Friday, September 20, 2013

Esperienza mediale multi-tasking e ibridazione dei mezzi

Internet vive da oltre 20 anni. Ormai dal 1990 nascono solo generazioni digitali che vivono il virtuale come realtà oggettiva. Anche le "vecchie" generazioni analogiche e analogico-digitali vivono nel digitale per buona parte del proprio tempo e vi si adattano.


Il Golem
Ma, dopo una fase iniziale di totale proiezione nel vitruale, ecco scoprire una crescente controtendenza. Anzi, più che tendenza "contro" si tratta di una vera tendenza "ibrida". Cosa significa?

Mentre prima il retail si lanciava nei virtual shop (più agili, meno costosi e impegnativi), dichiarando "vecchio" e desueto e destinato solo a morire il commercio analogico (dei negozi "fisici", del rapporto diretto consumatore-venditore e consumatore-oggetto), ora nascono gli ibridi. Cosa sono?

Link: Paul Wegener: Il Golem (1920)
 
Negozi fisici, reali, con postazioni virtuali da consultare a disposizione dei clienti che possono navigare nel catalogo virtuale e scegliere poi ciò che vedranno, toccheranno dal vero. Ma anche negozi virtuali con caratteristiche analogiche, tipo voce del commesso che aiuta nello shopping o creazione delle figure di "personal shopper" che guidano verbalmente e visivamente all'acquisto, così come possibilità di visualizzare l'oggetto che si desidera acquistare, ruotandolo a 360° come se lo si tenesse in mano.

E' il digitale che si trapianta nell'analogico e viceversa per raggiungere una fusione sensoriale totale. Non più due mondi alternativi ma uno solo, unificato. Espressione dell'evoluzione della società.

Trasposizione di un mondo nell'altro o semplice estensione? La risposta è molto evidente nei cosiddetti "linker people", una realtà di popolazione che orienta i gusti e i comportamenti dei nuovi ventenni. "Sono persone connotate da un forte bisogno di rielaborare il mondo e i contesti circostanti in modo unico e creativo, utilizzando la tecnologia come una piattaforma integrata e sempre in contatto con il mondo esterno." (Mark Up, 177).
Jackson Pollock
Per le persone "linked" il mondo virtuale è parte integrante del reale che ne condivide linguaggi e codici comunicativi (link, tag, pop-up, scroll, sliding, sharing, ecc ...). 

L'esigenza “on the go” è un elemento di forte attrazione anche in termini di personalizzazione del servizio (quando voglio, dove mi serve).

Peculiare è un modo di vivere apolide ma non nel senso originario del termine (cittadino del mondo e di nessun luogo in particolare), bensì in quello di persona che riconosce di essere in un posto e in nessun posto. In un mondo fisico e in un mondo visrtuale contemporaneamente. 
Soundtrack: Beatles - Nowhere man - Live in Munich 1966 

Emilio Vedova
Il contatto con gli altri è reale e virtuale nel contempo. Presenti fisicamente in mezzo alla gente, vivono nel virtuale in cerca di contatti senza appuntamento. reale e virtuale sono integrati tra loro in un continuo interscambiano stimoli che vengono recepiti e collezionati e messi a disposizione per altri.

Gli stimoli sono oggetti da collezionare in un gioco esteso di connessioni in cui il multi-tasking è l'alfabeto base.

Quanto manca ai replicanti, ai cloni, ai robot nella vita di tutti i giorni?   Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginare ...

Soundtrack: In search of the lost chord (Moody Blues)
 

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