Wednesday, September 25, 2013

Mine anti-uomo: una vergogna che continua ...

Arma di distruzione di massa ad azione lenta è la loro definizione. Non sono proiettili che, sparati, agiscono subito sul bersaglio. Loro non hanno un bersaglio definito e sanno stare silenti a lungo. Sanno aspettare, crudelmente nel sonno.

Secondo l' ONU, piu' di 100 milioni di mine anti-uomo giacciono inesplose nei campi, nei sentieri o lungo le strade di un terzo dei Paesi in via di sviluppo.

Oltre 300 vittime alla settimana sono il tributo che l' umanita' paga per loro. Feriti che muoiono per dissanguamento o per infezioni. Chi non muore resta mutilao per sempre. E non esistono strutture di riabilitazione che aiutino le vittime a recuperare una vita quasi normale.

Soundtrack: London calling (The Clash)

In Cambogia, sono oltre 30.000 i mutilati dalla mine anti-uomo, 1 ogni 236 abitanti. 
Una stima percentuale delle vittime:
- 7% i combattenti

- 34% i bambini
- 26% gli anziani
- 16% le donne
- 17% gli uomini (non combattenti)
Obama (premio Nobel per la pace ...) non firma la messa al bando delle mine antiuomo
88 Paesi risultano contaminati da loro. E tra questi, la graduatoria del triste primato vede:

Somalia: Mine antiuomo stimate: 1 milione 
Mozambico: Mine antiuomo stimate: 3 milioni 
Bosnia-Herzegovina: Mine antiuomo stimate: 3 milioni
 Kuwait: Mine antiuomo stimate: 5 milioni 
Cambogia: Mine antiuomo stimate: 8-10 milioni 
Iraq: Mine antiuomo stimate: 10 milioni 
Afghanistan: Mine antiuomo stimate: 10 milioni 
Angola: Mine antiuomo stimate: da 10 a 20 milioni 
Iran: Mine antiuomo stimate: 16 milioni 
Egitto: Mine antiuomo stimate: 23 milioni

Oggetti indifferenti, incapaci di scegliere la propria vittima. 
Bambini, inermi, anziani, tutti. Oggetti quasi come giocattoli. 

Mortali, invalidanti, capaci di stravolgere vigliaccamente la vita di un essere umano ... frutto della malvagità e dell'indifferenza di altri uomini.



Questa è una mina italiana (Valmara) a frammentazione perché lo scoppio è in due fasi:  la prima carica solleva di un metro in aria il cilindroche contiene  almeno 2000 frammenti metallici, mentre la seconda carica proietta le schegge a 360° nella zona circostante. 

Uccide entro 27 metri ma ferisce anche in modo grave entro 200 metri. Colpisce tutto il corpo ma soprattutto torace e addome.

Soundtrack: London calling (Bruce Springsteen)
Ogni anno vengono prodotte 5-10 milioni di mine antiuomo. 

Invece, le operazioni di sminamento riescono a smaltire 100.000-200.000 mine antiuomo ogni anno.

Con questi ritmi, occorrerebbero centinaia di anni per eliminarle completamente dai paesi nei quali sono presenti.


Per liberare il solo Afghanistan sarebbero necessari oltre 4000 anni.

CONVENZIONE di OTTAWA

Sono numerosi i Paesi che non hanno sottoscritto la convenzione di Ottawa per la proibizione dell’uso, dello stoccaggio, della produzione e del commercio delle mine antiuomo e per la loro distruzione: 

Stati Uniti, Russia, Cuba, Israele, Cina, India, Egitto, Turchia, Marocco, Nigeria, Eritrea, Somalia.




Messaggio del Segretario Generale in Occasione della Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sulle Mine e l’Assistenza nell’Azione Contro le Mine, (4 Aprile 2013)

L’eliminazione della minaccia di mine e ordigni bellici inesplosi rappresenta uno sforzo di importanza cruciale per la promozione di pace e sviluppo, per la tutela della vita umana e il sostegno a Paesi in fase di transizione.
 
 
Le Nazioni Unite continuano a fornire assistenza ad ampio riggio a milioni di persone in Afghanistan, Cambogia, Colombia, Laos, Libano, Sud Sudan e altrove. Tuttavia, occorre accelerare tale progresso, anche alla luce di nuove frontiere di azione che sono emerse, soprattutto in Siria e Mali, dove cresce l’impatto devastante sul piano umanitario dell’uso di ordigni esplosivi in aree densamente popolate.

Sono incoraggiato dal fatto che 161 Stati Membri hanno aderito alle misure cogenti della Convenzione sulle mine anti-uomo del 1997. Inoltre, 111 Paesi hanno sottoscritto la Convenzione sulle munizioni a grappolo, e 81 hanno firmato il Protocollo V sugli ordigni bellici inesplosi della Convenzione che disciplina certe categorie di armi convenzionali. 127 Stati hanno poi ratificato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Chiedo dunque che l’adesione a questi importanti trattati sia universale.

I programme di azione sulle mine delle Nazioni Unite continuano a creare spazi in favore delle attività di soccorso umanitario, le operazioni di pace e le iniziative di sviluppo, consentendo al proprio personale di agire sul terreno e al tempo stesso garantendo a rifugiati e profughi la possibilità di fare ritorno volontariamente a casa. La Strategia 2013-2018 delle Nazioni Unite sull’azione anti-mine delinea una serie di passi verso l’obiettivo di un mondo più sicuro, nel quale individui e comunità possano perseguire il proprio sviluppo socio-economico e i sopravvissuti siano trattati come membri a pieno diritto nelle loro società.

L’impegno delle Nazioni Unite per accrescere la consapevolezza e agire sul tema è globale. In occasione di questa Giornata internazionale, riaffermiamo dunque tale impegno in favore di un mondo libero dalla minaccia di mine e altri ordigni bellici.

Rifiutiamoci di accettare le logiche di convenienza. Solleviamo la nostra testa e facciamo sentire la nostra voce.

 Soundtrack: Ohio (CSN&Y) 

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