti ho guardata in modo interrogativo perché queste tue parole ti erano uscite senza alcuna premessa o senza che vi fosse stata una domanda precedente. "A cosa fai riferimento?" Ho semplicemente detto. "Al fatto che oggi rinasco perché é il compleanno di mia mamma e con lei sono nata e ri-vengo al mondo, oggi." Hai risposto.
Ikenaga Yasunari
"Anche io devo molto alla mia figura materna. E' stata così formativa al upnto da sopperire alla nullità del padre che si è sempre defilato o ha saputo vestire solo ruoli di superficiale presenza. Immaturo lui, al punto da scappare anziché vestire una responsabilità di padre. Ineducato a ruoli più significativi. Pensa che di fronte al letto di morte di sua mamma lo avevo visto cercare di sdrammatizzare ed era stato apertamente criticato dal fratello maggiore che gli aveva detto di smettere di fare il pagliaccio."

Involontariamente, tu mi avevi evocato il rancore verso quella figura paterna inesistente verso di me e colpevole di essersi defilato anziché stare al fianco della propria donna nel momento in cui avrebbe dovuto vestire il ruolo del padre e di uomo responsabile.
Jakuchu ITO (1716~1800)
"Come poteva, un pagliaccio, togliersi il costume di scena e indossare l'abito di un padre?" Avevo ripreso, forse in modo eccessivamente vivace. Ho visto il tuo sguardo che mostrava lo stupore per quella mia uscita e hai risposto "Scusa, non volevo evocarti un dolore. E' solo che, oggi, è l'anniversario della nascita della mia meravigliosa mamma che da due anni e mezzo non c'è più."

"Non devi sentirti in colpa di alcunché. Sono io che dopo sessant'anni non riesco ancora a digerire l'immagine paterna di uno stupido e mi scaldo. Ti ringrazio, invece, perché mi hai fatto ricordare la figura della mamma che è una cosa meravigliosa, come hai detto giustamente. La sua nascita è la nostra nascita anche perché, senza di lei, non ci saremmo noi. Grazie." Sentivo bruciare la gola e mi sono girato spontaneamente verso la finestra mentre un dolce dolore mi inondava il petto.
Takato Yamamoto
Soundtrack: Miles Davis - Bags Groove
 

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